scritti

 

 

L'infanzia tradita e calpestata

di NICOLETTA BRESSAN
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Gennaio 2000


La prostituzione minorile e' una delle varie forme di schiavitu' accanto alla compravendita e allo sfruttamento lavorativo, al lavoro forzato e all'asservimento per debiti.
Essa si connota come l'abuso di minori a scopo sessuale e, pur presentandosi sotto varie forme, sta diventando ormai una delle peggior piaghe che il nostro presente ha ereditato dall'antichita' greco-romana e dalle civilta' asiatiche ed africane.
In quasi tutti i paesi meta del turismo internazionale, dall'Estremo Oriente  all'America Latina e, secondo dati recenti, anche in Europa, la prostituzione infantile sta sempre di piu' oggi toccando livelli preoccupanti, coinvolgendo centinaia di migliaia di bambini e adolescenti, costretti al commercio sessuale da organizzazioni clandestine che ne gestiscono i proventi. (1)
 



1
Arlacchi P., Il progresso non ha cancellato quell'atto di forza cosi' antico, L'Arena, 22 Ottobre 1999, pag. 3
SerenyG.,  Bambini invisibili. La  prostituzione infantile in Europa e in America, Mondadori Editore, Milano 1986, 10.
Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Sulla pelle dei bambini. Il loro sfruttamento e le nostre complicita', EMI, Bologna 1994, 83-84.
Bonomi C., Contro il mercato mondiale del sesso, <Mani Tese>,  n. 337,  anno XXXIII, Marzo 1997, 8.
Se questi sono uomini, Dossier a cura della redazione, <Missioni Consolata>,  n. 5,  anno 99°, Maggio 1997, 26-31.
Garusi A., Fermiamo il mercato dei bambini, <Il Piccolo Missionario>, n. 2, anno LXXI, Febbraio 1997, 15-17.
Borsi A., Turisti a luci rosse, <Mosaico di Pace>, n. 2, anno VI, Febbraio 1995, 10-12.
Garusi A., Bambini nella notte, <Il Piccolo Missionario>, n. 4, anno LXX,  Aprile1996, 15-17.
Ardesi L., Turismo e prostituzione infantile,  <Amici dei Lebbrosi>, n. 2, anno XXXV, Febbraio 1996, 13-16.
Il mercato dell'innocenza, a cura della redazione, <Noticum>, n. 2, anno 32, Febbraio 1995, 7.


 

                 Un affare da cinque miliardi di dollari

Un affare da 5 miliardi di dollari che conta circa 1milione di nuovi bambini ogni anno.
Il traffico meglio documentato di minori destinati al mercato del sesso, secondo le ultime indagini, sarebbe quello che riguarda la rotta che parte dalla Thailandia e va verso la Birmania, la Cina e il Laos; dalle Filippine verso la Malesia, dal Nepal verso l'India, dall'India verso il Medio Oriente, dal Bangladesh verso il Pakistan.
E la meta finale di queste strade e', spesso, l'Europa.
Anche se il fenomeno e' in espansione in tutto il mondo, sicuramente, e' l'Asia a detenere il triste primato con quasi 2 milioni di minori coinvolti. E lo stato piu' famoso e' la Thailandia, dove la prostituzione non e' legalizzata.
Tuttavia una legge emanata nel 1966 riconosce a questo paese il diritto di esercizio ad una serie di locali con "bagni e centri di massaggio che ingaggiano le donne per prendersi cura dei loro clienti maschi".
 

                  Succede anche in Europa

Sono migliaia i piccoli che vengono costretti a prostituirsi in Asia, America Latina, Africa, Europa dell'Est e, anche, dell'Ovest.
Lo sfruttamento sessuale di minori, quindi, non e' sola prerogativa dei paesi cosiddetti poveri, dove le famiglie numerose si trovano costrette a vendere i propri figli per sopravvivere e dove agisce la corruzione dilagante e la criminalita' organizzata.
Accade anche nei paesi del benessere.
La crescita essenziale di questo commercio e' dovuta, principalmente, ai turisti  stranieri e ai pedofili, pronti a remunerare lautamente chi permette loro di liberare le loro ben particolari ossessioni sessuali.
Centinaia di turisti, uomini d'affari e padri di famiglia sfruttano sessualmente i bambini durante le loro frequenti visite alle citta' dello svago internazionale.
Gli uni e gli altri sono persone senza piu' valori, per le quali usare dei bambini come proprio oggetto sessuale, rappresenta una moda come un'altra.
Sono soprattutto, americani, europei, giapponesi.
Essi hanno contribuito, negli ultimi anni, in modo decisivo a sostenere la degradante industria del sesso.
 

