pensieri

 

PENSIERO HOBBES

l'indignazione serve, il nodo allo stomaco pure (a patto che non sparisca dopo due giorni) per quanto riguarda gli impeti forcaioli non scendo nel merito.

Non nego che quando vengo a conoscenza di fatti del genere, sull'onda emotiva del momento ne sono tentata anch'io, ma poi me ne allontano immediatamente, pure sentendomi a mia volta un "mostro".

A proposito,. rileggo quanto detto da don di noto, le scene paiono riprese "in contesti inequivocabilmente familiari", quindi chi sono i "mostri"? sono i nostri vicini di casa? i nostri parenti? ...siamo noi? bambini cosi' piccoli non possono essere stati "rubati", le case dove avvengono le mostruosita' sono quindi quelle in cui vivono, con madri- mostro e padri-mostro...gente all'apparenza "comune", famiglie "normali".

Direi che ce n'e' abbastanza per mettere quantomeno in discussione noi stessi, in quanto facenti parte di una societa' che e' pronta a scagliarsi sul "mostro" identificandolo immediatamente come assolutamente diverso da se', per non guardare il marcio che ci germoglia dentro.

Egotismo, consumismo sfrenato, consapevole e colpevole ignoranza, individualismo, razzismo, tendenza al "branco", aggressivita', istinti di "supremazia".

Questi sono i "valori", questa la nuova "etica" con cui ci si ritrova a fare i conti. io sono colpevole per tutto quanto succede nella societa' in cui vivo.

La mia colpa si chiama "qualunquismo".

27/08/2001

Hobbes