bibliografia

sul bullismo

 

 
Olweus D.
Bulli
in Psicologia contemporanea, n. 133, 1996, pp. 23-28
Il bullismo è un fenomeno sommerso e molto diffuso. Si tratta di una forma di oppressione, in cui un bambino o un adolescente sperimenta, per opera di un compagno prevaricatore, una condizione di profonda sofferenza. L'autore studia le principali forme e conseguenze di questo fenomeno e propone dei principi metodologici di intervento.
 
 
Olweus D.
Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono
Giunti, Firenze 1995, pp. 125
Sulla base di una serie di studi da lui compiuti, l'autore propone delle interpretazioni del fenomeno del bullismo a scuola, forma di oppressione nella quale la giovane vittima sperimenta una profonda situazione di sofferenza ad opera di un coetaneo. Dopo una prima parte dedicata all'informazione sul fenomeno, il testo offre dei suggerimenti per possibili interventi da attuare a livello di scuola, di classe e di individuo. Nell'ultima parte di questa edizione italiana Ada Fonzi fa il punto sulla ricerca relativa al fenomeno in Italia.
 
 
Capezzuoli G. Pollo S.
Bulli con le parole e con i fatti. Piccoli carnefici per piccole vittime
in Il Delfino, n. 2, 1996, pp. 24-25
L'articolo descrive il fenomeno del "bullismo , cioè i persistenti e reiterati atteggiamenti di prepotenza e sopraffazione da parte di bambini e adolescenti nei confronti dei coetanei. Viene inoltre brevemente descritto un progetto anti-bullismo elaborato a Sheffield, in Inghilterra.
 
 
Klein M. Redl F. Wineman D.
Il crimine del bambino
Bollati Boringhieri, Torino 1996, pp. 135
Troviamo qui riuniti alcuni saggi sul bambino delinquente. Ci si interroga sulle violenze dei bambini sui bambini, sul bullismo a scuola, sulla violenza gratuita fra i giovanissimi, sui crimini di grande efferatezza compiuti da minori, e si riprendono i seguenti famosi interventi sul tema:
- Redl F. "Chi è delinquente?"
- Redl F. Wineman D. "La sfida dei bambini che odiano"
- Klein M. "Tendenze criminali nei bambini normali"
- Redl F. "Le virtù dei bambini delinquenti"
- Redl F. "Svantaggiati, e che altro?"
 
 
Caprara G. V.
Addio alunni crudeli
in Psicologia contemporanea, n. 138, 1996, pp. 44-48
L'autore è ordinario di Psicologia della personalità. In questo libro commenta la notizia, riportata dai giornali, di una insegnante che ha lasciato la sua classe, scoraggiata e impotente di fronte alla violenza dei suoi alunni. L'articolo parla delle prepotenze e del bullismo che si incontrano nella scuola di oggi, problemi difficili da affrontare e risolvere.
 
 
Fonzi Ada
Il bullismo in Italia
Il fenomeno delle prepotenze a scuola dal Piemonte alla Sicilia. Ricerche e prospettive di intervento
Giunti, Firenze 1997, pp. 230
Il termine "bullismo" è da tempo entrato di diritto nella letteratura psicologica internazionale a indicare il fenomeno delle prepotenze che vengono perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei o quasi, soprattutto in ambito scolastico. Questo volume, che accoglie gli studi e le esperienze condotte da un nutrito gruppo di ricercatori provenienti da regioni diverse d'Italia, offre uno spaccato drammatico dell'entità del fenomeno nel nostro Paese, ma propone anche riflessioni e tentativi per possibili soluzioni.
 
 
Fonzi Ada
Piccoli bulli crescono
Il bullismo in Italia
in Psicologia contemporanea, n. 144, 1997, pp. 18-24
L'articolo analizza il fenomeno del bullismo, ovvero il fenomeno delle prevaricazioni fra bambini e ragazzi. Tali comportamenti risultano essere nel nostro Paese particolarmente preoccupanti. L'autrice commenta i dati raccolti nel volume "Il bullismo in Italia", che sono particolarmente allarmanti, descrivono episodi di violenza e brutalità che crescono con il passare del tempo. L'articolo propone alcune linee di intervento, che non agiscono sul fronte della depressione, ma sulla assunzione di responsabilità da parte dei coetanei. Questa dovrebbe puntare a creare una mentalità "antibullismo", che partendo da motivazioni empatiche, si traduca in regole da rispettare e in azioni che concretizzano tale rispetto. Ada Fonzi è ordinario di Psicologia dello sviluppo all'Università di Firenze.
 