             Turisti e i businessman violentatori

Fra le loro braccia, i bambini si trasformano in "pedine" innocenti che confidano negli adulti e che vengono ingannati e venduti alla prostituzione, con la promessa di lavoro, educazione o, semplicemente, di una vita migliore.
Sempre piu' spesso un minore viene violentato, molestato o avviato nel giro della prostituzione coercitivamente, proprio per mezzo di un adulto (genitore, parente, educatore, prete, benefattore) che ne ha conquistato l'affetto.
Sia maschi che femmine sono le piccole vittime; ma soprattutto, femmine di eta' oscillante tra gli 8 e i 16 anni, in alcuni casi addirittura di 4-6 anni.
Solo in rari paesi, la maggior parte dei minori coinvolti nella prostituzione e'  caratterizzata da maschi.
Attualmente, per paura dell'Aids, la domanda si sta dirottando verso bambine sempre piu' piccole, comportando un abbassamento notevole dell'eta' media di queste vittime.
Si tratta, in particolare, di bambine provenienti da famiglie povere per le quali la prostituzione costituisce una delle poche fonti di sopravvivenza.
Vengono costrette a lavorare 7 giorni a settimana con pausa di una sola notte al mese.
Psicofarmaci e liquori sono l'unico aiuto che questi "bambini-adulti" hanno per riuscire a reggere questo tipo di vita e, molto spesso, finiscono con il drogarsi o suicidarsi, soprattutto, quando le condizioni fisiche non permettono piu' loro di lavorare.
La vita lavorativa di un minore che si prostituisce, infatti, e' assai breve.
Il detto piu' comune di Patpong, strada di Bangkok dove il numero dei bambini sfruttati sessualmente e' molto elevato, e': "Donne a 10 anni, vecchie a 20, morte a 30".

             Villaggi svuotati dei giovani costretti in citta'...

Attualmente, nei paesi in via di sviluppo ci sono villaggi privi di adolescenti.
Si sono trasferiti tutti nei grandi centri urbani e la maggior parte di loro e' coinvolta nella prostituzione, in alcuni casi di loro iniziativa, in altri obbligati perche' venduti come schiavi dagli stessi genitori.
Molte famiglie di contadini non hanno di che mangiare e spesso non possono "rifiutare" offerte di denaro vantaggiose: in Thailandia, per esempio, una ragazza che si prostituisce guadagna 20-30 volte di piu' di quanto guadagnerebbe in ogni altra occupazione a lei accessibile.
Non esistono dati precisi sullo sfruttamento sessuale dei bambini nel mondo, ma le stime sono, comunque, terribili.
Se da un lato l'offerta e' in continua crescita, causa le gravissime condizioni di vita cui sono costrette queste popolazioni, dall'altro e' in forte aumento anche la domanda.
Questo sfruttamento non nasce dal nulla e non e' imposto a una societa' riluttante: nasce proprio da una domanda, gestita da persone  che ci guadagnano sopra somme colossali e sopravvive solo per l'involontaria partecipazione di centinaia di bambini di entrambi i sessi.

               Un commercio di corpi indifesi

Appare chiaro, quindi, come tra le tante forme di violenza, quella dello sfruttamento sessuale a fini commerciali, resti la piu' brutale in assoluto.
Gli incredibili abusi fisici  e psicologici cui sono sottoposti i minori minano alla base il loro sviluppo futuro: li espongono al rischio di maternita' precoci e di malattie a trasmissione sessuale, Aids compresa.
Ricerche e testimonianze dirette parlano di traumi cosi' profondi da rendere difficile, se non impossibile, un effettivo recupero dei piccoli a una vita normale.
Molti muoiono prima di diventare adulti.
In una societa' consumistica, che si basa sul principio della domanda e dell'offerta, la prostituzione infantile aumenta in funzione dell'esistenza di persone che ricercano un tipo particolare di piacere.
Dagli studi fino ad ora condotti su tale fenomeno, si e' pervenuti ad affermare che questo genere di prostituzione e' una realta' che rivela piu' di un aspetto. (2)



