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Mi chiamo Edvige
Attori, sono una studentessa di medicina ed e' la prima volta che mi
trovo ad esprimere un'opinione su una tematica cosi' importante e delicata,
che esula dalle problematiche che comunemente sono abituata ad affrontare.
Di recente ho incontrato
una persona, Nicoletta Bressan, che ha contribuito ad aprirmi la mente
stimolandomi a ragionare sulla questione pedofilia e mi ha consigliato
di visitare il sito di "Aquilone blu".
Scrivo a questo punto
alcune riflessioni personali.
Ho sempre vissuto
il problema pedofilia in modo indiretto e la conoscenza che ne ho e'
in gran parte superficiale, in quanto deriva soprattutto da informazioni
ottenute attraverso i mass-media (Tg, dibattiti televisivi, articoli
e ora anche da intenet).
Nonostante cio', lo
considero estremamente importante e grave, perche' in grado di minare,
oltre che lo sviluppo del soggetto che ne resta vittima, anche quello
della societa', che ne viene colpita a livello della sue fondamenta.
Infatti i bambini
di oggi saranno gli adulti di domani.
Loro oggi dipendono
da noi, domani i rapporti si capovolgeranno: saremo noi a dipendere
da loro.
La societa' futura
e' ora nelle nostre mani.
Solo se riusciremo
a valorizzare l'infanzia a concentrare maggiori energie e attenzioni,
aiutando le coscienze ad aprirsi, a prendere maggiore consapevolezza
della centralita' della questione, potremo sperare in un futuro migliore,
in una continua crescita, in un progresso che si possa veramente chiamare
a misura d'uomo.
Penso che la pedofilia
e tutti gli altri crimini rivolti all'infanzia impediscano che cio'
si avveri.
Mi chiedo infatti
come sia possibile che una persona che e' stata offesa, tradita nella
fiducia, non rispettata... possa un domani essere in grado ella stessa
di dare fiducia e rispetto.
Vedo il pedofilo come
un essere abietto che si avvale della sua superiorita' di adulto, della
sua esperienza per adescare ingenue piccole vittime che usa per soddisfare
recondite e perverse fantasie sessuali.
Per fare cio'
si approfitta dell'innocenza e della vulnerabilita', del bisogno
di affetto e di conferma che il piccolo ricerca nell'adulto e solo
per queste caratteristiche andrebbe considerato fra le piu' meschine
figure criminali esistenti.
E' un individuo malato
nel profondo della psiche, in quanto privo di valori fondamentali e
probabilmente del piu' basilare: il rispetto della persona.
Dubito infatti che
si renda conto, quando compie le sue folli azioni, di avere di fronte
una persona e che gli importi qualcosa di cio' che il bambino prova
o di quali traumi puo' infliggergli.
L' unica cosa a cui
mira e' la soddisfazione del suo animalesco e primitivo scopo.
La cosa ancor piu'
sconcertante e' che spesso si tratta di soggetti apparentemente normali,
magari con un certo livello culturale, con una famiglia, con una vita
esteriore assolutamente irreprensibile, individui che si nascondono
dietro un alone di falsa rispettabilita'.
Mi chiedo come questi
non possano capire il male che arrecano, quale sia la molla che fa scattare
questa perversione e che li porta a calpestare, oltre che la dignita'
dell'altro, la propria coscienza... ammesso che ne possiedano una.
Grazie per l'attenzione e complimenti per il Vostro lavoro.
Cordiali saluti.
Edvige Attori.
(2 Aprile 2001)
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