 
Prina F.
Bullismo e violenza a scuola
Una ricerca in cinque scuole torinesi
Città di Torino, Torino 1998, pp. 144
Il testo costituisce la sintesi del lavoro di ricerca sviluppatosi nell'ambito del progetto "Violenza nelle scuole, attenzione alle vittime", che si colloca da una parte tra le iniziative del progetto Itaca del Comune di Torino e dall'altra nel progetto giovani della Circoscrizione 5. Alla ricerca hanno partecipato cinque scuole medie, tre delle quali nel quartiere Vallette, e sono stati coinvolti anche tre educatori delle cooperative e associazioni che sviluppano interventi di educativa territoriale ed operano in collaborazione con gli insegnanti delle stesse scuole. Il rapporto è articolato in quattro parti: innanzitutto sono richiamati i principali riferimenti teorici e viene delineato il percorso di ricerca effettuato. Un secondo capitolo è dedicato ai risultati della ricerca sugli studenti, mentre un terzo sintetizza i risultati di quella sugli insegnanti. Il quarto capitolo descrive la parallela sperimentazione di attività didattiche finalizzate alla riflessione con gli studenti. Nella conclusione si traggono le fila dell'insieme del lavoro e si confrontano i risultati con le altre più significative ricerche.
 
 
Menesini E.
Bullismo, che fare? Prevaricatori e vittime fra i banchi di scuola
in Psicologia contemporanea, n. 149, 1998, pp. 38-44
La presenza del fenomeno del "bullismo" scolastico risulta fortemente correlata al clima e alla dinamica interna al gruppo. Secondo l'autrice, ricercatrice nell'area di Psicologia dello Sviluppo presso l'Università di Padova, sul piano degli interventi occorre quindi agire a livello di classe e di sistema scolastico nel suo complesso, al fine di incidere sia sulle dinamiche interne al gruppo classe sia sulle componenti che sono alla base di condotte riprovevoli e di relazioni negative tra i compagni. L'articolo illustra alcune esperienze concrete di intervento.
 
 
Sharp S. Smith P.K.
Bulli e prepotenti nella scuola. Prevenzione e tecniche educative
Erickson, Trento 1995, pp. 183
Il volume illustra una serie di strategie operative per affrontare il bullismo nella scuola. Esso fornisce informazioni sulla natura delle angherie tra compagni; descrive alcune tecniche di analisi del fenomeno; spiega come programmare un adeguato screening; presenta una politica globale per contenere e smorzare il bullismo; esamina infine nel dettaglio un'ampia gamma di interventi orientati a particolari ambiti della vita scolastica. Sonia Sharp è psicologa dell'educazione; Peter K. Smith è professore di psicologia al Dipartimento di Psicologia dell'Università di Sheffield.
 
 
Bacchini D. Fusco C. Occhinegro L.
Fenomenologia del bullismo a scuola: i racconti dei ragazzi
in Età evolutiva, n. 63, 1999, pp. 14-28
La ricerca è stata svolta tra gli allievi di dieci scuole medie di Napoli rappresentative di diverse zone della città e dei ceti sociali che le caratterizzano. Ai soggetti è stato sottoposto un questionario con domande relative a proprie esperienze e valutazioni concernenti il fenomeno del bullismo. Dall'esame qualitativo e quantitativo dei risultati si evidenzia la complessità e le numerose sfaccettature del fenomeno prepotenza.
 
 
Lazzarin G.
Vittime e prepotenti
in Cooperazione educativa, n. 3, 1999, pp. 28-31
Viene qui raccontata l'attività di un gruppo di ricerca dell'IRSSAE Veneto che lavora sulla possibilità di prevenire il fenomeno del bullismo a scuola.
 
 
Bacchini D. Amodeo A. Vitelli R. Abbruzzese R. Ciardi A.
La valutazione del bullismo negli insegnanti
in Ricerche di Psicologia, n. 1, 1999, vol. 23, pp. 75-103
La finalità della ricerca qui descritta è di fornire un contributo, di tipo prevalentemente descrittivo, ad alcune questioni teoriche sul fenomeno del bullismo, focalizzando l'attenzione sul modo in cui gli insegnanti valutano il fenomeno delle prepotenze a scuola. In particolare gli autori si propongono di: 1) ampliare le conoscenze sul bullismo in Italia, integrando le informazioni fornite dai docenti con quelle raccolte in precedenti ricerche effettuate con ragazzi e confrontare i rispettivi giudizi; 2) valutare gli atteggiamenti degli insegnanti verso il bullismo, la loro percezione della gravità del fenomeno, delle sue cause e conseguenze, ed indagare le strategie di "coping" utilizzate per fronteggiarlo. Hanno collaborato all'indagine 218 insegnanti di 20 diverse scuole di Napoli (10 elementari e 10 medie inferiori).
 