2
SerenyG.,  Bambini invisibili. La  prostituzione infantile in Europa e in America, Mondadori Editore, Milano 1986, 10
Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Sulla pelle dei bambini. Il loro sfruttamento e le nostre complicit?, EMI,  Bologna 1994, 83-84.
Bonomi C., Contro il mercato mondiale del sesso, <Mani Tese>,  n. 337,  anno XXXIII, Marzo 1997, 8.
Se questi sono uomini, Dossier a cura della redazione, <Missioni Consolata>,  n. 5,  anno 99°, Maggio 1997, 26-31.
Garusi A., Fermiamo il mercato dei bambini, <Il Piccolo Missionario>, n. 2, anno LXXI, Febbraio 1997, 15-17.
Borsi A., Turisti a luci rosse, <Mosaico di Pace>, n. 2, anno VI, Febbraio 1995, 10-12.
Garusi A., Bambini nella notte, <Il Piccolo Missionario>, n. 4, anno LXX,  Aprile1996, 15-17.
Ardesi L., Turismo e prostituzione infantile,  <Amici dei Lebbrosi>, n. 2, anno XXXV, Febbraio 1996, 13-16.
Il mercato dell'innocenza, a cura della redazione, <Noticum>, n. 2, anno 32, Febbraio 1995, 7.


 

                Pedofilia e mercato del porno

I protagonisti che alimentano tale traffico sono piu' di uno: i pedofili maschi e femmine, i turisti occasionali e i pornografi.
Nella fantasia dei bambini essi vengono chiamati  i coccodrilli. (3)
Forse, sara' per il modo in cui agguantano la preda, per la loro pelle rugosa o per un qualcosa di nauseabondo che emana da questi uomini. Sicuramente, con questo appellativo, i bambini sono riusciti ad attribuire un nome significativo a mostri diversi.
La pedofilia viene oggi definita come patologica attrazione sessuale verso i bambini.
Deriva dal greco, dalle parole pais (ragazzo) e philia (amore).
Secondo l'accezione comune, il pedofilo e' una persona che predilige come partner sessuale un giovane al di sotto dei 18 anni e, in alcuni casi, in eta' preadolescenziale.
L'altro termine che si utilizza e' pederastia, anch'esso di derivazione greca, dalle parole pais (ragazzo) e eraste (amante), intendendo di solito per pederasta un adulto attratto sessualmente da un ragazzo tra la puberta' e i 16 anni.
In realta', si sa ben poco della pedofilia e delle sue pratiche e questo e' dovuto al fatto che, nella societa' occidentale, il pedofilo e' costretto alla piu' rigida segretezza.
La condanna pubblica nei confronti della pedofilia e' molto forte e questo atteggiamento tende a ripercuotersi sulla severita' delle pene previste per le persone condannate.
Gli abusi sessuali commessi dai pedofili si verificano in tutte le classi sociali, anche se nella maggior parte dei casi solo nelle famiglie delle classi sociali subalterne si arriva ad una denuncia giudiziaria, mentre nelle classi sociali piu' elevate, una volta scoperto l'abuso, ci si rivolge di preferenza ad uno specialista privato. (4)



3
Botte M-F. - Mari J-O., Bambini di vita, Sperling & Kupfer Editori, Milano 1994.

4
O'Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,Torino 1995, 39-40, 109.
Roccia C.- Foti C., Pedofilia: dal bambino abusato all'adulto perverso,< Il Bambino Incompiuto>, n 6, anno 10, Dicembre 1993, 9-21.



 

                    L'identikit del pedofilo

Un identikit preciso del pedofilo e' difficile da tracciare.
Tuttavia, esistono dei caratteri che possono delineare il profilo descrittivo di chi predilige un orientamento sessuale verso i bambini.
Il pedofilo tipo e' un professionista, maschio, di mezza eta', in molti casi un medico, spesso un pediatra, un insegnate, un assistente sociale o un prete; oppure, un dentista, un bancario o un giudice.
L'eta', tuttavia, non e' un elemento discriminante in quanto pedofilo e' spesso anche un maschio di giovane eta'.
Si e' notato frequentemente che egli ha, sia in politica sia in religione, posizioni tradizionali di destra e che puo' appartenere a una comunita' religiosa conservatrice; tuttavia, tali indicazioni non possono valere per la generalita' dei casi.
Generalmente, e' impegnato  in attivita' sociali con bambini e con elevata probabilita' e' un membro rispettato della societa', stimato e persino amato dalla comunita' cui appartiene.
Il pedofilo intuisce sin dai primi anni dell'adolescenza la sua diversita' e ben presto scopre che le sue pulsioni non sono socialmente accettabili. Di conseguenza, impara a soffocare le emozioni che sente e diventa molto prudente nel manifestare le sue preferenze sessuali.
Questo spiega il desiderio di rispettabilita', presente in modo molto evidente in alcuni di loro.

