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MAMMA, CHE COS'E' LA PEDOFILIA ?
come rispondere alle domande dei nostri bambini
 
 

Un giornale aperto, una notizia alla tv, un discorso tra adulti: ai bambini nulla sfugge e, se fino a poco fa la domanda piu' ricorrente era "Come nascono i bambini?", ora possiamo sentirci chiedere, di punto in bianco, "Cos'e' la pedofilia?".
 

Inutile e sbagliato fare finta di non sentire, rispondere "non ho tempo" o delegare ad altri l'onere della risposta: i bambini hanno fiducia, non bisogna tradirli, come non bisogna far capire loro che sono troppo piccoli per queste domande. 
Ricordiamo che una risposta semplice ed esauriente, a qualsiasi domanda ci venga formulata, e' un passo avanti verso una naturale opera di prevenzione per la loro salvaguardia.
 

Il non avere risposte, come il vietare, scatena nei bambini una maggiore curiosita', rischiando che certe verita' vengano svelate da persone estranee ed in modo traumatico.
 

Cosa dire, allora ?

Con tranquillita' e semplicita', e senza timore, possiamo dire ai nostri bambini che i pedofili sono persone non buone, ammalate, che dicono di voler bene ai piccoli ma non è assolutamente vero.
Diciamo anche che i pedofili fanno cose cattive, per esempio toccano in modo strano i bambini mettendoli in imbarazzo, li accarezzano, li baciano, fanno loro regali che pero' non bisogna mai accettare. 
L'importante e' pero' non spaventarli, neppure quando accenniamo al fatto che anche persone vicine a noi tutti i giorni possono essere cosi'.
 

E' importante spiegare cosa vuol dire "essere toccati": in modo buono come con papa' e mamma ed in modo cattivo, che mette imbarazzo, disagio e timore.
Cosi' come il saper distinguere le persone buone da quelle cattive.
 

Nel parlare, dobbiamo trasmettere al bambino che ci ascolta un senso di sicurezza e di fiducia, sia egli figlio, nipote, alunno.
Se manteniamo integra la fiducia che ha nei nostri confronti, saremo certi che in caso di necessita' si rivolgera' a noi con sicurezza e sincerita'.
 

Il gioco, le letture, i disegni, sono strumenti importanti e rassicuranti attraverso i quali, adulti e bambini insieme, si addentrano con delicatezza, sensibilita' e senza traumi nel tema dell'abuso.
 

Puo' essere che proprio attraverso tali sussidi possiamo prevenire come far emergere situazioni di disagio, come puo' essere che da un'immagine il bambino riviva un'esperienza vissuta e ne avverta sofferenza. 
I bambini devono essere tutti i giorni osservati durante le loro attivita', attraverso le quali possono lanciare segnali importanti che solo noi, genitori ed educatori, siamo in grado di cogliere se attenti, preparati ed informati.
 

Se il bambino ci parla di cose che riteniamo strane, non diamo per scontato che siano inventate: puo' essere che ci sia un fondamento di verita' che persone preposte ed esperte sapranno valutare. 
Il nostro compito non e' tirare fuori a tutti i costi le informazioni dai nostri bambini ma quella di avvertire in essi un eventuale senso di disagio, campanello di allarme. 
Non forziamoli, non ricattiamoli promettendo "qualcosa in cambio" se ce ne parlano, rischiamo di farli cadere in un mutismo imbarazzante e senza ritorno.
 

L'importante e' che il bambino avverta la nostra disponibilita' all'ascolto, la nostra dolcezza, la nostra protezione, sia quando siamo chiamati a rispondere, sia quando domandiamo.
 

Con questi semplici accorgimenti, la domanda "Cos'e' la pedofilia?" non ci fara'  piu' paura.
 

 



Greta
Con la consulenza del Dott. Sergio De Martino