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CHI SONO QUESTI "AMANTI DEI BAMBINI"


Dobbiamo arrenderci inevitabilmente all'evidenza dei fatti e calarci dagli occhi quel pesante velo che, quasi sempre, ci serve solo a tenere tranquille le nostre coscienze. Dobbiamo accettare e ancor piu' convincerci, che l'abuso sessuale verso i bambini e' molto piu' frequente di quanto siamo disposti ad ammettere.
E le statistiche sono agghiaccianti in questo senso: si calcola che il 30 per cento delle donne e il 15 per cento degli uomini, abbiano subito nella loro infanzia varie forme di abusi sessuali.
Ma accettare non significa rimanere a guardare impassibili, mentre milioni di bambini vengono strappati della loro gioia di vivere e della loro spontaneita'; significa piuttosto fare un passo indietro, imparare a conoscere il "nemico", con un unico obiettivo: riuscire a capire, per poi intervenire e offrire aiuto.
Si e' parlato tanto e forse si e' scritto ancora di piu', sulle conseguenze che l'abuso sessuale puo' avere sui bambini.
Molto meno e' stato detto, invece, su cio' che si agita nella mente di un pedofilo, sulle strategie che vengono utilizzate per avvicinare e convincere i bambini, sull'opinione che essi stessi hanno della loro perversione.
Eppure, se ci si pensa bene, la conoscenza di tutti questi aspetti e di altri ancora probabilmente, ci e' indispensabile, per incominciare a capire come agiscono queste persone che si autodefiniscono "amanti dei bambini" e, soprattutto, per cercare di prevenire i loro approcci.
L'immagine popolare che si ha di solito del pedofilo e' di un uomo di una certa eta', generalmente in pensione, che normalmente ha, oltre il discutibile "vizietto" di molestare qualsiasi tipo di bambino gli capiti a tiro, anche alcune forme di anomalie del comportamento sessuale.
Le statistiche piu' recenti pero', ci dimostrano chiaramente il contrario: l'abitudine di molestare bambini inizia generalmente in queste persone molto presto, intorno ai 15-16 anni; le vittime nella maggior parte dei casi non sono scelte casualmente, ma sono conosciute dal pedofilo, che spesso e' addirittura un parente, un amico o un frequentatore della casa di cui tutti i membri della famiglia hanno una grandissima stima e di solito queste persone non presentano mai particolari anomalie di comportamento.
Praticamente, potrebbe essere una delle tante persone che ogni giorno, nella nostra quotidianita', ci circondano.
L'attrazione erotica che queste persone sentono per i bambini non si traduce necessariamente in atti sessuali completi: il pedofilo puo' limitarsi a spogliare il bambino e a guardarlo, a mostrarsi, a masturbarsi in sua presenza, a toccarlo e accarezzarlo, puo' convincere il bambino a toccarlo a sua volta e cosi' via.
Chi aggredisce sessualmente i bambini, infatti, cerca, attraverso quella particolare forma di comportamento, di soddisfare propri bisogni, che hanno piu' a che fare con la ricerca di sensazioni di potere, di controllo e di dominio che di piacere sessuale.
C'e' anche chi si limita a guardare del materiale pornografico, materiale che oggi, c'e' da sottolinearlo, navigando su Internet, puo' essere rintracciato con non troppa difficolta'.
Va ricordato inoltre che, oltre ai pedofili "attivi", ci sono anche i pedofili "latenti", cioe' coloro che in definitiva non giungono mai a prendere effettivamente l'iniziativa.
La maggior parte dei pedofili di solito, cerca di non maltrattare mai i bambini che riesce ad avvicinare, sia per l'attrazione che prova nei loro confronti, sia perché vuole evitare che essi possano lamentarsi, quindi parlare, quindi "fare la spia".
Se scoperti, infatti, i pedofili solitamente parlano delle loro molestie verso i bambini in termini molto delicati, razionalizzando ogni loro comportamento. Possono proclamare il valore affettivo di abbracci e carezze, oppure giustificarsi sostenendo che, in varie occasioni, il bambino era stato con loro seduttivo, che era stato proprio il piccolo a fare esplicite avance di tipo sessuale nei confronti dell'adulto, che da queste poi lui stesso aveva ricavato un evidente piacere, ecc.
Ci sono pero', e di certo non si puo' dimenticarlo, altri tipi di pedofili, meno "buoni", per cosi' dire, rispetto a quelli di cui abbiamo parlato finora.
Sono tutte quelle persone in cui l'attrazione per i bambini è associata a forme di sadismo piu' o meno spinto.
Si tratta, nella maggior parte dei casi, di individui privi di senso morale, spesso affetti da disturbi mentali, cresciuti in un clima di degrado psicologico, familiare e ambientale, che qualche volta finiscono per uccidere la loro vittima. Sono quasi sempre casi estremi, ma, poiche' i media tendono molto ad enfatizzarli, si puo' avere l'impressione che tutti gli approcci pedofili possano finire in tragedia, il che ovviamente non e'.
Va aggiunto comunque, che di solito l'eliminazione fisica del bambino, non e' quasi mai premeditata, ma si verifica come reazione alla paura di essere scoperti.
Le tecniche che i pedofili utilizzano per adescare i bambini sono di vario tipo, e ovviamente, quelle degli estranei sono piu' sofisticate di quelle dei familiari.
C'e' chi in spiaggia corteggia la mamma per poi avvicinare la figlioletta, chi addirittura sposa una donna separata per avere accesso ai bambini, chi cerca di diventare amico di famiglia e ottenere così la fiducia dei genitori, e ancora tantissime altre modi piu' o meno elaborati.
Questo pero' non significa che tutti i pedofili pianifichino le loro azioni cosi' sempre nel dettaglio: alcuni agiscono senza premeditazione, lasciandosi condurre dagli eventi e sfruttando semplicemente le occasioni che si presentano.
La cosa forse più difficile da accettare pero', di questo particolare fenomeno, non e' tanto il fatto di dover ammettere che esistano queste persone, quanto quello che siano proprio le piu' vicine ai bambini a comportarsi in questo modo.
Secondo studi condotti in diversi paesi occidentali, nell'85% circa dei casi l'abusante e' un familiare, o un membro della famiglia allargata. I casi piu' numerosi nelle denunce sono a carico di patrigni e padri (70%dei casi), ma ci sono anche zii, fratelli maggiori e, qualche volta, la madre.
La cosa che comunque ci sconcerta di più è forse proprio che l'elemento tipico dell'abuso sessuale all'interno di queste famiglie, che alimenta questo meccanismo di mascheramento della realtà a se stessi e soprattutto agli altri, e' proprio il silenzio: si teme che, parlando, il colpevole possa finire nelle mani della giustizia e divenire in questo modo il responsabile dello sfasciarsi di quest'ultima.
A volte, in queste famiglie, si crea un meccanismo tale, per cui l'incesto, la violenza in generale, acquisisce una funzione "secondaria" davvero importante, cioe' quella, paradossalmente, di tenere unita una famiglia disfunzionale.
Un esempio lampante: un uomo che non ha piu' rapporti con la moglie potrebbe andarsene da casa se non fosse per il legame che intrattiene con la figlia. Da parte loro, le figlie che sono oggetto di attenzioni particolari sono spesso coinvolte in una situazione di "inversione di ruolo" nei riguardi della madre. Quest'ultima finisce col delegare alla figlia il ruolo di "donna di casa" e, più o meno inconsciamente, la incoraggia ad assumere anche i "doveri" sessuali nei confronti del marito.
La maggior parte delle persone pero' non pensa ai bambini come potenziali patner o "oggetti" sessuali. Perche' per alcuni allora non e' cosi'? Si tratta di una malattia o di un impulso naturale?
Secondo molti psicologi e psichiatri, i pedofili hanno una personalita' immatura, problemi di relazione, o sensi di inferiorita', che non consentono loro di reggere un rapporto amoroso adulto, "alla pari": si focalizzano sui bambini perché possono controllarli e dominarli, con loro, infatti, riescono a non provare sentimenti di inadeguatezza.
Sono pochi pero' i pedofili che accettano di farsi curare e molti di piu' sono quelli che non si considerano malati. Alcuni, addirittura, rivendicano pubblicamente la liberta' dei loro comportamenti, sostenendo che c'e' abuso solo quando c'e' costrizione violenta. Costoro giungono ad affermare persino che anche un bambino piccolo e' in grado di scegliere e di dimostrare il suo rifiuto, se non gradisce certi contatti.
A questo proposito, l'associazione di pedofili The Slurp ha stilato una lettera, idealmente rivolta a tutti i bambini, allo scopo di vincere le loro resistenze.
Vorrei concludere cose', questo mio articolo, riportando alcune brevi parti di questa lettera, perché credo fermamente, che sia arrivato oramai il momento di affrontare il nemico, faccia a faccia: dobbiamo non aver paura di ascoltare cio' che dicono queste persone, dobbiamo sforzarci di capire come vogliono e stanno agendo, perche' solo in questo modo potremmo trovare la maniera giusta per affrontarli.

