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scritti
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L'infanzia tradita e calpestata
di NICOLETTA BRESSAN
http//web.tiscalinet.it/nonluoghi/emergence/
Gennaio 2000
La prostituzione minorile e' una delle
varie forme di schiavitu' accanto alla compravendita e allo sfruttamento
lavorativo, al lavoro forzato e all'asservimento per debiti.
Essa si connota come l'abuso di minori
a scopo sessuale e, pur presentandosi sotto varie forme, sta diventando
ormai una delle peggior piaghe che il nostro presente ha ereditato dall'antichita'
greco-romana e dalle civilta' asiatiche ed africane.
In quasi tutti i paesi meta del turismo
internazionale, dall'Estremo Oriente all'America Latina e, secondo
dati recenti, anche in Europa, la prostituzione infantile sta sempre di
piu' oggi toccando livelli preoccupanti, coinvolgendo centinaia di migliaia
di bambini e adolescenti, costretti al commercio sessuale da organizzazioni
clandestine che ne gestiscono i proventi. (1)
Un affare da cinque miliardi di dollari
Un affare da 5 miliardi di dollari che
conta circa 1milione di nuovi bambini ogni anno.
Il traffico meglio documentato di minori
destinati al mercato del sesso, secondo le ultime indagini, sarebbe quello
che riguarda la rotta che parte dalla Thailandia e va verso la Birmania,
la Cina e il Laos; dalle Filippine verso la Malesia, dal Nepal verso l'India,
dall'India verso il Medio Oriente, dal Bangladesh verso il Pakistan.
E la meta finale di queste strade e',
spesso, l'Europa.
Anche se il fenomeno e' in espansione
in tutto il mondo, sicuramente, e' l'Asia a detenere il triste primato
con quasi 2 milioni di minori coinvolti. E lo stato piu' famoso e' la Thailandia,
dove la prostituzione non e' legalizzata.
Tuttavia una legge emanata nel 1966 riconosce
a questo paese il diritto di esercizio ad una serie di locali con "bagni
e centri di massaggio che ingaggiano le donne per prendersi cura dei loro
clienti maschi".
Succede anche in Europa
Sono migliaia i piccoli che vengono costretti
a prostituirsi in Asia, America Latina, Africa, Europa dell'Est e, anche,
dell'Ovest.
Lo sfruttamento sessuale di minori, quindi,
non e' sola prerogativa dei paesi cosiddetti poveri, dove le famiglie numerose
si trovano costrette a vendere i propri figli per sopravvivere e dove agisce
la corruzione dilagante e la criminalita' organizzata.
Accade anche nei paesi del benessere.
La crescita essenziale di questo commercio
e' dovuta, principalmente, ai turisti stranieri e ai pedofili, pronti
a remunerare lautamente chi permette loro di liberare le loro ben particolari
ossessioni sessuali.
Centinaia di turisti, uomini d'affari
e padri di famiglia sfruttano sessualmente i bambini durante le loro frequenti
visite alle citta' dello svago internazionale.
Gli uni e gli altri sono persone senza
piu' valori, per le quali usare dei bambini come proprio oggetto sessuale,
rappresenta una moda come un'altra.
Sono soprattutto, americani, europei,
giapponesi.
Essi hanno contribuito, negli ultimi anni,
in modo decisivo a sostenere la degradante industria del sesso.
Turisti e i businessman violentatori
Fra le loro braccia, i bambini si trasformano
in "pedine" innocenti che confidano negli adulti e che vengono ingannati
e venduti alla prostituzione, con la promessa di lavoro, educazione o,
semplicemente, di una vita migliore.
Sempre piu' spesso un minore viene violentato,
molestato o avviato nel giro della prostituzione coercitivamente, proprio
per mezzo di un adulto (genitore, parente, educatore, prete, benefattore)
che ne ha conquistato l'affetto.
Sia maschi che femmine sono le piccole
vittime; ma soprattutto, femmine di eta' oscillante tra gli 8 e i 16 anni,
in alcuni casi addirittura di 4-6 anni.
Solo in rari paesi, la maggior parte dei
minori coinvolti nella prostituzione e' caratterizzata da maschi.
