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ABUSI SESSUALI E FAMIGLIA
La definizione
La definizione piu' appropriata, per ampiezza e genericita', di "abuso sessuale" sui minori e':
"Il
coinvolgimento di bambini e adolescenti, soggetti quindi immaturi e
dipendenti, in attivita' sessuali che essi non comprendono ancora
completamente, alle quali non sono in grado di acconsentire con totale
consapevolezza o che sono tali da violare tabu' vigenti nella societa'
circa i ruoli famigliari".
Rientrano in questa definizione lo sfruttamento sessuale in senso generale, gli episodi di stupro, incesto e pedofilia.
Le diverse tipologie dell'abuso
- Intrafamiliare:
abuso attuato da membri del nucleo familiare, quali genitori (compresi
quelli adottivi e affidatari), patrigni, matrigne, fratelli), o da
membri della famiglia allargata quali nonni, zii, cugini o amici
stretti della famiglia.
- Extrafamiliare: abuso attuato da persone conosciute dal minore, quali vicini di casa, conoscenti, etc.
- Istituzionale: abuso
attuato da persone ai quali i minori vengono affidati per ragioni di
cura, custodia, educazione, gestione del tempo libero, all'interno di
diverse istituzioni ed organizzazioni (insegnanti, medici, assistenti
di comunita', allenatori, etc.)
- Di strada: abuso attuato da parte di persone sconosciute.
- Ai fini di lucro:
commesso da parte di singoli o gruppi criminali organizzati, quali le
organizzazioni per la produzione di materiale pornografico, per lo
sfruttamento della prostituzione, agenzie per il turismo sessuale, etc.
- Da parte di gruppi organizzati (sette, gruppi di pedofili, etc.), esterni al nucleo familiare.
A
volte vengono attuate da parte di piu' soggetti forme plurime di abuso,
come per esempio abuso intrafamiliare e contemporaneamente sfruttamento
sessuale a fini di lucro, oppure abuso da parte di adulti della
famiglia e di conoscenti, etc.
L'abuso intrafamiliare
Tra
le diverse forme, e' quello che crea maggiori difficolta' sia
nell'accertamento sia nel trattamento e richiede sempre una
approfondita analisi.
Gli abusi sessuali nell'ambito della famiglia si distinguono ulteriormente in:
- Padre-figlia, il caso di gran lunga piu' frequente
- Padre-figlio
- Madre-figlio,
evento molto raro ma descritto dalla letteratura scientifica come il
piu' grave per le conseguenze psicologiche per i soggetti coinvolti
- Madre-figlia
- Altri tipi di abusi
perpetrati da parenti, conviventi o comunque persone che frequentano
assiduamente la famiglia, come nonni o zii.
Le interpretazioni piu'
recenti vedono nell'abuso sessuale del padre sui figli un tentativo di
riaffermare la propria supremazia nell'ambito familiare, un sorta di
violenta rivendicazione di potere, piu' che una espressione di
problematiche sessuali.
Quando immaginiamo un
pedofilo ipotizziamo la figura di un estraneo, un mostro approfittatore
dell'innocenza e dell'ingenuita' di un bambino, una persona malata e
psicologicamente deviata che ha la caratteristica di agire in modo
molto forte sulla vita psicologica e sulle relazioni sociali del
minori, turbandone i processi di sviluppo della personalita' e di
maturazione della sessualita'.
Contrariamente a quanto
si pensi, la maggior parte degli abusi sessuali sui bambini avviene in
famiglia, difficile da concepire e da accettare ma rispondente alla
realta'.
E, se tra le mura
domestiche si nasconde ed agisce tale mostro, gli altri componenti la
famiglia, a volte, ne sono i complici silenziosi ed omertosi, paurosi e
tendenzialmente decisi a non rovinare, a non riempirsi di vergogna, a
tenere tutto nascosto.
Quando invece,
consapevolmente e con coraggio, un famigliare denuncia l'abuso, se pur
il piu' delle volte dopo troppo tempo, e' opinione di molti si tratti
di un caso eccezionale, e non si pensa, invece, che tale orrore
e' divenuto una norma.
Ad oggi, i casi
denunciati sono soltanto la minima parte delle violenze perpetrate a
danno dell'infanzia e cio' deve necessariamente farci riflettere e
risvegliare le nostre coscienze.
E' difficile credere che
un padre o un parente si accanisca ripetutamente su un bambino,
nell'ambiente in cui cresce e vive, fino ad annientarlo fisicamente e
psicologicamente, a ricattarlo e ad incutere terrore a tal punto che il
piccolo si sente addirittura non vittima, ma colpevole.
