CHI HA PAURA DEI PEDOFILI? GIORNATA DI RIFLESSIONE SU COME PREVENIRE E AFFRONTARE LA PEDOFILIA
7
DICEMBRE 2001
VILLA FOSCARINI-ROSSI
STRA' (VE)
|
Organizzato dall'AVIS
di Stra' e dallo studio del dott. Rollo
Con la partecipazione
di:
Eugenio Rollo - Psicologo
Rolando Ciofi - Psicologo - Segretario Generale del Mo.P.I.
Movimento Psicologi Indipendenti
Presidente di Vertici Srl
Giovanni Lopez
Psicologo del Team di emergenza di Tel. Azzurro
Don Fortunato Di
Noto
Parroco di Avola (SR)
Fondatore di Tel. Arcobaleno
Enzo G. Baldoni
Giornalista, genitore
Alessandro Salvini
Professore ordinario di Psicologia Clinica
Presso la Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova
Livia Pomodoro
Presidente Tribunale dei Minori di Milano
Componente del Comitato Nazionale di Bioetica
Rolando Ciofi
Presentazione del progetto Web Azzurro
portale di navigazione protetta su Internet per ragazzi
L'associazione VERTICI,
di cui il dott. Ciofi, e' presidente e' costituita da circa 65 psicologi
italiani che l'hanno fondata; e', quindi, una societa' di natura privata.
In essa, comunque, vi lavorano anche altre figure professionali che
danno vita a servizi rivolti all'infanzia e sviluppano progetti specifici.
Uno di questi, e' WebAzzurro: un'idea che ha permesso di creare un web
sicuro dove poter navigare in modo protetto e dar vita a spazi sicuri
per i minori.
WebAzzurro si basa su 3 pilastri. Il primo, e' dato dagli spazi virtuali
creati appositamente per i minori dai 6 ai 12 anni, anche se il progetto
prevede di rivolgersi pure ai bambini in eta' pre-scolare (4 anni).
Un esempio, e' la chat alla quale piu' bambini possono accedere e che,
in tempo reale, e' controllata da un professionista che puo' dialogare
con i bambini, adottando un ruolo di super-visiore del dialogo e che
puo' anche eliminare un soggetto che consideri "sospetto".
Il secondo pilastro, e' un browser che permette ai bambini di collegarsi
a siti, a loro volta, protetti. E il terzo pilastro, e' l'aspetto prettamente
sociale di WebAzzurro, ossia il rapporto con le altre associazioni che
gestiscono i servizi per la tutela dell'infanzia.
E' necessario ricordare 3 aspetti che riguardano il rapporto pedofilia-Internet
* Internet e' pericoloso.
Sono stati oscurati in 3 anni 23.000 siti. Ogni mese nascono 3000 siti
pedopornografici dove le vittime hanno dai 4 agli 8 anni. Questi dati
ci pongono di fronte ad una realta' abissale, dove non sempre la lotta
alla pedofilia on-line e' possibile, in quanto la legislazione di un
determinato paese, per esempio, non permette l'oscurazione di un sito
o non e' in linea con le misure repressive adottate da altri stati.
* Internet e' incensurato.
* Internet e' incontrollabile.
In Internet, ormai, le aziende che guadagnano di piu' sono quelle che
gestiscono il gioco d'azzardo e le immagini pornografiche aventi come
vittime i minori.
E' facile navigare e trovarsi di fronte a siti pedopornografici dove
i minori sono fotografati in pose oscene; basta inserire nei motori
di ricerca parole come "bambola", "bambino".
Il progetto WebAzzurro, quindi, e' rivolto ad impedire ai minori di
navigare in spazi che non siano protetti e a loro misura. E' un'idea
costosa, in piedi solo da un anno, ma che ha gia' avuto buoni riscontri
e ottime considerazioni da parte di alcuni esperti; tanto che, e' in
parte sovvenzionata da aziende interessate al problema. In futuro, Vertici
pensa di affittare il broswer e di creare una rete di collaborazioni.