Attualmente, per paura dell'Aids, la domanda
si sta dirottando verso bambine sempre piu' piccole, comportando un abbassamento
notevole dell'eta' media di queste vittime.
Si tratta, in particolare, di bambine
provenienti da famiglie povere per le quali la prostituzione costituisce
una delle poche fonti di sopravvivenza.
Vengono costrette a lavorare 7 giorni
a settimana con pausa di una sola notte al mese.
Psicofarmaci e liquori sono l'unico aiuto
che questi "bambini-adulti" hanno per riuscire a reggere questo tipo di
vita e, molto spesso, finiscono con il drogarsi o suicidarsi, soprattutto,
quando le condizioni fisiche non permettono piu' loro di lavorare.
La vita lavorativa di un minore che si
prostituisce, infatti, e' assai breve.
Il detto piu' comune di Patpong, strada
di Bangkok dove il numero dei bambini sfruttati sessualmente e' molto elevato,
e': "Donne a 10 anni, vecchie a 20, morte a 30".
Villaggi svuotati dei giovani costretti in citta'...
Attualmente, nei paesi in via di sviluppo
ci sono villaggi privi di adolescenti.
Si sono trasferiti tutti nei grandi centri
urbani e la maggior parte di loro e' coinvolta nella prostituzione, in
alcuni casi di loro iniziativa, in altri obbligati perche' venduti come
schiavi dagli stessi genitori.
Molte famiglie di contadini non hanno
di che mangiare e spesso non possono "rifiutare" offerte di denaro vantaggiose:
in Thailandia, per esempio, una ragazza che si prostituisce guadagna 20-30
volte di piu' di quanto guadagnerebbe in ogni altra occupazione a lei accessibile.
Non esistono dati precisi sullo sfruttamento
sessuale dei bambini nel mondo, ma le stime sono, comunque, terribili.
Se da un lato l'offerta e' in continua
crescita, causa le gravissime condizioni di vita cui sono costrette queste
popolazioni, dall'altro e' in forte aumento anche la domanda.
Questo sfruttamento non nasce dal nulla
e non e' imposto a una societa' riluttante: nasce proprio da una domanda,
gestita da persone che ci guadagnano sopra somme colossali e sopravvive
solo per l'involontaria partecipazione di centinaia di bambini di entrambi
i sessi.
Un commercio di corpi indifesi
Appare chiaro, quindi, come tra le tante
forme di violenza, quella dello sfruttamento sessuale a fini commerciali,
resti la piu' brutale in assoluto.
Gli incredibili abusi fisici e psicologici
cui sono sottoposti i minori minano alla base il loro sviluppo futuro:
li espongono al rischio di maternita' precoci e di malattie a trasmissione
sessuale, Aids compresa.
Ricerche e testimonianze dirette parlano
di traumi cosi' profondi da rendere difficile, se non impossibile, un effettivo
recupero dei piccoli a una vita normale.
Molti muoiono prima di diventare adulti.
In una societa' consumistica, che si basa
sul principio della domanda e dell'offerta, la prostituzione infantile
aumenta in funzione dell'esistenza di persone che ricercano un tipo particolare
di piacere.
Dagli studi fino ad ora condotti su tale
fenomeno, si e' pervenuti ad affermare che questo genere di prostituzione
e' una realta' che rivela piu' di un aspetto. (2)
Pedofilia e mercato del porno
I protagonisti che alimentano tale traffico
sono piu' di uno: i pedofili maschi e femmine, i turisti occasionali e
i pornografi.
Nella fantasia dei bambini essi vengono
chiamati i coccodrilli. (3)
Forse, sara' per il modo in cui agguantano
la preda, per la loro pelle rugosa o per un qualcosa di nauseabondo che
emana da questi uomini. Sicuramente, con questo appellativo, i bambini
sono riusciti ad attribuire un nome significativo a mostri diversi.
La pedofilia viene oggi definita come
patologica attrazione sessuale verso i bambini.
Deriva dal greco, dalle parole pais (ragazzo)
e philia (amore).
Secondo l'accezione comune, il pedofilo
e' una persona che predilige come partner sessuale un giovane al di sotto
dei 18 anni e, in alcuni casi, in eta' preadolescenziale.