 
Berdondini L. Fonzi A.
Tecniche osservative per la verifica dell'efficacia di un intervento anti bullismo
in Età evolutiva, n. 64, 1999, pp. 14-23
L'articolo descrive una ricerca che ha coinvolto 9 classi di una scuola elementare di un paese in provincia di Firenze, per un totale di 173 bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni. Scopo della ricerca è quello di rispondere alle seguenti domande: 1) dopo un periodo di tempo che copra un intero anno scolastico, in cui le classi siano regolarmente coinvolte in interventi anti bullismo, si notano cambiamenti chiari ed evidenti nella percezione dei compagni di classe da parte dei bambini, se misurati con sistemi quantitativi? 2) Utilizzando l'osservazione naturalistica, prima e dopo l'intervento, del comportamento sociale spontaneo dei suddetti bambini, quali aspetti sembrano essere stati influenzati dalle attività svolte in classe?
 
 
Fonzi Ada
Il gioco crudele. Psicologia sociale dello sviluppo
in Psicologia contemporanea, n. 156, 1999, pp. 50-55
L'autrice del saggio, ordinario di Psicologia dello sviluppo all'Università di Firenze, segnala che i dati di ricerca sul fenomeno del bullismo in Italia rivelano che bulli e vittime sembrano accomunati da una sorta di analfabetismo nei confronti di alcune aree sociocognitive. Le vittime si distinguono per una scarsa padronanza della grammatica emotiva, mentre i bulli si differenziano soprattutto nel settore del disimpegno morale, particolarmente per quanto riguarda il meccanismo della deumanizzazione.
 
 
Curti S.
Il bullismo a scuola
in L'Educatore, n. 19, 2000, pp. 7-11
Un fenomeno che si sta diffondendo anche in Italia e che dalle scuole superiori sta calando anche nella scuola elementare, è il cosiddetto "bullismo" . In che cosa consiste, le caratteristiche fondamentali, come prepararsi ad affrontarlo e tutto ciò che ne deriva, viene spiegato ed approfondito in questo articolo, scritto dallo psicologo Sergio Curti.
 
 
Bozzaro P.
A scuola di violenza
in Scuolainsieme, n. 4, 2000, pp. 12-16
In Italia sono sempre più diffusi gli episodi di teppismo di minorenni contro coetanei. Le azioni violente coinvolgono soprattutto gli scolari delle elementari. Le cronache dei quotidiani segnalano da qualche anno che anche luoghi tradizionalmente esenti da fenomeni di violenze, come le scuole, sono diventati contesto specifico di un particolare comportamento ispirato alla sopraffazione e alla violenza: il cosiddetto "bullismo . In queste pagine alcuni interventi cercano di far luce su questo fenomeno. Nell'ultima pagina è presente un breve intervento dal titolo "Piccoli bulli crescono", che riporta alcuni casi di violenza da parte dei minori su loro stessi.
 
 
Buccoliera E. (A cura di)
La prepotenza dei bulli, il disagio delle vittime
Casi di violenza quotidiana nelle scuole
in Azione Nonviolenta, n. 5, 2000, pp. 8-11
La definizione del fenomeno del bullismo, la sua diffusione e come si manifesta sono i temi che l'autrice, giornalista, discute con Berdodini, dell'equipe del prof. Sharp presso il Roehampton Insitute di Londra, e Federica Fantacci, collaboratrice esterna della cattedra di Psicologia ed Educazione presso la Facoltà di Scienza dell'Educazione dell'Università di Bologna. La descrizione del fenomeno nelle scuole, la reazione del personale, la nuova mentalità per cui "tutto è lecito" (in crescita anche per le femmine) e le opinioni delle vittime chiudono l'articolo.
 
 
Giorgi R. Scoccia S. Antonucci A.
Bullismo: analisi e prevenzione del fenomeno
Un’indagine su insegnanti, operatori e alunni dell'Italia Centrale
in Attualità in psicologia, n. 2, 2000, pp. 170-184
L'articolo ha per tema il fenomeno del bullismo in relazione a soggetti in età evolutiva. Scopo della ricerca qui presentata è offrire alcune coordinate per l'analisi del fenomeno, identificando le possibili componenti e manifestazioni del bullismo nel contesto dell'istituzione scolastica, dal punto di vista degli operatori, degli insegnanti e degli alunni, al fine di elaborare strategie e interventi di prevenzione.
 
 
Bacchini D.
Il bullismo in Italia. Definizione, fenomenologia, prevenzione
in Famiglia Oggi, n. 6-7, 2000, pp. 45-59
Il dossier ha per tema il fenomeno del bullismo: dinamiche psicologiche che lo determinano, relazioni interpersonali tra "bulli" e vittime, il contesto scolastico, progetti di prevenzione. I due contributi qui riportati sono i seguenti: "Le prepotenze in classe. Un fenomeno rilevante" (Bacchini D.); "Percorsi di prevenzione. Come intervenire a scuola" (Menesini E.). Negli interventi viene sottolineato come l'Italia detenga il primato rispetto al bullismo e come questo sia diventato un fenomeno diffuso soprattutto in ambito scolastico.
 
