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4° Rapporto sulla condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza
di Telefono azzurro (telefonoazzurro@azzurro.it)
26/11/2003 Presentato oggi a Roma il Rapporto di Telefono Azzurro in collaborazione con Eurispes L'obiettivo nettamente primario dei bambini italiani è la famiglia. Lo afferma il 70% di loro. Al secondo posto (21%) si colloca un lavoro che piace, scelta che sottolinea il desiderio da parte dei soggetti, di esprimere nella professione, che immaginano di svolgere in futuro, la propria personalità e le proprie inclinazioni. Minoritaria risulta la scelta degli amici (4,6%), considerati probabilmente importanti ma solo di rado prioritari. Sono decisamente pochi (2%) i bambini che mettono al primo posto fra gli obiettivi il denaro. I dati indicano dunque che i bambini attribuiscono maggiore importanza ai legami famigliari, rispetto all'occupazione, sia pur appagante, e ancor più rispetto agli aspetti materiali come i soldi. Per le femmine la percentuale di risposte che indicano la famiglia come l'obiettivo più importante per il futuro (71,6%) supera solo lievemente la percentuale riscontrata per i maschi (68,8%). Fra i maschi risulta, d'altra parte, leggermente più alta che fra le femmine la quota di chi sceglie i soldi (il 2,7% contro l'1,2%), ma la differenza è decisamente lieve. NEL VISSUTO DEGLI ADOLESCENTI, INVECE LA FAMIGLIA ASSUME SIGNIFICATI DIVERSI. LA PIÙ ALTA PERCENTUALE DI INTERVISTATI HA INDICATO LA FAMIGLIA (46,6%), SEGUITA DA 'UN LAVORO CHE MI PIACE' (35%). MOLTO MENO CITATI RISULTANO I SOLDI (7%) E GLI AMICI (6,7%). EMERGONO DUNQUE, NEGLI OBIETTIVI DEI RAGAZZI, DUE DIMENSIONI FONDAMENTALI: LA PRIMA, LEGATA ALLA SFERA AFFETTIVA IN GENERALE (VITA DI COPPIA, FIGLI, PARENTI), LA SECONDA LEGATA AD UN'OCCUPAZIONE APPAGANTE. Fra le femmine
è più alta che fra i maschi la percentuale di chi sottolinea
la priorità della famiglia (49,9% contro 44%); fra i maschi, d'altra
parte, è più frequente che fra le femmine la scelta dei
soldi come primo obiettivo (9,9% contro 3,8%). L'ABUSO, LO SFRUTTAMENTO E I DIRITTI VIOLATI. SONO SEMPRE PIÙ ALLARMANTI I DATI CHE RIGUARDANO LE VITTIME DI ABUSO SESSUALE. LE STATISTICHE DEL 2003 REGISTRANO INFATTI UN DATO PREOCCUPANTE: DOPO IL PICCO NELL'ANNO 2000 (700 VITTIME DI ABUSO) E UNA GENERALE DIMINUZIONE NEL 2001 E NEL 2002, IL DATO PARZIALE RELATIVO AI PRIMI SETTE MESI DEL 2003 FA REGISTRARE UN AUMENTO DEL +17,7% RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2002. QUESTA VARIABILITÀ RISCONTRATA NEGLI ULTIMI QUATTRO ANNI RISULTA TUTTORA DI DIFFICILE INTERPRETAZIONE. Genitori, zii e conviventi: sono questi i responsabili maggiori degli abusi che avvengono fra le mura domestiche nell'80% circa dei casi. Nello specifico sono comunque i genitori i principali artefici degli abusi: essi rappresentano, nella casistica in esame, la categoria con percentuali più elevate raggiungendo il valore di picco nel 2001 (61,9%). Ma al secondo posto troviamo gli zii con percentuali che vanno dal 12,4% (anno 2001) al 17,4% (anno 2000) seguiti da un convivente del genitore con la percentuale più elevata nel 1999 (15,8%). Mostra allarmanti
curve di crescita anche il ripetersi di forme di sfruttamento e di abuso
a danno di bambini e adolescenti (comprese quelle consumate in famiglia
o a fini commerciali, la prostituzione minorile, la pedofilia, ecc.).