L'altro termine che si utilizza e' pederastia,
anch'esso di derivazione greca, dalle parole pais (ragazzo) e eraste (amante),
intendendo di solito per pederasta un adulto attratto sessualmente da un
ragazzo tra la puberta' e i 16 anni.
In realta', si sa ben poco della pedofilia
e delle sue pratiche e questo e' dovuto al fatto che, nella societa' occidentale,
il pedofilo e' costretto alla piu' rigida segretezza.
La condanna pubblica nei confronti della
pedofilia e' molto forte e questo atteggiamento tende a ripercuotersi sulla
severita' delle pene previste per le persone condannate.
Gli abusi sessuali commessi dai pedofili
si verificano in tutte le classi sociali, anche se nella maggior parte
dei casi solo nelle famiglie delle classi sociali subalterne si arriva
ad una denuncia giudiziaria, mentre nelle classi sociali piu' elevate,
una volta scoperto l'abuso, ci si rivolge di preferenza ad uno specialista
privato. (4)
4
O'Grady R., Schiavi o bambini?
Storie di prostituzione infantile turismo sessuale in Asia, Edizioni Gruppo
Abele,Torino 1995, 39-40, 109.
Roccia C.- Foti C., Pedofilia:
dal bambino abusato all'adulto perverso,< Il Bambino Incompiuto>, n
6, anno 10, Dicembre 1993, 9-21.
L'identikit del pedofilo
Un identikit preciso del pedofilo e' difficile
da tracciare.
Tuttavia, esistono dei caratteri che possono
delineare il profilo descrittivo di chi predilige un orientamento sessuale
verso i bambini.
Il pedofilo tipo e' un professionista,
maschio, di mezza eta', in molti casi un medico, spesso un pediatra, un
insegnate, un assistente sociale o un prete; oppure, un dentista, un bancario
o un giudice.
L'eta', tuttavia, non e' un elemento discriminante
in quanto pedofilo e' spesso anche un maschio di giovane eta'.
Si e' notato frequentemente che egli ha,
sia in politica sia in religione, posizioni tradizionali di destra e che
puo' appartenere a una comunita' religiosa conservatrice; tuttavia, tali
indicazioni non possono valere per la generalita' dei casi.
Generalmente, e' impegnato in attivita'
sociali con bambini e con elevata probabilita' e' un membro rispettato
della societa', stimato e persino amato dalla comunita' cui appartiene.
Il pedofilo intuisce sin dai primi anni
dell'adolescenza la sua diversita' e ben presto scopre che le sue pulsioni
non sono socialmente accettabili. Di conseguenza, impara a soffocare le
emozioni che sente e diventa molto prudente nel manifestare le sue preferenze
sessuali.
Questo spiega il desiderio di rispettabilita',
presente in modo molto evidente in alcuni di loro.
Padri di famiglia e molestatori
Nella maggioranza dei casi, infatti, il
pedofilo e' un uomo sposato, con figli, ma la sua situazione matrimoniale
e' difficilmente soddisfacente.
La maggior parte dei pedofili non presenta
componenti di eccessiva aggressivita' e i loro comportamenti sono di natura
seduttiva e passiva.
Non e' necessario ricorrere alla violenza
per coinvolgere il bambino in atti sessuali: il pedofilo sa benissimo che
il modo migliore per sedurlo non e' quello di promettergli piacere fisico,
bensi' affetto e protezione.
I fanciulli, infatti, hanno sempre necessita'
di amore, soprattutto i minori carenti di affetto, per i quali il pedofilo
puo' rappresentare un modo per colmare il vuoto emotivo lasciato dai genitori
o da una vita ingiusta.
E' raro che il pedofilo abbia rapporti
sessuali con i propri figli, ma il suo interesse verso gli altri bambini
e' estremamente alto.
Puo' passare giorni, mesi o anni interi
nell'ossessivo tentativo di ridurre l'inibizione e sedurre un bambino in
particolare.
L'approccio piu' consueto e' quello di
sfruttare la naturale curiosita' del piccolo per il sesso, iniziandolo
lentamente al materiale pornografico o a video pornografici che mostrano
altri minori in contesti erotici.