 
Marini F. Mameli C.
Il bullismo nelle scuole
Carocci, Roma 1999, pp. 188
Il testo ha per soggetto il fenomeno del bullismo nel contesto scolastico europeo e mondiale. In particolare vengono analizzati i seguenti temi: socializzazione e rapporti interpersonali; il comportamento aggressivo; cause e profili del bullismo; persecutori e vittime; combattere il bullismo in classe; strategie preventive e progetti di intervento.
 
 
Fonzi Ada
Il gioco crudele
Studi e ricerche sui correlati psicologici del bullismo
Giunti, Firenze 1999, pp. 151
Il testo raccoglie i contributi di alcuni autori sul fenomeno del bullismo, in particolare sugli aspetti psicologici che ne stanno alla radice. Gli interventi analizzano i seguenti nuclei tematici: il bullismo a scuola; la grammatica delle emozioni in prepotenti e vittime; il disimpegno morale e la legittimazione del comportamento prepotente; il bullismo come malessere evolutivo; narrazioni ed interpretazioni delle prepotenze; quando i "diversi" incontrano i "diversi" - uno studio sulle rappresentazioni mentali; il contesto familiare dei bulli e delle vittime; l'amicizia nel bullismo: fattore di rischio o di protezione?
 
 
Beane A. L.
Bully free classroom. Over 100 tips and strategies for teachers K-8
Free spirit, Minneapolis 1999, pp. 168
Molte scuole, ma soprattutto gli insegnanti, devono affrontare il comportamento dei "bulli" che intimidiscono, feriscono e molestano gli altri studenti. Questo manuale insegna agli educatori, attraverso 100 strategie di prevenzione e di interventi, come migliorare questo multisfaccettato problema all'interno della classe, coinvolgendo le vittime, i testimoni e i genitori. L'autore è professore al "Department of Special Education" all'Università Murray nel Kentucky.
 
 
Menesini E. Gini G.
Il bullismo come processo di gruppo
Adattamento e validazione del "Questionario Ruoli dei Partecipanti" alla popolazione italiana
in Età evolutiva, n. 66, 2000, pp. 18-32
L'articolo esamina il fenomeno del bullismo come processo di gruppo, facendo riferimento ai maggiori studi sul tema e ad una ricerca realizzata in due città del Nord e del Centro Italia (in cui sono stati coinvolti 569 soggetti frequentanti le scuole elementari e medie). Menesini E. collabora con il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Firenze; Gini G. collabora con il dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Università di Padova.
 
 
Mameli C.
Bullismo e cultura: due mondi a confronto
in Aree, n. 31, 2000, pp. 10-12
L'autore esamina il fenomeno del bullismo, in particolare la dimensione culturale nella quale esso si colloca: non ci si può aspettare - egli scrive - che il bullismo scompaia in un contesto socioculturale che legittima l'esclusione dei perdenti.
 
 
Prina F.
Forme della devianza giovanile. Percorsi di illegalità e normalità della violenza
Due ricerche a Torino
Sonda, Torino 2000, pp. 171
Il libro è diviso in due parti: la prima, intitolata "La devianza criminalizzata. I minori stranieri tra illegalità e risposte del sistema penale", prende in esame, in particolare, le tendenze del reato minorile nell'area torinese. La seconda, dal titolo "La devianza nascosta. Violenza e bullismo nelle scuole" analizza le ricerche ed analisi recenti sul tema, per poi prendere in esame in particolare le indagini svolte nell'area torinese, nelle scuole medie inferiori ed elementari.
 
 
Benelli B. Menesini E. Gini G.
Rappresentazione di eventi sociali in bambini bulli e vittime
in Età evolutiva, n. 68, 2001, pp. 5-20
L'articolo presenta una ricerca realizzata su un campione di 17 bulli, 17 vittime e 26 "esterni" (intendendo con questo termine quei ragazzi che non sono stati coinvolti in episodi di bullismo , di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni, selezionati dai ragazzi stessi, attraverso un questionario. Sono stati formati tre tipi di coppie (bullo-esterno, vittima-esterno e esterno-esterno), che sono poi state osservate in due differenti situazioni immaginarie: una visita medica ed una gita al mare con un amico. L'osservazione è stata condotta dal punto di vista linguistico e da quello della comunicazione sociale. Dal punto di vista linguistico non sono emerse differenze tra i ragazzi, nella loro capacità di rappresentare degli eventi. Il contesto strutturato ha inoltre dimostrato la sua efficacia nel controllare l'atteggiamento di prevaricazione da parte dei bulli e nell'aiutare le vittime ad essere più attive; infine la coppia vittima-esterno ha mostrato alcune difficoltà nello sviluppare un atteggiamento di interazione reciproca e collaborativa.
 