                Padri di famiglia e molestatori

Nella maggioranza dei casi, infatti, il pedofilo e' un uomo sposato, con figli, ma la sua situazione matrimoniale e' difficilmente soddisfacente.
La maggior parte dei pedofili non presenta componenti di eccessiva aggressivita' e i loro comportamenti sono di natura seduttiva e passiva.
Non e' necessario ricorrere alla violenza per coinvolgere il bambino in atti sessuali: il pedofilo sa benissimo che il modo migliore per sedurlo non e' quello di promettergli piacere fisico, bensi' affetto e protezione.
I fanciulli, infatti, hanno sempre necessita' di amore, soprattutto i minori carenti di affetto, per i quali il pedofilo puo' rappresentare un modo per colmare il vuoto emotivo lasciato dai genitori o da una vita ingiusta.
E' raro che il pedofilo abbia rapporti sessuali con i propri figli, ma il suo interesse verso gli altri bambini e' estremamente alto.
Puo' passare giorni, mesi o anni interi nell'ossessivo tentativo di ridurre l'inibizione e sedurre un bambino in particolare.
L'approccio piu' consueto e' quello di sfruttare la naturale curiosita' del piccolo per il sesso, iniziandolo lentamente  al materiale pornografico o a video pornografici che mostrano altri minori in contesti  erotici.

                 L'autodifesa grottesca dei "cacciatori"

La fase della "caccia", per il pedofilo, e' eccitante quanto il momento della conquista.
Essi dicono di trovare il rapporto con un bambino "soltanto un gioco"  e sono convinti che la pedofilia sia "sempre esistita".
Essi considerano "abuso" solo quelle situazioni in cui il minore e' stato costretto contro la sua volonta' a partecipare all'atto sessuale,  sostenendo che il bambino, anche se piccolo, e' perfettamente in grado di dare o negare il proprio consenso.
Addirittura, il pedofilo e' convinto che l'atto e' per l'altro fonte di godimento e che l'unico effetto dannoso per il bambino e costringere il  piccolo a mantenere il "segreto".
E' molto probabile che il pedofilo, per proteggersi, minacci direttamente o indirettamente il bambino affinche' non dica a nessuno quello che succede tra loro.
La maggior parte dei pedofili privilegia rapporti con maschi piuttosto che con femmine, ma questa preferenza non si identifica con l'omosessualita'.
Prima di essere arrestati, riescono a collezionare rapporti con dozzine e persino centinaia di bambini. (5)



5
O'Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,  Torino 1995, 45-47.
Se questi sono uomini, Dossier a cura della redazione, <Missioni Consolata>, n. 5,  anno 99°, Maggio 1997, 26-31.
Borsi A., Turisti a luci rosse,  <Mosaico di Pace>, n. 2, anno VI, Febbraio 1995, 10-12.
Ardesi L., Turismo e prostituzione infantile, <Amici dei Lebbrosi>, n. 2, anno XXXV, Febbraio 1996, 13-16.
Il mercato dell'innocenza, a cura della redazione, <Noticum>,  n. 2, anno 32, Febbraio 1995, 7.
Roccia C.- Foti C., Pedofilia: dal bambino abusato all'adulto perverso, <Il Bambino Incompiuto>, n 6, anno 10,
Dicembre 1993, 9-21.
Garusi A., Bambini nella notte, <Il Piccolo Missionario>, n. 4, anno LXX, Aprile 1996,  15-17.
Ciociola P., Turismo sessuale offresi a buon mercato, Avvenire, 14 Febbraio 1996, 7.