L'autodifesa grottesca dei "cacciatori"
La fase della "caccia", per il pedofilo,
e' eccitante quanto il momento della conquista.
Essi dicono di trovare il rapporto con
un bambino "soltanto un gioco" e sono convinti che la pedofilia sia
"sempre esistita".
Essi considerano "abuso" solo quelle situazioni
in cui il minore e' stato costretto contro la sua volonta' a partecipare
all'atto sessuale, sostenendo che il bambino, anche se piccolo, e'
perfettamente in grado di dare o negare il proprio consenso.
Addirittura, il pedofilo e' convinto che
l'atto e' per l'altro fonte di godimento e che l'unico effetto dannoso
per il bambino e costringere il piccolo a mantenere il "segreto".
E' molto probabile che il pedofilo, per
proteggersi, minacci direttamente o indirettamente il bambino affinche'
non dica a nessuno quello che succede tra loro.
La maggior parte dei pedofili privilegia
rapporti con maschi piuttosto che con femmine, ma questa preferenza non
si identifica con l'omosessualita'.
Prima di essere arrestati, riescono a
collezionare rapporti con dozzine e persino centinaia di bambini. (5)
I pedofili si sono organizzati per giustificarsi nel gruppo
I pedofili hanno dato vita a delle vere
e proprie organizzazioni che testimoniano come entrare nel mondo della
pedofilia sia come entrare in una societa' segreta.
Ci si riconosce, infatti, solo mediante
l'uso di codici particolari; e l'ingresso nella confraternita e' amministrato
da regole molto rigide.
I nomi di alcune di esse sono: Rene Guyon
Society, North American Man/Boy Love Association, Paedophile Information
Exchange.
Sono strutture create apposta per proteggere
i loro membri: hanno sede in Europa, America del Nord e Australia ed incoraggiano
attivamente i loro membri ad abusare dei bambini in Asia, Africa, America
del Sud e pure in Europa dell'Est, piuttosto che nei loro rispettivi paesi,
per il fatto che in quelle zone le pene sono meno severe.
A difesa delle loro attivita', queste
societa' si fanno scudo con giustificazioni mistificanti come la predisposizione
culturale ad un comportamento sessuale libero, da parte dei paesi asiatici,
latino-americani ed ex-sovietici.
Oppure, il riscatto dalla poverta' offerto
alle giovani vittime grazie al denaro con cui i clienti pagano i bambini.
I servizi piu' costosi che esse offrono
consistono nel procurare ai soci video pornografici con attori i piccoli,
scambi di foto, nonché un kit di sopravvivenza.
Il piu' noto e' l'Escape Manual che contiene
un passaporto falso, nuovi documenti personali e consiglia di tenere il
denaro in un luogo sicuro, pronto per l'evenienza di una rapida fuga, di
affittare la casa per gli incontri invece di comperarla e di tenere il
materiale pornografico in una cassetta di sicurezza privata.
Le "talpe" che avvisano prima delle retate
La prima e piu' evidente funzione di tali
strutture e' quella di fornire una rete di informazioni che permetta ai
pedofili di sopravvivere e di eludere la legge pur continuando a praticare,
indisturbati, lo sfruttamento sessuale dei piccoli.
Essi, infatti, sono fortemente osteggiati
nei loro paesi, quindi l'unico modo che hanno per operare e' quello
di riunirsi in gruppi clandestini e di ottenere il sostegno della polizia
e di individui influenti dell'ambiente giudiziario.
Molto frequentemente, le pubblicazioni
a cui i pedofili hanno dato vita, come Swing e Lolita, insieme alle riviste
clandestine, avvisano i lettori delle imminenti operazioni della polizia,
il cui obiettivo e' quello di scoprire i trafficanti di bambini e requisire
materiale pornografico.
Per ottenere questo genere di informazioni,
le associazioni hanno costituito delle unita' che permettono ai soci di
essere sempre a conoscenza delle iniziative intraprese contro di loro,
grazie a soffiate che ricevono sulle retate e sulle perquisizioni in programma.
Infine, forniscono indirizzi di case sicure
per gli eventuali contatti, nonche' garantiscono l'assistenza legale di
avvocati compiacenti in caso di necessita'. (6)
Le donne non mancano e drogano i piccoli...