 
AA.VV.
Scuola, famiglie e giudici di fronte al bullismo
in Minorigiustizia, n. 2, 2000, pp. 7-95
Il presente fascicolo tratta del bullismo, dandone una lettura non isolata rispetto al contesto degli altri fenomeni di disagio giovanile. Si divide in cinque parti: 1) "Il bambino cattivo e la scuola", che raccoglie due saggi, "Bullismo a scuola: istruzioni per l'uso" di D. Novara e "Come la scuola italiana può combattere il bullismo" di C. Rubinacci; 2) "La scuola e il bambino", che raccoglie "Una riflessione sulla scuola" di F. Positò e "Le violenze praticate dall'insegnante nella scuola" di M. Landolfo; 3) "La percezione della legalità", che raccoglie "Il senso della legalità insegnato nella scuola" di I. Garuti, "Legalità e cittadinanza" di R. Sgalla e "La lotta non repressiva alla mafia attraverso l'educazione alla legalità tra limiti di bilancio e finanziamenti strutturali dell'Unione Europea" di M. Emiliano; 4) "Giovani nella notte", in cui sono raccolti "Le derive della notte, i giovani e le discoteche" di F. Chiarello e "Ragazzi in città" di O. Iarussi; 5) "Le politiche sociali", in cui si trova "La legge per la promozione dei diritti e delle opportunità per l'infanzia e l'adolescenza: uno sfondo socioculturale" di L. Gigante.
 
 
Coppola De Vanna A.
La mediazione in ambito scolastico
in Minorigiustizia, n. 2, 2000, pp. 138-152
L'articolo illustra un'esperienza di mediazione in ambito scolastico realizzata presso la scuola media Melo di Bari, a seguito di alcuni episodi di bullismo e di prevaricazione da parte di alcuni ragazzi, nei confronti di coetanei e docenti. Tale progetto ha voluta coinvolgere alunni, insegnanti e genitori, nella convinzione che fosse necessario non tanto elaborare dei metodi per superare le singole situazioni conflittuali, quanto riuscire a proporre una cultura della mediazione che contrastasse l'incombente subcultura dell'illegalità mafiosa. L'autrice dell'articolo è psicologa, psicoterapeuta, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Bari, coordinatrice dell'Ufficio per la mediazione di Bari e presidente del Centro di mediazione CRISI, che è stato l'animatore di questo progetto.
 
 
Baraldi C. Mancini T. Menesini E. Prina F.
Ragazzi a scuola: regole, conflitti, prevaricazioni
Atti del Convegno svolto il 10/10/2000
Provveditorato agli Studi Provincia di Modena, Modena 2001, pp. 97
Il volume presenta gli atti del convegno svolto nell'ottobre 2000, su iniziativa del Provveditorato agli Studi, Provincia di Modena e Comune di Modena. Il problema dei rapporti tra gli studenti incentrati sulle prevaricazioni, verbali e/o fisiche, è da alcuni anni al centro dell'attenzione in molti paesi europei. Il convegno ha svolto un approfondimento teorico e operativo sul tema, attraverso quattro relazioni:
- Giovani e violenza: forme, significati, reazioni sociali, di F. Prina.
- Il disagio della scuola e il disagio dei minori: il fenomeno delle prevaricazioni, di C. Baraldi.
- Il bullismo a scuola: quali percorsi di intervento? di E. Menesini.
- Un progetto di prevenzione/intervento del/sul disagio scolastico/relazionale nella scuola secondaria superiore, di T. Mancini.
Una quinta comunicazione illustra il progetto europeo Novas Res: No Violenza a scuola. Rete Europea di Scambi.
 
 
Giannetti M.G. Balsamo M. Nazzaro M.
Tecniche e strategie cognitive, emotive e comportamentali in età evolutiva. Approccio psicoterapico e farmacologico
Franco Angeli, Milano 2001, pp. 236
Il volume offre una panoramica delle strategie e delle tecniche psicoterapiche e farmacologiche, talvolta combinate tra loro, per l'approccio delle problematiche psicologiche e psicosessuologiche dell'età evolutiva (problematiche ossessive, paure e fobie, disturbi d'ansia, depressione, disturbo borderline, bullismo, psicopatologia del comportamento alimentare e del controllo sfinterico, tic, balbuzie, deficit dell'attenzione e iperattività, psicopatologia dell'identità sessuale).
 