 

               I pedofili si sono organizzati per giustificarsi nel gruppo

I pedofili hanno dato vita a delle vere e proprie organizzazioni che testimoniano come entrare nel mondo della pedofilia sia come entrare in una societa' segreta.
Ci si riconosce, infatti, solo mediante l'uso di codici particolari; e l'ingresso nella confraternita e' amministrato da regole molto rigide.
I nomi di alcune di esse sono: Rene Guyon Society, North American Man/Boy Love Association, Paedophile Information Exchange.
Sono strutture create apposta per proteggere i loro membri: hanno sede in Europa, America del Nord e Australia ed incoraggiano attivamente i loro membri ad abusare dei bambini in Asia, Africa, America del Sud e pure in Europa dell'Est, piuttosto che nei loro rispettivi paesi, per il fatto che in quelle zone le pene sono meno severe.
A difesa delle loro attivita', queste societa' si fanno scudo con giustificazioni mistificanti come la predisposizione culturale ad un comportamento sessuale libero, da parte dei paesi asiatici, latino-americani ed ex-sovietici.
Oppure, il riscatto dalla poverta' offerto alle giovani vittime grazie al denaro con cui i clienti pagano i bambini.
I servizi piu' costosi che esse offrono consistono nel procurare ai soci video pornografici con attori i piccoli, scambi di foto, nonché un kit di sopravvivenza.
Il piu' noto e' l'Escape Manual che contiene un passaporto falso, nuovi documenti personali e consiglia di tenere il denaro in un luogo sicuro, pronto per l'evenienza di una rapida fuga, di affittare la casa per gli incontri invece di comperarla e di tenere il materiale pornografico in una cassetta di sicurezza  privata.

                Le "talpe" che avvisano prima delle retate

La prima e piu' evidente funzione di tali strutture e' quella di fornire una rete di informazioni che permetta ai pedofili di sopravvivere e di eludere la legge pur continuando a praticare, indisturbati, lo sfruttamento sessuale dei piccoli.
Essi, infatti, sono fortemente osteggiati nei loro paesi, quindi  l'unico modo che hanno per operare e' quello di riunirsi in gruppi clandestini e di ottenere il sostegno della polizia e di individui influenti dell'ambiente giudiziario.
Molto frequentemente, le pubblicazioni a cui i pedofili hanno dato vita, come Swing e Lolita, insieme alle riviste clandestine, avvisano i lettori delle imminenti operazioni della polizia, il cui obiettivo e' quello di scoprire i trafficanti di bambini e requisire materiale pornografico.
Per ottenere questo genere di  informazioni, le associazioni hanno costituito delle unita' che permettono ai soci di essere sempre a conoscenza delle iniziative intraprese contro di loro, grazie a soffiate che ricevono sulle retate e sulle perquisizioni in programma.
Infine, forniscono indirizzi di case sicure per gli eventuali contatti, nonche' garantiscono l'assistenza legale di avvocati compiacenti in caso di necessita'. (6)



6
O' Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,   Torino 1995,  40-44.
Se questi sono uomini, Dossier a cura della redazione, <Missioni Consolata>,  n. 5, anno 99°,  Maggio 1997, 26-31.
Borsi A., Turisti a luci rosse, <Mosaico di Pace>, n. 2, anno VI, Febbraio 1995, 10-12.
Ardesi L., Turismo e prostituzione infantile, <Amici dei Lebbrosi>,  n. 2, anno XXXV, Febbraio 1996, 13-16.
Ciociola P., Turismo sessuale offresi a buon mercato, Avvenire, 14 Febbraio 1996, 7.
O'Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,Torino 1995,  41-42.
O'Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,Torino 1995, 43.


 

            Le donne non mancano e drogano i piccoli...

La prostituzione minorile non si presenta, comunque, solo sotto l'aspetto della pedofilia maschile.
Altri volti le sono propri.
E' in forte crescita, infatti, il fenomeno della pedofilia femminile, alimentato da donne che provano un forte impulso nel ricercare rapporti sessuali con bambini piccoli come i maschi, grazie ai quali riuscirebbero a soddisfare ad un tempo lo spirito materno e le esigenze sessuali femminili.
E poiche' la ricerca di un rapporto sessuale con un ragazzo preadolescente e' fisicamente difficile, le donne pedofile, provenienti per la maggior parte dall'Europa occidentale e dagli Stati Uniti e solite viaggiare in coppia, utilizzano ormoni o droghe che iniettano nei testicoli di bimbi di 6-7 anni per permettere che l'unione sessuale avvenga con il pieno soddisfacimento.
Si sa ben poco sull'uso sempre piu' diffuso di tali sostanze.
Sicuramente esse producono effetti collaterali sgradevoli per il minore, tantoche' un trattamento ormonale del genere, causando un abnorme ingrossamento del pene, e' una forte minaccia per la vita di un bambino. (7)



