| Bullismo: che fare?
Consigli
Per
i ragazzi
- Difficile
per il bullo prendersela con te se racconterai ad un amico ciò
che ti sta succedendo.
- Quando
il bullo vuole provocarti, fai finta di niente e allontanati. Se vuole
costringerti a fare ciò che non vuoi, rispondi "NO"
con voce decisa.
- Se gli
altri pensano che hai paura del bullo e stai scappando da lui, non preoccuparti.
Ricorda che il bullo non può prendersela con te se non vuoi ascoltarlo.
- Il bullo
si diverte quando reagisci, se ti arrabbi o piangi. Se ti provoca, cerca
di mantenere la calma, non farti vedere spaventato o triste. Senza la
tua reazione il bullo si annoierà e ti lascerà stare.
- Quando
il bullo ti provoca o ti fa del male, non reagire facendo a botte con
lui. Se fai a pugni, potresti peggiorare la situazione, farti male o
prenderti la colpa di aver cominciato per primo.
- Se il bullo
vuole le tue cose, non vale la pena bisticciare. Al momento lasciagli
pure prendere ciò che vuole però poi raccontalo subito
ad un adulto.
- Fai capire
al bullo che non hai paura di lui e che sei più intelligente
e spiritoso. Così lo metterai in imbarazzo e ti lascerà
stare.
- Molte volte
il bullo ti provoca quando sei da solo. Se stai vicino agli adulti e
ai compagni che possono aiutarti, sarà difficile per lui avvicinarsi.
- Per non
incontrare il bullo puoi cambiare la strada che fai per andare a scuola;
durante la ricreazione stai vicino agli altri compagni o agli adulti;
utilizza i bagni quando ci sono altre persone.
- Ogni volta
che il bullo ti fa del male scrivilo sul tuo diario. Il diario ti aiuterà
a ricordare meglio come sono andate le cose.
- Subire
il bullismo fa stare male. Parlane con un adulto di cui ti fidi, con
i tuoi genitori, con gli insegnanti, con il tuo medico. Non puoi sempre
affrontare le cose da solo!
- Se sai
che qualcuno subisce prepotenze, dillo subito ad un adulto. Questo non
è fare la spia ma aiutare gli altri. Potresti essere tu al suo
posto e saresti felice se qualcuno ti aiutasse!
- Se incontri
il poliziotto di quartiere, puoi chiedere aiuto anche a lui.
Per
i genitori
I giovani vittime
di questi comportamenti difficilmente parlano con gli adulti di quello
che gli succede. Non si sfogano, si vergognano e hanno paura. Ma i bambini
devono imparare che il bullismo è un comportamento sbagliato e
che non fa parte del naturale processo di crescita. Perché non
rimangano vittime di questo fenomeno bisogna:
- Aumentare
la loro autostima.
- Incoraggiarli
a sviluppare le loro caratteristiche positive e le loro abilità.
- Stimolarli
a stabilire relazioni con i coetanei e a non isolarsi.
E' inoltre
importante sapere che per non diventare bullo bisogna insegnare ai ragazzi
a:
- Saper esprimere
la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità.
- Comunicare
in modo sincero.
- Essere
capace di identificarsi con gli altri e capire le conseguenze dei propri
comportamenti.
-
Prendere esempio da ciò che si vede a casa.
I genitori
devono inoltre imparare a cogliere i segnali che i figli possono mandare
o nascondere.
Alcuni segnali di chi è vittima di bullismo:
- Trovare
scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati.
- Fare frequenti
richieste di denaro.
- Essere
molto tesi, piagnucolosi e tristi dopo la scuola.
- Presentare
lividi, tagli, graffi o strappi negli indumenti.
- Dormire
male o bagnare il letto.
- Raccontare
di non avere nessun amico.
- Rifiutarsi
di raccontare ciò che avviene a scuola.
Per
gli insegnanti
Può
essere utile far compilare agli alunni un questionario e organizzare una
giornata di dibattito e incontri fra genitori, fra insegnanti e fra genitori
e insegnanti. Ciò è importante per capire le dimensioni
del fenomeno.
Una migliore
attività di controllo durante la ricreazione e la mensa metterebbe
al sicuro le potenziali vittime. Sono questi i momenti in cui la maggior
parte dei bulli agisce indisturbata.
In genere
sono gli studenti più grandi a fare i bulli con quelli più
piccoli. Si può valutare di dividere gli spazi e i tempi della
ricreazione per gli uni e per gli altri.
Elogi, ricompense
e sanzioni possono servire a modificare il comportamento degli studenti
più aggressivi, ma non sono l’unico strumento per far cambiare
atteggiamento al bullo.
Spesso si
ha timore o vergogna di raccontare personalmente ciò che sta succedendo.
Potrebbe essere di aiuto, per genitori e vittime, avere un numero di telefono
al quale rivolgersi.
Si possono
istituire “cassette delle prepotenze” dove lasciare dei biglietti
con su scritto quello che succede; individuare degli studenti leader che
aiutino le vittime; aprire uno sportello psico-pedagogico che sia di riferimento
per bambini e adulti.
In classe,
tutti insieme, si possono individuare poche e semplici regole di comportamento
contro il bullismo. Le regole devono essere esposte in modo ben visibile
e tutti devono impegnarsi a rispettarle.
Il silenzio
e la segretezza sono potenti alleati dei bulli. È importante abituare
i ragazzi a raccontare ciò che accade e a non nascondere la verità.
Se l’insegnante
individua un bullo o una vittima, per aiutarlo è necessario parlare
subito con lui di ciò che gli accade.
Fonte:
Polizia di Stato
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