Quel "non dire nulla
altrimenti ..." diventa l'incubo dal quale non si riesce ad uscire
piu', diventa il pensiero dominante che porta il bambino a credere che
quel male che si sta riversando su di lui sia una sorta di punizione,
di castigo.
Questo senso di colpa non fa che facilitare il pedofilo, rassicurato dal fatto di non doversi sentire colpevole.
E noi che leggiamo
i giornali e guardiamo la tv ci domandiamo il perche'
dell'ennesima orribile notizia, abbiamo bisogno di risposte, di capire
come un padre possa arrivare a tanto, possa abusare del proprio figlio.
E in attesa di risposte, che difficilmente ci convincono e definiamo percio' "incomprensibili", restiamo attoniti ed indignati.
Gli psicologi affermano
che la pedofilia e' "un tema complesso" e come tale non puo' essere
affrontato con spiegazioni semplici ed essenziali. Loro compito e'
quello di individuarne le cause, le radici, saper leggere tale folle
comportamento, ricercare il significato del gesto, individuare la
"matrice psicologica" che e', come nel caso di violenza in generale, la
difficolta' nei rapporti interpersonali.
Il pedofilo ricerca,
nell'abuso sul minore, un rapporto "semplificato", come afferma il
Prof. A. Carotenuto, (insegnante di psicologia della personalita'
all'Universita' di Roma), quasi per evitare la difficolta' dei rapporti
interpersonali tra adulti, in genere sempre molto difficili.
Questa difficolta', in
casi estremi, puo' divenire insostenibile per alcuni soggetti e sfocia
nell'insana ricerca di un rapporto pedofilo che non fa paura, senza
rischi, senza rifiuti ne' resistenze.
Il bambino, nella sua
ingenuita', non riesce a dare un significato a determinati gesti, e'
arrendevole ed e' purtroppo proprio questa docilita' a far si che il
pedofilo prosegua alla ricerca di altre piccole vittime.
Le conseguenze dell'abuso intrafamiliare
L'abuso, difficilmente si esaurisce in un singolo episodio, la durata media e' di 2 anni, ma puo' protrarsi fino a 5.
Nel caso di abuso da
parte del padre, vengono coinvolti piu' soggetti, quando vi sono piu'
figli. Nella maggior parte dei casi vengono colpiti i bambini di 10-11
anni, ma le vittime possono essere state molestate anche molto prima,
gia' all'eta' di 4-5 anni.
Oltre alla reazione
immediata, l'abuso causa sui minori effetti devastanti a lungo termine,
tanto che questo tipo di violenza e' stato definito ""una bomba ad
orologeria psicologica".
Il bambino, oltre a tutto
cio', deve anche subire, quando il fatto viene scoperto, gli effetti
della disgregazione familiare, dell'onta da parte della societa' in cui
vive, l'intervento da parte delle istituzioni e, a distanza di anni,
presenta sofferenti stati d'ansia e depressione, insicurezza, a volte
si accentua l'aggressivita', insorgono difficolta' a livello scolastico
e nei rapporti interpersonali, complessi si colpa e problemi di
carattere sessuale.
Le conseguenze psicologiche sul bambino variano a seconda di come si e' perpetrato l'abuso.
Se la vittima ha subito
un vero e proprio stupro da parte di un genitore violento, le
conseguenze saranno quelle simili ad una violenza carnale aggravate da
un fortissimo trauma psicologico.
La figura del genitore passa improvvisamente dal comune ruolo protettivo a quello di aggressore.
Se invece il genitore
agisce nei confronti del figlio assumendo un atteggiamento seduttivo ed
attuando ricatti affettivi, senza una apparente violenza, sopraggiunge
nel minore un profondo senso di colpa e disprezzo verso se stesso,
unitamente ad azioni autopunitive e repulsioni verso il sesso opposto.
I comportamenti che ne
derivano sono molto gravi: fuga dal sociale, abuso di droghe o alcool,
tentativi di suicidio e, in alcuni casi, prostituzione.
Non si dimentichi che e'
proprio la famiglia e la societa' in genere ad attuare un processo di
"colpevolizzazione" nei confronti del minore, quasi ad
attribuirgli un ruolo attivo nella dinamica dell'abuso, una
provocazione nei confronti dell'adulto.
Lo sconvolgimento psichico e', quindi, profondissimo e destinato a durare nel tempo.
Cio' che il bambino ha subito e' un tradimento operato dal genitore, ossia la persona depositaria della sua fiducia.
Greta