7
O'Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,Torino 1995, cit. 57.


 

              Fra patologia e puro divertimento

Se il comportamento pedofilo e' caratterizzato da aspetti di natura piscologica e psichiatrica, al contrario, l'abitudine di chi abusa sessualmente di un minore durante una vacanza esotica, non ha alcuna caratteristica patologia, ma unicamente di divertimento occasionale.
Il turista sessuale e' colui che cerca l'evasione dalla rigidita' della sua vita troppo ben organizzata, immersa nei modelli di una societa' che attribuisce un'importanza eccessiva al sesso, inserendolo in una logica di potere.
La maggior parte di essi conduce un'esistenza normale nei propri paesi, ma sulle spiagge della Thailandia o di Cuba, si rilassa nei costumi locali dimenticando le norme morali della comunita' cui appartiene.
In nome di un piacere capace di vincere la noia, i turisti sono disposti a perseguire il desiderio egoista di potere, di dominio, con la scusa di provare compassione per il bambino povero oggetto del loro abuso.
I turisti si comportano a Bangkok, Manila, a Bucarest o a Mosca come non si sognerebbero mai di fare a casa loro.
Anche se essi, nei loro paesi d'origine, percepiscono un misero stipendio e svolgono un lavoro noioso e umile, appena arrivano in un paese asiatico o latino-americano assumono l'aria dei padroni.

         E la multinazionale paga al dirigente anche le notti di sesso...

Per gli uomini d'affari, addirittura, il sesso e' compreso nelle spese della multinazionale: vi sono manager provenienti da Hong Kong, Taiwan o Singapore disposti a pagare anche dai 300 ai 500 dollari per appartarsi con prostitute adolescenti.
La serie di alberghi, di bar e di locali, sorti sull'ondata di pubblicita' che la prostituzione infantile ha portato nei paesi economicamente poveri, sono in grado di fornire ai clienti stranieri tutto cio' che essi desiderano: giovani prostituti, di  qualsiasi eta', il cui comportamento, provocante e lagnoso, non si distingue da quello di una prostituta professionista.
Lungo le vie delle piu' famose citta' asiatiche e' usuale vedere agli angoli delle strade nugoli di bambini che, aspettando l'alba e sniffando colla, vengono avvicinati da alcuni clienti occidentali che li abbordano e contrattano il prezzo.
Da Bucarest a Recife i piccoli dicono di odiare i clienti, ma si vendono perche' costretti dalla loro immensa poverta'. I fanciulli diventano cosi' una delle tante merci sul mercato, offerti dai mediatori in ogni istante davanti ai bordelli e sfruttati dai gestori dei locali, che non temono nulla: sanno che la loro attivita' gode la protezione  sia delle autorita' locali, della polizia che della malavita organizzata.
Una lunga catena di complicita' giustifica ed incoraggia la prostituzione infantile e, con essa, gli aberranti crimini che vengono commessi. (8)



8
O'Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,    Torino 1995, 60-61.
Ardesi L., Turismo e prostituzione infantile, <Amici dei Lebbrosi>, n. 2, anno XXXV, Febbraio 1996, 13-16.
Zaccuri A., Nei lager della pedofilia, Avvenire, 30 Aprile 1998, 23.
O' Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,Torino 1995, 65-66, 71-72.
Botte M. F. - Mari J. P, Bambini di vita, Sperling & Kupfer Editori, Milano 1994, 44-48, 55-56, 60, 112-113, 128,    136, 152, 158, 214-215.
Garusi A., Fermiamo il mercato dei bambini, <Il Piccolo Missionario>, n. 2, anno LXXI, Febbraio 1997, 15-17.
Ardesi L., Turismo e prostituzione infantile, <Amici dei Lebbrosi>,  n. 2, anno XXXV, Febbraio 1996, 13-16.
Il mercato dell'innocenza, a cura della redazione, <Noticum>,  n. 2, anno 32, Febbraio 1995, 7.
Cambogia: crescente preoccupazione per il diffondersi della prostituzione infantile, <Asia News>,  n. 6,  Giugno-Luglio 1995, 7.
Ciociola P., Turismo sessuale offresi a buon  mercato, Avvenire, 14 Febbraio 1996, 7.
Corradi M., Pedofilia, crimine internazionale, Avvenire, 28 Agosto 1996. ****
Zaccuri A., Nei lager della pedofilia, Avvenire, 30 Aprile 1998, 23.