La prostituzione minorile non si presenta,
comunque, solo sotto l'aspetto della pedofilia maschile.
Altri volti le sono propri.
E' in forte crescita, infatti, il fenomeno
della pedofilia femminile, alimentato da donne che provano un forte impulso
nel ricercare rapporti sessuali con bambini piccoli come i maschi, grazie
ai quali riuscirebbero a soddisfare ad un tempo lo spirito materno e le
esigenze sessuali femminili.
E poiche' la ricerca di un rapporto sessuale
con un ragazzo preadolescente e' fisicamente difficile, le donne pedofile,
provenienti per la maggior parte dall'Europa occidentale e dagli Stati
Uniti e solite viaggiare in coppia, utilizzano ormoni o droghe che iniettano
nei testicoli di bimbi di 6-7 anni per permettere che l'unione sessuale
avvenga con il pieno soddisfacimento.
Si sa ben poco sull'uso sempre piu' diffuso
di tali sostanze.
Sicuramente esse producono effetti collaterali
sgradevoli per il minore, tantoche' un trattamento ormonale del genere,
causando un abnorme ingrossamento del pene, e' una forte minaccia per la
vita di un bambino. (7)
Fra patologia e puro divertimento
Se il comportamento pedofilo e' caratterizzato
da aspetti di natura piscologica e psichiatrica, al contrario, l'abitudine
di chi abusa sessualmente di un minore durante una vacanza esotica, non
ha alcuna caratteristica patologia, ma unicamente di divertimento occasionale.
Il turista sessuale e' colui che cerca
l'evasione dalla rigidita' della sua vita troppo ben organizzata, immersa
nei modelli di una societa' che attribuisce un'importanza eccessiva al
sesso, inserendolo in una logica di potere.
La maggior parte di essi conduce un'esistenza
normale nei propri paesi, ma sulle spiagge della Thailandia o di Cuba,
si rilassa nei costumi locali dimenticando le norme morali della comunita'
cui appartiene.
In nome di un piacere capace di vincere
la noia, i turisti sono disposti a perseguire il desiderio egoista di potere,
di dominio, con la scusa di provare compassione per il bambino povero oggetto
del loro abuso.
I turisti si comportano a Bangkok, Manila,
a Bucarest o a Mosca come non si sognerebbero mai di fare a casa loro.
Anche se essi, nei loro paesi d'origine,
percepiscono un misero stipendio e svolgono un lavoro noioso e umile, appena
arrivano in un paese asiatico o latino-americano assumono l'aria dei padroni.
E la multinazionale paga al dirigente anche le notti di sesso...
Per gli uomini d'affari, addirittura, il
sesso e' compreso nelle spese della multinazionale: vi sono manager provenienti
da Hong Kong, Taiwan o Singapore disposti a pagare anche dai 300 ai 500
dollari per appartarsi con prostitute adolescenti.
La serie di alberghi, di bar e di locali,
sorti sull'ondata di pubblicita' che la prostituzione infantile ha portato
nei paesi economicamente poveri, sono in grado di fornire ai clienti stranieri
tutto cio' che essi desiderano: giovani prostituti, di qualsiasi
eta', il cui comportamento, provocante e lagnoso, non si distingue da quello
di una prostituta professionista.
Lungo le vie delle piu' famose citta'
asiatiche e' usuale vedere agli angoli delle strade nugoli di bambini che,
aspettando l'alba e sniffando colla, vengono avvicinati da alcuni clienti
occidentali che li abbordano e contrattano il prezzo.
Da Bucarest a Recife i piccoli dicono
di odiare i clienti, ma si vendono perche' costretti dalla loro immensa
poverta'. I fanciulli diventano cosi' una delle tante merci sul mercato,
offerti dai mediatori in ogni istante davanti ai bordelli e sfruttati dai
gestori dei locali, che non temono nulla: sanno che la loro attivita' gode
la protezione sia delle autorita' locali, della polizia che della
malavita organizzata.