Giovanni Lopez
La rete istituzionale di prevenzione e contrasto della pedofilia
A Treviso, Telefono
Azzurro ha istituito un centro di intervento d'emergenza per i casi
di abuso sui minori, tra cui gli atti di pedofilia.
Dal punto di vista psicologico, si puo' parlare di una "pedofilia
normale" dove il soggetto abusante non e' riconoscibile per alcuni
aspetti particolari, ma si confonde tra le persone "normali".
E l'"orco", ossia una figura nociva che dimostra un chiaro
intento di adescare il minore per un fine di abuso.
La pedofilia non puo' essere definita secondo un'unica chiave. Vi e'
una "definizione multidimensionale" della pedofilia.
* GIURIDICA
La legge n. 66 del 15.02.1996 ha inserito la differenza fra la violenza
carnale e atti di libidine compiuti su un minore. Pertanto, il suo contributo
e' stato notevole.
La legge n. 269 del 3.08.1998 ha, invece, previsto la fattispecie del
reato di prostituzione minorile, di turismo sessuale, di vendita di
materiale pedopornografico. E, in conseguenza a tale legge, in Italia
si e' potuto verificare che, nel 1998, vi è stata un'impennata delle
denuncie (586) aventi come vittime soggetti con meno di 14 anni (secondo
i dati della Criminalpool).
* PATOLOGICA
Definizione tratta dal DSM IV
* PSICOPATOLOGICA DELLO SVILUPPO
Secondo il 2° Rapporto nazionale sull'infanzia ed adolescenza redatto
da Telefono Azzurro - Eurispes, fra 436 casi di abuso sessuale, il 25.4%
le vittime sono maschi e il 74.6% sono femmine. Mentre, l'abusante e',
per il 27.2%, il padre e per il 20.8%, un conoscente.
Enzo G. Baldoni
Svegliatevi, mammine!
Il vissuto di un genitore: contributo di esperienza direttae suggerimenti
per la prevenzione
Enzo Baldoni ha
raccontato la storia di Gabriella, sua figlia.
"Gabriella era una bambina felice, con due genitori molto aperti
che le hanno sempre parlato di tutto, anche di amore fra due persone
e di pedofilia.
A 3 anni, un cugino di 20 ha fatto con lei dei giochi erotici che, per
la bambina, sono sembrati "strani" quando, alla fine, il ragazzo
ha detto "non parlare con nessuno di questo, perche' altrimenti
i tuoi genitori vanno in galera".....e questa era una frase che
Gabriella, da mamma e papa', aveva gia' sentito. La bambina ando' a
raccontare subito alla mamma cosa era accaduto con il cugino e, sia
sua madre che io come padre, ci siamo resi subito conto della gravita'
del fatto quanto della necessita' di non far sentire in colpa Gabriella.
Abbiamo preso delle misure nei confronti di
questo cugino, chiedendogli di farsi visitare, e abbiamo tutelato Gabriella
cercando di non far pesare troppo su Gabriella quanto era successo.
Quando Gabriella aveva 16 anni, un giorno a tavola, mi ha detto "grazie
babbo, per fortuna ero preparata ed ora ho superato"....da li',
abbiamo scritto un articolo a 4 mani....".
"Il pedofilo rompe il rapporto di fiducia con il mondo adulto,
per questo bisogna preparare i nostri figli, perche' come i minori capiscono
che esiste la morte, cosi' comprendono che possono vivere delle esperienze
non-volute, ma che possono accadere ....e voi mamme avete il dovere
di avvertire e preparare i vostri figli...."
Don Fortunato Di
Noto
Telefono Arcobaleno: il lavoro, i risultatie le prospettive di un impegno
contro la pedofilia in rete e non solo
Telefono Arcobaleno
e' un'equipe di lavoro nata 5 anni e mezzo fa. Da Gennaio fino ad oggi,
don Fortunato e' stato relatore in 238 convegni in tutto il mondo ed
e', attualmente, membro dell'Osservatorio Nazionale per l'Infanzia presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri.Don Fortunato, ha posto all'attenzione
dei presenti due questioni scottanti.La prima, la questione dei NUMERI.