 

                 I bimbi sfruttati nei set hard

La pornografia e' l'altro volto della prostituzione minorile, quello che l'aiuta a diffondersi velocemente e che ne crea un business colossale.
L'attivita' dei pornografi consiste nel girare le scene erotiche dei film hard utilizzando bambini come attori, indipendentemente dalla loro nazionalita'.
Sono, quindi, pubblicitari particolari che producono pornografia con le immagini di piccoli indifesi reclutati con lusinghe o con la violenza.
Per la maggior parte, sono pedofili e pederasti, ma non e' esclusa l'ipotesi che un pornografo sia anche un comune turista.
Per ciascuno di loro il materiale pornografico diventa, un utile ed indispensabile mezzo, per congelare sia il bambino all'eta' preferita che l'oggetto dell'abuso.
Sono disposti a pagare qualcosa in piu', pur di poter filmare le loro performance.
Sanno perfettamente che i video che riescono a registrare e' merce che circolera' senza troppi fastidi in ogni singolo paese.
La pornografia infantile o, come spesso e' chiamata nel giro la kiddie o chicken porn, ha potuto diffondersi in modo clandestino ma massiccio in questi anni, soprattutto, per la scarsa attenzione al fenomeno dimostrata dalla societa' nel suo insieme.
Lo sviluppo del mercato di videocamere, infatti, ha dotato i pedofili e i turisti di una nuova ed importante fonte di guadagno e di morboso interesse.
Il grande vantaggio, infatti, della videocamera e' la riservatezza che offre senza il bisogno di ricorrere ai laboratori fotografici.
E l'introduzione delle videocamere sul mercato dagli inizi degli anni '80, ha provocato un esplosivo aumento nella realizzazione, nello scambio e nella vendita di cassette di pornografia infantile.

           250 milioni di copie di video nel mondo

Le stime ufficiali parlano di 250 milioni di copie di video venduti in tutto il mondo, di cui 20 milioni solo in America.
Tutt'oggi, la produzione commerciale e la distribuzione di materiale pornografico infantile avviene senza nessun intervento legale negli Stati Uniti, in Danimarca, in Svezia e in Olanda.
Negli Usa le stime parlano di circa 600.000 bambini coinvolti nel mercato della pornografia. In particolare, i film pornografici piu' ricercati sono quelli in cui il minore viene violentato, torturato ed ucciso.
In questi casi, il prezzo di una cassetta puo' aggirarsi attorno agli 80 milioni.
Il nome di questi film, a Manila, e' snuff e terminano, appunto, con la morte del minore usato come attore.
Il fatto sconvolgente e' che non si tratta di una finzione, ma di una morte vera. (9)
Lo sfruttamento sessuale di minori e' un problema che sta investendo la nostra societa' e, quelle a noi distanti, piu' velocemente di quanto la consapevolezza umana ne possa aver coscienza.
E' sempre di piu' una piaga che caratterizza non solo i paesi poveri, quelli che la gente ricca e' abituata a chiamare "gli stati del Terzo Mondo".



9
O'Grady R., Schiavi o bambini? Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo Abele,  Torino 1995, 62-64.
Ardesi L., Turismo e prostituzione infantile, <Amici dei Lebbrosi>, n. 2, anno XXXV, Febbraio 1996, 13-16.
Bonomi C., Contro il mercato mondiale del sesso, <Mani Tese>,  n. 337,  anno XXXIII, Marzo 1997, 8.
Gazzaneo G., "Italia, approdo dei baby prostituti", Avvenire, 27 Ottobre 1994. ****
Corradi M., "Vendersi? Una scelta per il benessere", Avvenire. ****
Zaccuri A., Nei lager della pedofilia, Avvenire, 30 Aprile 1998, 23.


