pensieri

 

"Poche righe"

Rispondere in poche righe alla domanda che mi e' stata posta e' per me un'ardua impresa.
Parlare di pedofilia senza lasciarsi prendere dalla rabbia e' alle volte difficile ma credo che il modo giusto per "sfogarla" sia proprio il cercare di aiutare i bambini, le vittime piu' innocenti della bestialita' umana.

Mi reputo una persona fortunata non avendo mai conosciuto sulla mia persona questo tipo di violenza, ed a volte mi chiedo quanto cio' sia dovuto a semplice fortuna o alla prevenzione che i miei genitori hanno sempre operato.
Sono convinta che sia quest'ultima, realizzata attraverso le parole (che si ha spesso paura di pronunciare), le favole, il gioco, l'arma migliore per insegnare ai bambini a difendersi, a non lasciarsi spaventare e ad avere fiducia nelle sensazioni che il loro corpo manda, insegnando ad usarle per dire "no" a gesti che danno loro fastidio.

Non sono ancora mamma e spero quindi che le mie parole non siano percepite come un atto d'accusa non voluto, ma penso che di tanto aiuto abbiano bisogno i genitori, e non solo nel momento in cui qualche cosa accade ma soprattutto prima.
Immagino non sia facile affrontare certi argomenti quando si ritenga non necessario, e cercare di sensibilizzare le persone senza voler essere fonte di paure.

Sono contenta di poter collaborare, nel mio piccolo, ma soprattutto di potermi sentire utile.
Ringrazio le persone che me ne stanno dando l'opportunita'.

Cristina

(29 Maggio 2001)