| Esporreste
le foto dei vostri bambini nudi in un luogo pubblico??
Certe volte
vado a prendere l’aperitivo ad un bar della mia città e,
in maniera piacevole, mi soffermo davanti ad una bacheca nella quale gli
avventori hanno la possibilità di mettere un loro messaggio, una
foto, un disegno.
Guardando quelle foto nella bacheca non ho potuto fare a meno di confrontare
il comportamento degli avventori con quello degli internauti: la voglia
di lasciare un segno del proprio passaggio ... possibilmente rappresentativa
di se o rappresentativa di un qualcosa o qualcuno del quale si è
legati.
Lavorando come consulente informatico dell’Associazione Aquilone
Blu mi vengono spesso poste domande su la reale sicurezza di alcuni luoghi
informatici (blog, forum, siti specializzati, ecc.) ed in particolar modo
mi ritrovo a discutere se è il caso di mettere le foto dei bambini
su internet.
Ritorniamo al bar. Chi naviga su internet è come un frequentatore
di un bar: ci si incontra in un luogo familiare nel quale ci si ritrova
e si discorre tra il serio ed il faceto.
In un certo modo ci si sente “al sicuro” e si abbassano le
difese anche se si è consapevoli che un bar è frequentato
da avventori occasionali che passano per un caffè e, nel frattempo,
scambiano due parole ... guardano la bacheca delle foto ... pagano e vanno
via.
In questo bar, lascereste le foto dei vostri bambini??
Certo, non ho intenzione di creare inutili allarmismi e ritengo innocuo
postare le fotografie di ogni giorno ritrattanti i bambini ma credo che
sia il caso di fare le opportune eccezioni.
Comunque sia, anche se ci si crede al sicuro, è doveroso evitare
di metter in rete fotografie di bambini nudi anche se molti fanno il ragionamento
logico che la nudità in se’ non dovrebbe suscitare scalpore
e/o pudicizie da “brachettone” perchè solitamente inserita
in un contesto di normalità (far vedere un bambino nudo che fa
il bagnetto è una cosa normalissima se si vuol raccontare un’aneddoto
sul bambino in quel frangente).
Il problema è che la rete permette ricercare e collezionare immagini
estrapolandole dal loro contesto, cosa che fanno i pedofili per il semplice
scopo di utilizzare le foto come merce di scambio.
E già, nelle varie discussioni intercorse con delle mie amiche
internaute ho spesso letto commenti del tipo: cosa vuoi che ci faccia
con una foto del mio bambino nudo se non masturbarsi. Francamente, seguendo
questo ragionamento, sarei d’accordo anch’io a non fare drammi
sulla faccenda nudità ed intenet ma c’è una cosa che
frequentando convegni sulla lotta alla pedopornografia infantile mi ha
fatto cambiare idea.
I siti di pedopornografia infantile sono dei circoli ristretti a poche
persone (mi rifiuto di scrivere il termine “ristretta elite”)
che abusano in maniera vomitevole dei bambini di qualsiasi età.
Per poter accedere a questi siti, oltre al pagamento, si offre di apportare
il proprio contributo incitando, così, alla violenza ed alla ricerca
esaustiva di ogni possibile “oggetto” di scambio per poter
accedere.
Credo che adesso sia chiaro il percorso perverso di un pedofilo che voglia
accedere ad un sito pedopornografico: cercare un buon numero di foto di
bambini nudi per potersi permettere l’accesso e/o essere accreditati
come pedofilo DOC.
Nel febbraio 2007 sono stato invitato a Roma per l’Inaugurazione
del nuovo Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online
della Polizia Postale (CNCPO) e sono rimasto esterrefatto di come la rete
internazionale dei pedofili scambino le foto dei bambini come fossero
figurine: da quella di minor valore a quella di maggior valore.
Quindi la domanda che vi pongo è: esporreste le foto dei vostri
bambini nudi in un bar??
Personalmente non vedo nulla in contrario se mio figlio viene fotografato
per strada o a scuola, anche se stesse sulla spiaggia del mare in costume
.... ma nudo no.
Vittorio
Paolo Fasciani
Specialista Informatico per Aquilone Blu
|