 
AA.VV.
Star male a scuola. Indicatori e correlati del disagio scolastico
in Età evolutiva, n. 71, 2002, pp. 53-105
Il nucleo monotematico di questo numero è dedicato al diffuso fenomeno di disagio che attraversa la scuola di ogni ordine e grado. Gli studi che vengono qui descritti rappresentano approcci diversificati al problema del disagio scolastico, secondo una prospettiva di complessità e di processo che rimanda a un modello di causalità multifattoriale e probabilistica, in cui l'attenzione si sposta dalla causa ai processi e ai meccanismi che sostengono l'attuarsi di esiti di sviluppo non adattivi. Questi gli studi: "Correlati psicologici dell'insuccesso scolastico e del rifiuto sociale" di Amodeo A.L. e Bacchini D.; "Insuccesso e insoddisfazione scolastica in adolescenza" di Borca G., Cattelino E. e Bonino S.; "Attribuzioni di emozioni di responsabilità e disimpegno morale in una storia di bullismo" di Menesini E., Fonzi A. e Sanchez V.; "L'insuccesso scolastico: fattori di rischio e di protezione nel corso della preadolescenza" di Pastorelli C., Gerbino M., Vecchio G.M., Steca P., Picconi L. e Paciello M.; "Disagio scolastico e bambini senza amici" di Tomada G.; "Adattamento a scuola: il ruolo dell'isolamento sociale" di Zappulla C. e Lo Coco A.
 
 
Tassi F.
Il bullismo scolastico: problemi aperti e prospettive di intervento
in Cittadini in crescita, n. 2, 2001, pp. 44-53
Fulvio Tassi, ricercatore in Psicologia dello sviluppo all'Università di Firenze, tratta in questo articolo il fenomeno del bullismo scolastico, analizzando le caratteristiche che delineano il profilo della vittima e dell'aggressore, le dinamiche di gruppo, le ricerche che, in Italia e all'estero, hanno preso in esame il fenomeno, e infine le linee di intervento di due importanti esperienze europee (quella scandinava, promossa da Olweus, e quella inglese, coordinata da Smith).
 
 
Oppo G. (A cura di)
Il bullismo tra i banchi di scuola
Scuola Sarda Editrice, Cagliari 2001, pp. 105
La ricerca qui presentata, realizzata dalla Cooperativa Lariso, consente di verificare quanto il fenomeno del bullismo sia diffuso nel territorio sardo e permette agli educatori e agli operatori di raccogliere elementi concreti e abbastanza oggettivi per avviare una seppur graduale codificazione degli stili d'intervento nelle scuole.
 
 
Darbo M. (A cura di)
Il contrasto e la prevenzione del bullismo nella scuola media superiore: linee guida e strumenti operativi
Promeco, Ferrara 2002, pp. 71
Questo quaderno vuole essere il resoconto del lavoro fin'ora svolto da Promeco, che si occupa di bullismo dal 1995, quando ha organizzato i primi corsi di sensibilizzazione sul fenomeno. La prima parte consiste nella definizione del fenomeno; la seconda nei principi di fondo, obiettivi e metodologie per un lavoro di prevenzione e intervento sul bullismo; la terza nelle indicazioni operative riguardanti le aree di progetto, ricerca e intervento; la quarta in esempi di intervento. Segue una bibliografia generale.
 
 
Pisciotta S.
Líeducazione socioaffettiva per la prevenzione contro il bullismo nel contesto scolastico
Ricerca realizzata in due scuole elementari di Palermo
in Esperienze sociali, n. 1, 2002, pp. 19-27
Lo studio pilota qui presentato ha avuto come obiettivo la sperimentazione di tecniche e metodologie di educazione socio affettiva per la prevenzione del bullismo, con il fine di sviluppare futuri programmi di educazione socio affettiva. La ricerca è stata realizzata in due scuole di Palermo per la durata di tre mesi e ha visto coinvolti soggetti di due classi quarte, aventi un'età compresa tra gli otto e i nove anni. E' stata effettuata la sperimentazione di tecniche socio affettive in dieci incontri a cadenza settimanale.
 
 
AA.VV.
Speciale - Devianza Minorile
in Polizia Moderna, n. 11, 2002, pp. 14-41
Speciale della rivista dedicato al bullismo. I brevi articoli che costituiscono il dossier si soffermano su varie realtà:
- frequenti episodi di cronaca registrati in varie parti d'Italia;
- numerosi arresti di minorenni napoletani divenuti manovalanza del crimine organizzato;
- il tasso di dispersione scolastica registrato in Sardegna;
- il fenomeno delle bande minorili in Inghilterra, Francia e Germania.
Il dossier contiene anche un'intervista al docente di Psicologia giuridica Gaetano De Leo.
 
 
De Bode A. Broere R.
Sono piccolo ma coraggioso
Edizioni Gruppo Abele, Torino 2002, pp. 33
Il libro si rivolge ai lettori più piccoli per aiutarli ad affrontare la paura e le preoccupazioni suscitate dalle relazioni difficili con i compagni e da fenomeni come il bullismo. La storia riguarda due bambini: Filippo conosce e teme la banda che spaventa i bambini della scuola, mentre Roberto, che è suo amico, lo scopre a frugare nelle tasche dei cappotti dei compagni.
 
