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Bollati Boringhieri editore Centro Milanese di Psicoanalisi "Cesare Musatti" Libreria Tikkun Presentazione del volume "Pedofilia pedofilie. La psicoanalisi e il mondo del pedofilo" di Cosimo Schinaia. Ne discutono con l'autore Francesco Barale - psicoanalista e docente universitario Franco De Masi - psicoanalista Ambrogio Moccia - magistrato Introduce Laura Ambrosiano - psicoanalista Martedi' 1 giugno 2001, ore 21 Libreria Tikkun - Milano. Nella societa' contemporanea, mentre molti reati sono ormai sfumati nella disapprovazione sociale, la pedofilia resta tuttora un genere di reato sul quale c'e' univocita' di giudizio, tant'e' che gli stessi operatori (psicoanalisti) hanno, di norma, dei problemi a trattare con i pazienti pedofili Il libro si prefigge come scopo quello di fare uscire questa patologia da quella visione sociale superficiale e polarizzata che da una parte demonizza e dall'altra assume un atteggiamento pietistico nei confronti del pedofilo. Per far cio', l'autore assume che esistono diverse patologie pedofile che, ai fini di una corretta indagine, occorre differenziare. La psicoanalisi ha, ancora oggi, una casistica limitata in quanto nel mondo della pedofilia per ogni caso che giunge per cosi' dire "alla luce del sole", nel quale l'indagine psicoanalitica viene disposta dall'autorita' giudiziaria, esiste un nutrito sottobosco di casi che rimangono nell'oscurita'. E del resto il pedofilo, che non si sente colpevole del proprio comportamento ma teme unicamente la riprovazione sociale, non cerca spontaneamente un aiuto o un supporto terapeutico, sicche' la terapia resta estremamente difficile perche' il paziente quand'anche accetti di sottoporsi al trattamento, tende ad innescare un meccanismo di adattamento psicologico che lo differenzia dai soggetti affetti da altre patologie. Egli pone in essere una sorta di "resistenza" alla terapia che lo induce ad autogiustificarsi e non entra mai in conflitto con la propria personalita' pedofila. Dalla casistica psicoanalitica emerge una caratteristica costante a tutti i pedofili: un episodio traumatico subito nell'infanzia. Dalla casistica psicoanalitica emerge una caratteristica costante a tutti i pedofili: un episodio traumatico subito nell'infanzia. Cio' esclude di fatto la possibilita', per gli operatori, di trovare degli schemi esplicativi generali. E' piu' facile invece individuare delle caratteristiche che si ripetono, e cosi' si distingue il pedofilo che ha una vita sessuale anche con adulti da quello che ha esclusivamente una vita sessuale con bambini. Si distingue il soggetto che ha compiuto un atto di pedofilia occasionale, dal soggetto pedofilo che ha tendenza a ripetere l'atto, perche' frutto di una struttura della personalita'. La societa' odierna presenta variegate forme di pedofilia come fenomeno sociale: nel passato vi era un incisivo atteggiamento di protezione sociale nei confronti dell'adolescente, oggi vi sono 12enni che si prostituiscono sulle strade, vi sono pubblicita' che mostrano adolescenti ammiccanti, esiste il turismo sessuale Ne consegue che mentre la pedofilia "tradizionale" non ha una incidenza significativa maggiore rispetto al passato, nella societa' contemporanea si sono sviluppate nuove e diverse forme di pedofilia. Non bisogna trascurare, a tal proposito, fenomeni complessi con partecipazioni di gruppo nelle quali la condivisione serve a ridurre il senso di colpa. In linea generale si puo' parlare di 3 strutture pedofile:
La pedofilia e' una struttura della personalita' nella quale c'e' una componente delirante che il paziente ha costruito fin dall'adolescenza. Poiche' si tratta di uno stato mentale, e' illusorio pensare a proposte di "rimedi" quali la castrazione chimica, che agisce sulla libido ma non sugli impulsi: l'approccio curativo deve partire imprescindibilmente dall'analisi psicologica del paziente. Claudia Marsico, avvocato Candida De Bernardinis, avvocato |
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