 

       Un fenomeno che si e' diffuso a macchia d'olio

Quando si parla di prostituzione a danno di minore, infatti, non si deve solo ed unicamente pensare all'Asia, al Brasile, all'Africa.
E' un dramma che si e' aperto un varco anche nei paesi europei e americani, insediandosi come un virus letale.
Non e' piu', oggi, solo un fenomeno che interessa spiagge lontane, mete distanti da noi tutti chilometri e chilometri.
No, e' un problema vicinissimo, che l'orgoglio comune ci fa respingere con ostinazione.
Eppure i "coccodrilli" e le "prede" sono diventati i protagonisti di un gioco perverso che non sono piu' gli altri solamente a vivere, ma di cui noi stessi ci ritroviamo ad essere gli ignari protagonisti.
La prostituzione piano piano, con passo felpato, attenta a non destare sospetto con rumore alcuno, si e' insediata nelle nostre citta', fra le nostre vie, dentro le nostre case, nelle menti di coloro che non diremmo mai essere pedofili o turisti amanti del sesso, a tal punto, di arrivare ad usare una giovane vita.
E' uno sterminio che non accenna a placarsi e, pur di soddisfare le voglie di manager intraprendenti, di amabili insegnanti, di sacerdoti fedeli ad una fede di altra natura, miete vittime innocenti.
Vittime illuse, catturate, trasportate come animali attraverso le rotte che il crimine gestisce, fino a raggiungere la meta: i nostri paesi, fra le braccia dei nostri uomini o le carezze delle nostre  donne.

        Stiamo  attenti, anche i nostri figli rischiano

Vittime che possono essere i nostri figli che tendono fiduciosi le braccia al padre, i nostri nipoti che non dubiterebbero mai di un loro parente; i nostri piccoli che sorridono ignari al coccodrillo che sta loro di fronte come sorridono gioiosamente alla vita che e' in loro.
Il piacere del sesso a danno di un minore e', oggi, anche la nostra vergogna: non piu' perche', con l'indifferenza, abbiamo permesso che l'orrore si diffondesse altrove per anni, ma soprattutto,  perche' ora l'orrore lo viviamo in prima persona.
La prostituzione infantile e' sicuramente una questione nazionale ed internazionale.
La societa' non puo' piu' tollerare che migliaia di bambini al di sotto dei 18 anni, piu' spesso dei 15, siano costretti allo sfruttamento sessuale per soddisfare  la domanda di disinvolti stranieri.
Quando un bambino diventa un bene di consumo come un altro, che si puo' acquistare, usare e buttare via, e' la vita stessa a perdere di significato e a diventare un oggetto a cui si puo' dare un prezzo.
In questo contesto, la prostituzione infantile rappresenta la perdita totale dei valori umani, la distruzione stessa del nostro futuro come specie.
Un atto di profanazione estrema.
E' come dichiarare che i desideri personali ed egoistici hanno il sopravvento persino sull'istinto di conservazione della specie umana.
Sapere che esiste una donna gia' vecchia a 13 anni, costretta a sopportare ogni genere di abuso, che attende solo la prima occasione per farla finita e moltiplicare l'esperienza di questa ragazzina per cento, per mille, per diecimila, e' la dimostrazione che si sta parlando di un assassinio contro l'umanita'.
Non si troveranno soluzioni definitive se ci si limitera' a considerare il problema unicamente dalla parte dell'offerta, evitando di intervenire anche nei paesi i cui cittadini beneficiano di questo tipo di "servizi".
La dignita' di un bambino povero non vale di meno perche' e' povero o assume valore quando quella di un bambino ricco viene lesa.
Se si vuole sconfiggere concretamente tale abuso non ci si puo' lasciare andare a stupidi paragoni, ricordanto che chi non ha il minimo di dignita' umana sono coloro che non sanno, perche' non vogliono, rispettare prima di tutto, la dignita' altrui.
Essi sono uomini e donne che, sull'altare del loro sadismo, sono disposti a sacrificare la dignita' di un piccolo, stigmatizzandolo per sempre.
E' necessario, quindi, che i singoli stati e la comunita' internazionale reagiscano.

               Un eccidio che si puo' prevenire

Gli strumenti per impedire ai coccodrilli di avvicinarsi alle loro prede esistono e la societa' li possiede.
Si chiamano Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo adottata dall'ONU nel 1959 e una successiva Convenzione sui Diritti del Fanciullo del 1989, nonche' la recente legge italiana n. 269 approvata dal Parlamento il 3 Agosto 1998, dal titolo "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori quali nuove forme di riduzioni in schiavitu'".
Fino ad ora questi strumenti sono stati usati con poca convinzione, permettendo sfacciatamente all'impunita' di farsi avanti, alimentando un circolo vizioso dove il piu' forte riesce sempre e a qualunque costo a vincere; e dove al piu' debole, per una legge antica ed ingiusta, non rimane altro che gridare.
La prostituzione minorile e' un processo che tende a disumanizzare, un eccidio che si puo' prevenire.
Un crimine che deve finire.