 
Smorti A. (A cura di)
Bullying e prepotenze: ricerche sul significato
in Età evolutiva, n. 74, 2003, pp. 47-92
La rivista presenta nella rubrica "nucleo monotematico" diversi articoli sul bullismo e sulle prepotenze fra bambini e ragazzi. Sono presenti i seguenti contributi:
- L'impiego di vignette per lo studio delle definizioni di bullismo in bambini provenienti da paesi diversi (Peter K. Smith).
- Riconoscimento e definizione verbale dei comportamenti inerenti al bullying: uno studio comparativo su due campioni di bambini di 8 e 14 anni. (G. Lo Feudo, A. Palermiti, A. Costabile).
- La definizione del bullismo: alunni e insegnanti a confronto (E. Menesini, A. Fonzi).
- Il significato delle prepotenze fra ragazzi secondo i genitori (A. Smorti).
- Il bullismo a scuola: i racconti dei protagonisti (T. Begotti, S. Bonino).
 
 
Menesini E. (A cura di)
Bullismo: le azioni efficaci della scuola.
Percorsi italiani alla prevenzione e all'intervento
Erickson, Trento 2003, pp. 198
Questo libro è rivolto agli insegnanti e si propone di aiutarli a intervenire in maniera efficace per contrastare il fenomeno del bullismo nella scuola, a riconoscere i segnali di disagio dei loro studenti ed evitare che si trasformino in comportamenti violenti e socialmente pericolosi. Gli autori descrivono vari percorsi di lavoro e propongono diversi approcci, volti a potenziare le risorse dei ragazzi attraverso un processo di progressiva responsabilizzazione nei ruoli di aiuto o di supporto tra pari.
 
 
Gini G. Carli G.
Il bullismo a scuola
Analisi dei meccanismi di disimpegno morale in una prospettiva di gruppi
in Orientamenti pedagogici, n. 2, 2003, pp. 303-313
Recentemente il costrutto di disimpegno morale è stato considerato un mediatore sociocognitivo importante nell'indagine sui comportamenti di bullismo a scuola. Nel presente lavoro sono state indagate le relazioni tra il disimpegno morale e i differenti ruoli assunti nella classe in 290 bambini di scuola elementare (8/10 anni). I risultati confermano l'importanza di tenere conto delle caratteristiche dei diversi componenti del gruppo che, con ruoli differenti, contribuiscono a mantenere o a contrastare i comportamenti di prepotenza nella scuola.
 
 
Costantini Alessandro
Tra regole e carezze. Comunicare con gli adolescenti di oggi
Carocci, Roma 2002, pp. 162
Il testo parte da un presupposto fondamentale: ogni adulto che si rapporta con degli adolescenti non può esimersi dal considerarsi un educatore. Il testo si articola in 4 parti, rispettivamente intitolate: 1) La società e l'educazione dei giovani del 2000; 2) Intervenire sull'aggressività. Il bullismo nella scuola: cosa fare; 3) Prevenire l'aggressività: promuovere il dialogo in famiglia; 4) Contenere l'aggressività: il dovere di dire no. Alessandro Costantini è pedagogista e psicologo psicoterapeuta presso il SerT dell'azienda USL di Ferrara.
 
 
Gini G. Benelli B. Casagrande M.
Le prepotenze a scuola: una esperienza di ricerca intervento antibullismo
in Età evolutiva, n. 76, 2003, pp. 33-43
La ricerca - intervento presentata in questo lavoro, tesa a prevenire il fenomeno del bullismo, è stata progettata in modo da combinare l'approccio curriculare (stimoli letterari e audio visivi, role - play) con attività e giochi di socializzazione e di "alfabetizzazione emozionale". A fianco dell'intervento diretto ai bambini, si è deciso di valutare le rappresentazioni più diffuse tra gli insegnanti circa alcune dimensioni relative al fenomeno del bullismo, allo scopo di vedere se alcune di esse venissero modificate a seguito della loro partecipazione al progetto di intervento. Al progetto hanno partecipato gli alunni e i rispettivi insegnanti di 12 classi appartenenti a due scuole elementari della IX Direzione didattica di Padova.
 
 
Bullismo - Pensieri e strategie
Atti del convegno 8/11/2001
Provincia di Bergamo Settore politiche sociali, Bergamo, 2001, pp. 223
Atti del convegno tenutosi a Bergamo l'8/11/2003, organizzato dalla Provincia di Bergamo e dalla Regione Lombardia. I contributi raccolti nel testo riguardano il fenomeno del bullismo e le sue manifestazioni, il bullismo a scuola, nello sport e nei luoghi di aggregazione e la prevenzione di questi fenomeni. In appendice, la presentazione della mostra "Bulli e bulle. Né vittime né prepotenti".
 