Una lunga catena di complicita' giustifica
ed incoraggia la prostituzione infantile e, con essa, gli aberranti crimini
che vengono commessi. (8)
I bimbi sfruttati nei set hard
La pornografia e' l'altro volto della prostituzione
minorile, quello che l'aiuta a diffondersi velocemente e che ne crea un
business colossale.
L'attivita' dei pornografi consiste nel
girare le scene erotiche dei film hard utilizzando bambini come attori,
indipendentemente dalla loro nazionalita'.
Sono, quindi, pubblicitari particolari
che producono pornografia con le immagini di piccoli indifesi reclutati
con lusinghe o con la violenza.
Per la maggior parte, sono pedofili e
pederasti, ma non e' esclusa l'ipotesi che un pornografo sia anche un comune
turista.
Per ciascuno di loro il materiale pornografico
diventa, un utile ed indispensabile mezzo, per congelare sia il bambino
all'eta' preferita che l'oggetto dell'abuso.
Sono disposti a pagare qualcosa in piu',
pur di poter filmare le loro performance.
Sanno perfettamente che i video che riescono
a registrare e' merce che circolera' senza troppi fastidi in ogni singolo
paese.
La pornografia infantile o, come spesso
e' chiamata nel giro la kiddie o chicken porn, ha potuto diffondersi in
modo clandestino ma massiccio in questi anni, soprattutto, per la scarsa
attenzione al fenomeno dimostrata dalla societa' nel suo insieme.
Lo sviluppo del mercato di videocamere,
infatti, ha dotato i pedofili e i turisti di una nuova ed importante fonte
di guadagno e di morboso interesse.
Il grande vantaggio, infatti, della videocamera
e' la riservatezza che offre senza il bisogno di ricorrere ai laboratori
fotografici.
E l'introduzione delle videocamere sul
mercato dagli inizi degli anni '80, ha provocato un esplosivo aumento nella
realizzazione, nello scambio e nella vendita di cassette di pornografia
infantile.
250 milioni di copie di video nel mondo
Le stime ufficiali parlano di 250 milioni
di copie di video venduti in tutto il mondo, di cui 20 milioni solo in
America.
Tutt'oggi, la produzione commerciale e
la distribuzione di materiale pornografico infantile avviene senza nessun
intervento legale negli Stati Uniti, in Danimarca, in Svezia e in Olanda.
Negli Usa le stime parlano di circa 600.000
bambini coinvolti nel mercato della pornografia. In particolare, i film
pornografici piu' ricercati sono quelli in cui il minore viene violentato,
torturato ed ucciso.
In questi casi, il prezzo di una cassetta
puo' aggirarsi attorno agli 80 milioni.
Il nome di questi film, a Manila, e' snuff
e terminano, appunto, con la morte del minore usato come attore.
Il fatto sconvolgente e' che non si tratta
di una finzione, ma di una morte vera. (9)
Lo sfruttamento sessuale di minori e'
un problema che sta investendo la nostra societa' e, quelle a noi distanti,
piu' velocemente di quanto la consapevolezza umana ne possa aver coscienza.
E' sempre di piu' una piaga che caratterizza
non solo i paesi poveri, quelli che la gente ricca e' abituata a chiamare
"gli stati del Terzo Mondo".
Un fenomeno che si e' diffuso a macchia d'olio
Quando si parla di prostituzione a danno
di minore, infatti, non si deve solo ed unicamente pensare all'Asia, al
Brasile, all'Africa.
E' un dramma che si e' aperto un varco
anche nei paesi europei e americani, insediandosi come un virus letale.
Non e' piu', oggi, solo un fenomeno che
interessa spiagge lontane, mete distanti da noi tutti chilometri e chilometri.
No, e' un problema vicinissimo, che l'orgoglio
comune ci fa respingere con ostinazione.
Eppure i "coccodrilli" e le "prede" sono
diventati i protagonisti di un gioco perverso che non sono piu' gli altri
solamente a vivere, ma di cui noi stessi ci ritroviamo ad essere gli ignari
protagonisti.
La prostituzione piano piano, con passo
felpato, attenta a non destare sospetto con rumore alcuno, si e' insediata
nelle nostre citta', fra le nostre vie, dentro le nostre case, nelle menti
di coloro che non diremmo mai essere pedofili o turisti amanti del sesso,
a tal punto, di arrivare ad usare una giovane vita.
