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Il vento canta giulivo; insieme piantiamo l'ulivo: poi coglieremo insieme il frutto che verra'. (da canto israeliano) ANGELI IN GUERRA Per 300.000 minori sparsi in tutto il mondo l'alba di ogni giorno e' tinta di rosso, il colore del sangue e dell'orrore della guerra. Senza sapere come e perche', 300.000 innocenti diventano soldati, combattono tra le file delle forze armate del loro stato oppure in quelle dell'opposizione. Se commettono errori vengono brutalmente puniti, se tentano la fuga vengono arrestati e addirittura giustiziati. Bambini, non adulti. Orfani, ragazzi di strada che rischiano di venire uccisi e fatti prigionieri, creature sole, profughi. Soldati in tempo di guerra, obbligati al lavoro in tempo di pace. Il tutto in modo illegale. Non vengono risparmiate le ragazze, stuprate e soggette a violenze sessuali di ogni sorta. Diventano gioco e svago per le truppe e difficilmente riescono ad inserirsi nella societa' e finiscono cosi' con il diventare prostitute. Le cifre? Sbalorditive, incredibili, vergognose:
L'Africa, il Medio Oriente ed i Paesi dell'Est sono scenari ormai consueti nella produzione di bambini soldato, paragonabili alla vergognosa produzione di bambini oggetto del mercato del sesso in Asia. Un bambino e' perfettamente in grado di manovrare uno strumento di guerra, come un adulto. Un bambino corre veloce tra le mine e le bombe, non chiede paga, non vede il pericolo, non ha documenti che testimoniano la sua eta'. Sono adolescenti fortemente provati nel corpo e nello spirito: cibo per le malattie della pelle, denutriti, cibo per l'AIDS, con in testa incubi e senso di panico, davanti agli occhi nitide le scene di guerra piu' orribili, per anni. E' estremamente difficile il recupero di questi minori: i drammi subiti diventano un marchio a fuoco nella loro mente, incancellabile, indelebile. I disegni raffigurano la realta' in cui, fin da piccoli, sono stati immersi: scene di guerra, mitragliatrici e fucili da impugnare, bombe a mano e pistole da custodire sotto la casacca; urla di disperazione e urla di minaccia. L'inferno conosciuto non viene dimenticato, esattamente come accade per coloro che, per altre cause e in altri luoghi, sono merce di scambio nel mercato del sesso a pagamento. Lo scenario non cambia, e' sempre lo stesso: la guerra. Crescono con l'idea utopica del significato di liberta', uguaglianza, pace. I grandi della Terra stanno ancora dibattendosi sul divieto del reclutamento di minori in guerra, dal lontano 1994, nel frattempo le cifre crescono ed i bambini muoiono. Incredibile? No, vero, reale, se si pensa che e' stabilito dalla Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia che l'eta' minima per il reclutamento militare e' fissata a 15 anni. Bambini costretti a durissimi addestramenti con armi cariche che minano la loro integrita' fisica e mentale: finte esecuzioni, simulazioni di atti sessuali, costretti a mangiare cibi disgustosi, a spogliarsi e a cantare mentre vengono derisi. Stiamo parlando di minori inglesi, non di uno sperduto campo profughi in chissa' quale parte del mondo, come denunciato da Amnesty International meno di un anno fa. Mercificazione dell'infanzia, dunque. Centinaia di bambini sfruttati e sottoposti ad abusi psicologi, fisici e sessuali. In una parola: crimini di guerra. Ai minori, anche in questo caso, non e' data la possibilita' di scegliere. La responsabilita' e', anche in questo caso, dei governi che permettono simili orrori e che non garantiscono almeno gli elementari diritti all'infanzia. La responsabilita' e' di coloro che decidono per migliaia di persone nascondendo, spesso, gli orrori inflitti ad un continente come l'Africa, dove cave immense squarciano la terra per seppellire rifiuti tossici e armi chimiche. Come se il mondo fosse una grande discarica per alcuni e un paradiso per altri. Interminabili conflitti per altrettanti bambini senza sorriso, senza storia, senza speranza, senza lacrime. E, spesso, senza la possibilita' di vivere una vita migliore Greta con la consulenza di Nicoletta Bressan
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