 
D'Amico C.
Violenza in classe, imputate scuola e tv.
Il bullismo tra gli studenti
in Il Delfino, n. 3, 2003, pp. 51-53
Emerge un aumento dei soprusi in ambito scolastico: l'articolo spiega brevemente le ragioni (scuola e televisione sono le due grandi imputate), i temi sociali connessi e le proposte di intervento come l'istituzione di un'ora di legalità settimanale nelle scuole di ogni ordine e grado.
Anagni A. Baiocco R. Crea G. Giannini A.M. Gurrieri G. Laghi F.
 
 
Identificazione degli eventi stressanti del bullismo e delle strategie di coping negli adolescenti
in Orientamenti pedagogici, n. 5, 2003, pp. 819-837
Il fenomeno del bullismo è una modalità relazionale basata su atteggiamenti di prevaricazione e di violenza che coinvolgono il mondo relazionale degli adolescenti nel contesto scolastico. L'articolo mette in risalto il rapporto fra bullismo e strategie di coping, e sottolinea come i tratti di personalità e la capacità di riconoscere i propri vissuti emozionali influenzino la possibilità di attuare strategie di comportamento efficaci per far fronte a tali situazioni di disagio.
 
 
Castorina S.
Fantasie di bullismo.
I racconti di bulli e vittime al test proiettivo dell'abuso infantile
Franco Angeli, Milano, 2003, pp. 138
La prima parte del testo, dedicata ad una rassegna di studi sul bullismo, riguarda la prevalenza delle tipologie di bullismo, i fattori associati e le personalità di bulli e vittime. In essa si analizzano disabilità e disturbi correlati al bullismo, valutazione a lungo termine, influenza del gruppo, terapie e programmi di intervento. La seconda parte è dedicata ai racconti di bambini (122 in un gruppo sperimentale e 91 in un gruppo di controllo di 6 - 14 anni). I racconti erano stimolati da tavole in cui venivano rappresentati dei momenti critici di vita personale, relazionale, familiare, scolastica, e di gruppo. Lo scopo del lavoro è quello di associare l'esame descrittivo delle storie inventate da vittime e bulli all'analisi statistica dei contenuti delle relazione alle tavole e dei dati raccolti con questionari e interviste dirette.
 
 
Bacchini D. Fiorito A.
Bullismo e rifiuto sociale
Valutazione del rischio psicologico attraverso un test proiettivo
in Età evolutiva, n. 75, 2003, pp. 18-35
La ricerca si propone innanzitutto di individuare il rapporto intercorrente fra alcuni aspetti della personalità e lo status sociometrico, in relazione alle dimensioni del bullismo e del rifiuto sociale. Lo studio concerne una specifica problematica del contesto socioculturale partenopeo in cui gli autori operano, nel quale sono diffusi valori culturali che legittimano e giustificano la messa in atto di condotte improntate alla logica della violenza e della soppraffazione. Ricorrendo ad un test proiettivo, gli autori hanno cercato di valutare in che modo il bullismo e il rifiuto sociale sono correlati ai vissuti emozionali di ragazzi esposti ad una così particolare cornice socioambientale.
 
 

Margot Sunderland
Aiutare i bambini... che fanno i bulli
Attività psicoeducative con il supporto di una favola
Edizioni Erickson - € 18,00
Ci sono bambini che, dopo essere stati feriti, costruiscono un muro intorno al loro cuore: la sofferenza che hanno provato è stata talmente forte da farli arrivare alla conclusione che amare gli altri sia troppo doloroso. Ma i muri di difesa possono invece diventare una prigione, che non fa entrare il dolore ma nemmeno i sentimenti positivi e impedisce al bambino di far uscire quanto di buono c’è dentro di lui. In questa situazione di difficoltà emotiva alcuni bambini diventano dei bulli, per nascondere dietro comportamenti aggressivi il loro disperato bisogno d’amore e d’aiuto.
È quello che succede al piccolo Bip: raccontando la sua storia è possibile aiutare i bambini a superare la paura di aprire il loro cuore. Il libro propone, accanto alla favola illustrata, una guida per aiutare chi (genitori, insegnanti educatori o psicoterapeuti) ha a che fare con bambini che hanno chiuso il loro cuore, e una serie di attività da svolgere col bambino per aiutarlo a esprimere le sue emozioni in modo semplice e giocoso.

Margot Sunderland è direttrice dell'Institute for Arts in Therapy and Education di Londra. Insegnante e psicoterapeuta, lavora come operatrice e consulente nel campo dello sviluppo personale e dell'educazione affettiva.
CONTENUTI
Premessa
Introduzione
- Com’è la vita di un bambino che ha indurito il proprio cuore
- Perché alcuni bambini induriscono il proprio cuore o si atteggiano a bulli
- Cosa potete fare dopo aver letto a un bambino Un esserino di nome Bip
- L’ipotesi di una terapia o di un counseling per i bambini che hanno indurito il proprio cuore e si comportano da bulli
Bibliografia

RIVOLTO A
Genitori, educatori, insegnanti, psicologi e bambini fino a 10 anni.