"I numeri sono veri?".....se e' cosi', essi ci danno una visione
apocalittica della realta'. Il problema e' che i Numeri sono diversi:
Telefono Azzurro ed Eurispes forniscono delle cifre sulla pedofilia
diverse dal Cismai, dal Censis e dalle ONG. Ma i numeri decidono gli
interventi: legislativi, giuridici, sociali ed istituzionali; i numeri
giustificano l'investimento economico per una causa, piuttosto che per
un'altra.
A livello di Internet, Telefono Arcobaleno in 5 anni e mezzo di attivita',
ha scoperto 70.000 siti pedopornografici che ha segnalato alle polizie
internazionali e alle figure istituzionali. Telefono Arcobaleno aveva
identificato il Fronte di Liberazione dei Pedofili nel 1997, un anno
prima che scoppiasse il caso dei tre pedofili italiani che ne facevano
parte. Per un anno e mezzo, poi, il Fronte e' sparito e Telefono l'ha
riconosciuto 2 giorni fa in Australia, dove i membri sono sempre italiani.
Ma, nel 1997, dalle istituzioni Telefono Arcobaleno non e' stato ascoltato.
La pedofilia, quindi, e' un problema CULTURALE anche se alcuni normalizzatori
dicono che "non esiste". La cultura pedofila non e' stata
mai contrastata dal mondo culturale veramente. Le leggi vengono emanate
per punire il "fatto," ma non la "continuita' del danno":
e' questo che deve cambiare. I bambini che subiscono violenze non superano
gli abusi, anche se
le terapie alleviano il danno psicologico; restano sempre degli adulti
a meta'.
La seconda questione che don Fortunato ha toccato e' stata relativa
alle dimensioni della pedofilia on-line, alla tecnologia con cui essa
si muove. I filtri non servono a nulla, dice il don, ma questo non viene
capito. L'unica cosa che si capisce e' il denaro, gli interessi delle
societa' di software. Tuttavia, il pornobusiness continua ed agisce
in modo efferato, impedendo
non solo di individuare CHI da' vita ai siti pornografici, ma anche
CHI SONO e DA DOVE provengono le vittime. Sono italiane? Lo possono
essere?Il Consiglio d'Europa doveva costruire una banca dati con i volti
dei bambini scomparsi, ma non l'ha ancora fatto. Quindi, e' stato chiesto
a Telefono Arcobaleno di ritrovare 5000 bambini: lo ha chiesto la Magistratura
ad un'associazione di volontariato. E, questo, perche' l'equipe di Telefono
Arcobaleno e' in contatto da tempo con la polizia spagnola, giapponese,
brasiliana, americana a cui segnala i siti e invia le immagini dei minori
che, in essi, compaiono.
Il volontariato, sentenzia don Fortunato, chiede giustizia. Bisogna
rendersi conto che il pornobusiness e' un mercato "organizzato",
ossia gestito dalla criminalita' che, su una precisa richiesta di merce,
crea una specifica offerta. Eppure, ci sono alcuni che affermano che
"non esistono siti pornografici su server italiani" e cio'
non e' vero. Vi sono, infatti, attualmente 12 denunce di siti pedofili
italiani con relative inchieste in corso. Sono stati arrestati e processati
8 uomini che, in Valsesia, usavano i bambini per produrre filmati pornografici
che venivano venduti in Olanda, Danimarca ed America. Si contano, in
tutto il mondo, 324 organizzazioni culturali pedofile.
La legge del 3 Agosto 1998, in particolare l'art. 14, dimostra che essa
e' stata uno strumento legislativo approvato in modo veloce, solo per
colmare un vuoto esistente. E' una legge, infatti, che presenta delle
lacune che impediscono alle procure di intervenire in modo preciso.
In tal senso, Telefono Arcobaleno ha presentato al Parlamento delle
mozioni che sonostate approvate ed, ora, si attende un decreto legge
che modifichi la legge 269.