"Puoi dire di no ma anche si. Probabilmente qualcuno ti ha detto che "puoi dire di no". Forse ti avranno spiegato che cosa significa: se qualche adulto ti chiede di fare delle "cose", non devi farle. Questo ovviamente non si riferisce al fatto che tua madre ti dice di lavarti i denti[…], si riferisco solo a certi adulti e a certe cose.
Bene, ricorda solo una cosa: se puoi dire di no, puoi anche dire di si. Questo significa che se ti senti di fare qualcosa, hai il diritto di farlo. Non importa cio' che ti hanno detto i tuoi genitori. Perche' e' un diritto. Sei tu che puoi scegliere".

"Perche' non devi raccontare nulla. Talvolta gli amici con i quali ti diverti ti dicono di non raccontare agli altri quello che avete fatto insieme. Questo capita spesso quando i tuoi amici sono degli adulti. Il motivo di cio' e' semplice: se la gente scopre che hai fatto delle "cose" con un amico adulto (o un'amica), questo puo' farlo andare in prigione e rovinargli la vita. Specialmente se il tuo amico e' un uomo, o anche solo un ragazzo piu' grande. Percio' il tuo amico ha paura.
A questo punto tu dovresti fare una scelta. Se senti che quella persona e' stata buona e sincera con te e che non si merita di essere punita, dovresti aiutarlo e non raccontare a nessuno, nemmeno ai tuoi amichetti, quello che e' successo. Prima di raccontare a qualcuno chiedi a te stesso: il mio amico merita di andare in prigione? Puo' darsi di si, ma per favore pensaci prima o potresti pentirtene dopo.
Oh, c'e' un'altra cosa! Sai cosa capita a te quando la gente lo scopre? Bene, vai in terapia. Terapia vuol dire che devi sottostare a qualcuno che cerchera' di convincerti che tutto quello che hai fatto con il tuo amico e' stata una cosa orribile e che il tuo amico stesso e' una persona orribile. Quindi, pensaci molto bene!".

Chiara Principi, Psicologa