ABUSI
SESSUALI E FAMIGLIA
La
definizione
La
definizione piu' appropriata, per ampiezza e genericita', di "abuso
sessuale" sui minori e':
"Il
coinvolgimento di bambini e adolescenti, soggetti quindi immaturi e
dipendenti, in attivita' sessuali che essi non comprendono ancora completamente,
alle quali non sono in grado di acconsentire con totale consapevolezza
o che sono tali da violare tabu' vigenti nella societa' circa i ruoli
famigliari".
Rientrano
in questa definizione lo sfruttamento sessuale in senso generale, gli
episodi di stupro, incesto e pedofilia.
Le
diverse tipologie dell'abuso
1)
Intrafamiliare: abuso attuato da membri del nucleo familiare, quali genitori
(compresi quelli adottivi e affidatari), patrigni, matrigne, fratelli),
o da membri della famiglia allargata quali nonni, zii, cugini o amici stretti
della famiglia.
2)
Extrafamiliare: abuso attuato da persone conosciute dal minore, quali vicini
di casa, conoscenti, etc.
3)
Istituzionale: abuso attuato da persone ai quali i minori vengono affidati
per ragioni di cura, custodia, educazione, gestione del tempo libero, all'interno
di diverse istituzioni ed organizzazioni (insegnanti, medici, assistenti
di comunita', allenatori, etc.)
4)
Di strada: abuso attuato da parte di persone sconosciute.
5)
Ai fini di lucro: commesso da parte di singoli o gruppi criminali organizzati,
quali le organizzazioni per la produzione di materiale pornografico, per
lo sfruttamento della prostituzione, agenzie per il turismo sessuale, etc.
6)
Da parte di gruppi organizzati (sette, gruppi di pedofili, etc.), esterni
al nucleo familiare.
A
volte vengono attuate da parte di piu' soggetti forme plurime di abuso,
come per esempio abuso intrafamiliare e contemporaneamente sfruttamento
sessuale a fini di lucro, oppure abuso da parte di adulti della famiglia
e di conoscenti, etc.
L'abuso
intrafamiliare
Tra
le diverse forme, e' quello che crea maggiori difficolta' sia nell'accertamento
sia nel trattamento e richiede sempre una approfondita analisi.
Gli
abusi sessuali nell'ambito della famiglia si distinguono ulteriormente
in:
1)
Padre-figlia, il caso di gran lunga piu' frequente
2)
Padre-figlio
3)
Madre-figlio, evento molto raro ma descritto dalla letteratura scientifica
come il piu' grave per le conseguenze psicologiche per i soggetti coinvolti
4)
Madre-figlia
5)
Altri tipi di abusi perpetrati da parenti, conviventi o comunque persone
che frequentano assiduamente la famiglia, come nonni o zii.
Le
interpretazioni piu' recenti vedono nell'abuso sessuale del padre sui figli
un tentativo di riaffermare la propria supremazia nell'ambito familiare,
un sorta di violenta rivendicazione di potere, piu' che una espressione
di problematiche sessuali.
Quando
immaginiamo un pedofilo ipotizziamo la figura di un estraneo, un mostro
approfittatore dell'innocenza e dell'ingenuita' di un bambino, una persona
malata e psicologicamente deviata che ha la caratteristica di agire in
modo molto forte sulla vita psicologica e sulle relazioni sociali del minori,
turbandone i processi di sviluppo della personalita' e di maturazione della
sessualita'.
Contrariamente
a quanto si pensi, la maggior parte degli abusi sessuali sui bambini avviene
in famiglia, difficile da concepire e da accettare ma rispondente alla
realta'.
E,
se tra le mura domestiche si nasconde ed agisce tale mostro, gli altri
componenti la famiglia, a volte, ne sono i complici silenziosi ed omertosi,
paurosi e tendenzialmente decisi a non rovinare, a non riempirsi di vergogna,
a tenere tutto nascosto.
Quando
invece, consapevolmente e con coraggio, un famigliare denuncia l'abuso,
se pur il piu' delle volte dopo troppo tempo, e' opinione di molti si tratti
di un caso eccezionale, e non si pensa, invece, che tale orrore e'
divenuto una norma.
Ad
oggi, i casi denunciati sono soltanto la minima parte delle violenze perpetrate
a danno dell'infanzia e cio' deve necessariamente farci riflettere e risvegliare
le nostre coscienze.
E'
difficile credere che un padre o un parente si accanisca ripetutamente
su un bambino, nell'ambiente in cui cresce e vive, fino ad annientarlo
fisicamente e psicologicamente, a ricattarlo e ad incutere terrore a tal
punto che il piccolo si sente addirittura non vittima, ma colpevole.