Si deve costruire una banca dati con i visi dei bambini scomparsi e
una rete di interforce. Non si puo' piu' aspettare.
Alessandro Salvini
Considerazioni sui disturbi di personalita' dei minoriin conseguenza
ad atti di pedofilia.
Indicazioni per la prevenzione e l'intervento
Il dott. Salvini
ha spiegato le varie tipologie del pedofilo, i tipi di abuso, le condizioni
familiari a rischio e i comportamenti considerati, da una comunita',
normali e quindi non tali da destare particolari sospetti.
Esempio: l'incesto. In alcune regioni italiane molti anni fa era considerato
una relazione normale nella famiglia. Oggi giorno e', invece, condannato.
Livia Pomodoro
Problematiche sociali e giuridiche per la valutazione delle responsabilita'.
La tutela dei minori e la prevenzione sociale.
La materia degli
abusi sui minori, per Livia Pomodoro, e' un settore dove e' facile fare
stridore in quanto si e' coinvolti come persone. CHI e' coinvolto e'
il piccolo dell'uomo. Oggi si parla di "pedofilia" nei numeri
e nelle statistiche, ma alla dott.ssa Pomodoro le statistiche "non
interessano", poiche' cio' che le preme e' comprendere il fenomeno
come si sviluppa e si esprime nelle sue forme. Eppure, come magistrato
le conosce le stime visto che, dall'Osservatorio di cui e' membro, le
ricerche effettuate precisano che gli abusi in Italia avvengono in gran
parte nella famiglia. E
per "abusi", si intendono: le molestie, i toccamenti fino
alla violenza vera e propria. Eppure, si parla di mondo occidentale
in quelle stime: gli altri mondi non sono monitorati in uguale misura.
Da qui, la gravita' del fenomeno e la sua incomprensibile espansione.
L'Italia, comunque, ha avuto la capacita' di aver sensibilizzato la
gente sul problema, di aver fatto CULTURA e di aver dato, a chi ha avuto
bisogno, un aiuto ed un appoggio. La societa' italiana, infatti, ha
percepito con difficolta' che "pedofilia" significa violenza
aggravata su un minore e, questo, purtroppo e' dovuto alla INCULTURA
relativa al rapporto corretto con il bambino, inteso come soggetto di
diritto. Ma il bambino deve essere considerato tale e gli adulti hanno
il dovere di assicurargli una crescita armonica della sfera sessuale.
Quindi, se esiste la pedofilia, e' perche' ci sono degli adulti che
non sono stati educati in tal senso. E non solo i pedofili, come soggetti
affetti da una deviazione sessuale, ma anche gli sfruttatori a fini
commerciali che, dei desideri altrui, ne hanno fatto un mercato. Eppure,
la pedofilia e' sempre esistita, il fatto e' che prima aveva uno sviluppo
di "lungo periodo", mentre oggi si e' divulgata con tempi
brevissimi.
E la pedofilia non e' CULTURA. E' SOTTOCULTURA? La differenza, per Livia
Pomodoro, sta nel SOTTO, in cio' che c'e' ma non affiora e che continua
ad esistere perche' alimentato dalle ossessioni di certe persone, dal
desiderio di lucro di altre e dai tanti minori che ne sono coinvolti.
Per combattere questa piaga ci vogliono competenze, professionalita'
ed una conoscenza piu' approfondita. La criminalita' organizzata, infatti,
ha capito che il mercato dei minori era vantaggioso, ma ha anche saputo
"diversificare i rischi": ossia, capire che non e' il momento
di smerciare droga se c'e' una guerra fra paesi perche' i rischi aumentano
e, quindi, che e' necessario spostare l'attenzione su altri traffici,
tipo la prostituzione adulta e minorile.
E' necessaria, allora, un'attivita' di contrasto - nazionale ed internazionale
- e la volonta' di modificare le leggi lacunose, perche' i "criminali
si devono trovare!".
Nicoletta Bressan
Aquilone Blu ONLUS
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