E' uno sterminio che non accenna a placarsi
e, pur di soddisfare le voglie di manager intraprendenti, di amabili insegnanti,
di sacerdoti fedeli ad una fede di altra natura, miete vittime innocenti.
Vittime illuse, catturate, trasportate
come animali attraverso le rotte che il crimine gestisce, fino a raggiungere
la meta: i nostri paesi, fra le braccia dei nostri uomini o le carezze
delle nostre donne.
Stiamo attenti, anche i nostri figli rischiano
Vittime che possono essere i nostri figli
che tendono fiduciosi le braccia al padre, i nostri nipoti che non dubiterebbero
mai di un loro parente; i nostri piccoli che sorridono ignari al coccodrillo
che sta loro di fronte come sorridono gioiosamente alla vita che e' in
loro.
Il piacere del sesso a danno di un minore
e', oggi, anche la nostra vergogna: non piu' perche', con l'indifferenza,
abbiamo permesso che l'orrore si diffondesse altrove per anni, ma soprattutto,
perche' ora l'orrore lo viviamo in prima persona.
La prostituzione infantile e' sicuramente
una questione nazionale ed internazionale.
La societa' non puo' piu' tollerare che
migliaia di bambini al di sotto dei 18 anni, piu' spesso dei 15, siano
costretti allo sfruttamento sessuale per soddisfare la domanda di
disinvolti stranieri.
Quando un bambino diventa un bene di consumo
come un altro, che si puo' acquistare, usare e buttare via, e' la vita
stessa a perdere di significato e a diventare un oggetto a cui si puo'
dare un prezzo.
In questo contesto, la prostituzione infantile
rappresenta la perdita totale dei valori umani, la distruzione stessa del
nostro futuro come specie.
Un atto di profanazione estrema.
E' come dichiarare che i desideri personali
ed egoistici hanno il sopravvento persino sull'istinto di conservazione
della specie umana.
Sapere che esiste una donna gia' vecchia
a 13 anni, costretta a sopportare ogni genere di abuso, che attende solo
la prima occasione per farla finita e moltiplicare l'esperienza di questa
ragazzina per cento, per mille, per diecimila, e' la dimostrazione che
si sta parlando di un assassinio contro l'umanita'.
Non si troveranno soluzioni definitive
se ci si limitera' a considerare il problema unicamente dalla parte dell'offerta,
evitando di intervenire anche nei paesi i cui cittadini beneficiano di
questo tipo di "servizi".
La dignita' di un bambino povero non vale
di meno perche' e' povero o assume valore quando quella di un bambino ricco
viene lesa.
Se si vuole sconfiggere concretamente
tale abuso non ci si puo' lasciare andare a stupidi paragoni, ricordanto
che chi non ha il minimo di dignita' umana sono coloro che non sanno, perche'
non vogliono, rispettare prima di tutto, la dignita' altrui.
Essi sono uomini e donne che, sull'altare
del loro sadismo, sono disposti a sacrificare la dignita' di un piccolo,
stigmatizzandolo per sempre.
E' necessario, quindi, che i singoli stati
e la comunita' internazionale reagiscano.
Un eccidio che si puo' prevenire
Gli strumenti per impedire ai coccodrilli
di avvicinarsi alle loro prede esistono e la societa' li possiede.
Si chiamano Dichiarazione Universale dei
Diritti del Fanciullo adottata dall'ONU nel 1959 e una successiva Convenzione
sui Diritti del Fanciullo del 1989, nonche' la recente legge italiana n.
269 approvata dal Parlamento il 3 Agosto 1998, dal titolo "Norme contro
lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale
in danno di minori quali nuove forme di riduzioni in schiavitu'".
Fino ad ora questi strumenti sono stati
usati con poca convinzione, permettendo sfacciatamente all'impunita' di
farsi avanti, alimentando un circolo vizioso dove il piu' forte riesce
sempre e a qualunque costo a vincere; e dove al piu' debole, per una legge
antica ed ingiusta, non rimane altro che gridare.
La prostituzione minorile e' un processo
che tende a disumanizzare, un eccidio che si puo' prevenire.
Un crimine che deve finire.
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