Quel
"non dire nulla altrimenti ..." diventa l'incubo dal quale non si riesce
ad uscire piu', diventa il pensiero dominante che porta il bambino a credere
che quel male che si sta riversando su di lui sia una sorta di punizione,
di castigo.
Questo
senso di colpa non fa che facilitare il pedofilo, rassicurato dal fatto
di non doversi sentire colpevole.
E
noi che leggiamo i giornali e guardiamo la tv ci domandiamo il <perche'>
dell'ennesima orribile notizia, abbiamo bisogno di risposte, di capire
come un padre possa arrivare a tanto, possa abusare del proprio figlio.
E
in attesa di risposte, che difficilmente ci convincono e definiamo percio'
"incomprensibili", restiamo attoniti ed indignati.
Gli
psicologi affermano che la pedofilia e' "un tema complesso" e come tale
non puo' essere affrontato con spiegazioni semplici ed essenziali. Loro
compito e' quello di individuarne le cause, le radici, saper leggere tale
folle comportamento, ricercare il significato del gesto, individuare la
"matrice psicologica" che e', come nel caso di violenza in generale, la
difficolta' nei rapporti interpersonali.
Il
pedofilo ricerca, nell'abuso sul minore, un rapporto "semplificato", come
afferma il Prof. A. Carotenuto, (insegnante di psicologia della personalita'
all'Universita' di Roma), quasi per evitare la difficolta' dei rapporti
interpersonali tra adulti, in genere sempre molto difficili.
Questa
difficolta', in casi estremi, puo' divenire insostenibile per alcuni soggetti
e sfocia nell'insana ricerca di un rapporto pedofilo che non fa paura,
senza rischi, senza rifiuti ne' resistenze.
Il
bambino, nella sua ingenuita', non riesce a dare un significato a determinati
gesti, e' arrendevole ed e' purtroppo proprio questa docilita' a far si
che il pedofilo prosegua alla ricerca di altre piccole vittime.
Le
conseguenze dell'abuso intrafamiliare
L'abuso,
difficilmente si esaurisce in un singolo episodio, la durata media e' di
2 anni, ma puo' protrarsi fino a 5.
Nel
caso di abuso da parte del padre, vengono coinvolti piu' soggetti, quando
vi sono piu' figli. Nella maggior parte dei casi vengono colpiti i bambini
di 10-11 anni, ma le vittime possono essere state molestate anche molto
prima, gia' all'eta' di 4-5 anni.
Oltre
alla reazione immediata, l'abuso causa sui minori effetti devastanti a
lungo termine, tanto che questo tipo di violenza e' stato definito ""una
bomba ad orologeria psicologica".
Il
bambino, oltre a tutto cio', deve anche subire, quando il fatto viene scoperto,
gli effetti della disgregazione familiare, dell'onta da parte della societa'
in cui vive, l'intervento da parte delle istituzioni e, a distanza di anni,
presenta sofferenti stati d'ansia e depressione, insicurezza, a volte si
accentua l'aggressivita', insorgono difficolta' a livello scolastico e
nei rapporti interpersonali, complessi si colpa e problemi di carattere
sessuale.
Le
conseguenze psicologiche sul bambino variano a seconda di come si e' perpetrato
l'abuso.
Se
la vittima ha subito un vero e proprio stupro da parte di un genitore violento,
le conseguenze saranno quelle simili ad una violenza carnale aggravate
da un fortissimo trauma psicologico.
La
figura del genitore passa improvvisamente dal comune ruolo protettivo a
quello di aggressore.
Se
invece il genitore agisce nei confronti del figlio assumendo un atteggiamento
seduttivo ed attuando ricatti affettivi, senza una apparente violenza,
sopraggiunge nel minore un profondo senso di colpa e disprezzo verso se
stesso, unitamente ad azioni autopunitive e repulsioni verso il sesso opposto.
I
comportamenti che ne derivano sono molto gravi: fuga dal sociale, abuso
di droghe o alcool, tentativi di suicidio e, in alcuni casi, prostituzione.
Non
si dimentichi che e' proprio la famiglia e la societa' in genere ad attuare
un processo di "colpevolizzazione" nei confronti del minore, quasi ad attribuirgli
un ruolo attivo nella dinamica dell'abuso, una provocazione nei confronti
dell'adulto.
Lo
sconvolgimento psichico e', quindi, profondissimo e destinato a durare
nel tempo.
Cio'
che il bambino ha subito e' un tradimento operato dal genitore, ossia la
persona depositaria della sua fiducia.
Greta
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