Il disagio, la devianza
e la giustizia minorile. La rilevazione condotta prendendo in esame la
diffusione di modelli e di comportamenti a rischio, ha registrato tra
i giovani tra i 12 e i 19 anni un elevato consumo di alcolici (il 26,1%
li consuma 'spesso' e ben il 45,3% 'occasionalmente) e superalcolici (con
un uso frequente per il 12,7% e occasionale per il 30,5%). La comunicazione e la cultura. Fra gli adolescenti è diffusa l'abitudine di avere il televisore in camera propria. Ne possiedono uno il 69,6% dei maschi e il 58,9% delle femmine. Analizzando il consumo televisivo in rapporto alle fasce orarie, è emerso che l'ascolto si concentra principalmente durante le ore serali, dalle 19 alle 23. Se parliamo poi di Internet, sempre secondo l'indagine Eurispes del 2003, condotta su un campione di 5.076 ragazzi fra gli 8 e gli 11 anni, il 50,9% dichiara di non collegarsi mai alla Rete, il che indica una diffusione non ancora capillare del mezzo nelle famiglie italiane, ma anche in molti casi, una preclusione all'utilizzo imposta dai genitori ai bambini. Il 43,7% degli intervistati si collega ad Internet qualche volta: si tratta probabilmente di chi non dispone della connessione in casa e la utilizza quando può, altrove; ma anche di bambini che ottengono solo in alcuni casi il permesso dei genitori per navigare. Solo il 3,9% dei soggetti si collega ogni giorno. La stessa indagine ha preso in considerazione anche un campione di 5.710 adolescenti tra i 12 e i 19 anni. La maggioranza degli adolescenti (61,8%) si collega ad Internet per cercare cose interessanti; molti (39,7%) dichiarano di usare Internet per studiare. Un numero consistente di ragazzi si collega per comunicare: usare la posta elettronica (35%) e chattare (26,4%). Sono ancora numerosi coloro che usano Internet per giocare (28,3%), ma meno che fra i bambini. Una minoranza infine afferma di navigare per mandare messaggi sui cellulari (15,2%) e per cercare cose proibite (15,3%). LA SALUTE. QUESTA SEZIONE HA PORTATO IN SUPERFICIE RILEVANTI NUCLEI DI CRITICITÀ SUL PIANO DELLA SALUTE, COME LA REITERAZIONE DI MODELLI DI ALIMENTAZIONE ERRATI, TIPICI DELLE SOCIETÀ OPULENTE OCCIDENTALI: IN ITALIA RESTA QUASI INVARIATA LA PERCENTUALE (36%) DI RAGAZZI TRA I 6 ED I 17 ANNI IN SOVRAPPESO. È opportuno
registrare inoltre la crescita quasi costante dei sofferenti di disturbi
allergici, passati dal 6% del 1993 all'8,2% del 2001, da collegarsi in
primo luogo a fattori ambientali come la presenza di smog e traffico.
In questo senso, l'inquinamento dell'aria può essere considerato
tra i principali responsabili dell'incremento dei disturbi allergici nelle
aree metropolitane del nostro Paese. Considerando il quadriennio 1997-2001,
nei comuni centro delle aree di grande urbanizzazione - ovvero Torino,
Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo,
Catania e Cagliari - il fenomeno delle allergie si è intensificato
in misura piuttosto rilevante (+2,1%). Nei comuni situati alla periferia
delle metropoli, invece, l'incidenza dei disturbi allergici è aumentata,
in 4 anni, dello 0,6%; tuttavia, in questi centri il fenomeno ha fatto
registrare valori particolarmente elevati (9,1% nel 1997 e 9,7% nel 2001),
superiori a quelli rilevati nei comuni centro delle aree di grande urbanizzazione.
LA SICUREZZA. COME COMMENTARE LE CONTINUE GIOVANI VITTIME DELLA STRADA? I DATI INDICANO CHE NELLA CLASSE DI ETÀ DAI 15 AI 24 ANNI SONO STATE 1.224 LE VITTIME, GUIDATORI E PASSEGGERI, CON UN'INCIDENZA PERCENTUALE SUL COMPLESSO DEL 18,5%. LE MISURE REPRESSIVE, DA SOLE, NON SONO IN GRADO DI CAMBIARE ABITUDINI CONSOLIDATE NEL TEMPO O PER LO MENO NON A LUNGO; È ALL'ORIGINE DEL PROCESSO, DOVE QUESTE SI FORMANO E SI ALIMENTANO, CHE SI PUÒ E SI DEVE INTERVENIRE CON MAGGIORE ENERGIA, COME DEL RESTO TENTA DI FARE DA ALCUNI ANNI LA POLIZIA STRADALE, MONITORANDO IL FENOMENO E FORMULANDO PROGETTI DI PREVENZIONE VOLTI A EDUCARE LE GENERAZIONI FUTURE ALLA SICUREZZA SULLE STRADE. GRAZIE ALL'IMPIEGO NELLA VIGILANZA STRADALE DI BEN 471.076 PATTUGLIE NEL 2002 SONO STATE ACCERTATE COMPLESSIVAMENTE BEN 2.269.936 INFRAZIONI. Sul piano della sicurezza
in ambito domestico, invece, dovrebbe far riflettere il dato sui 300 minori
fino a 14 anni che sono rimasti vittime di traumatismi e avvelenamenti,
ossia di avvelenamenti accidentali, cadute accidentali, ingestione con
soffocamento. Il numero di bambini al di sotto dei sei anni che ha subito
un incidente domestico di significativa rilevanza è pari al 22,2%,
mentre il valore riscontrato nelle bambine della stessa età è
di poco superiore alla metà: 13,6%. Roma, 26 novembre 2003
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