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bambole
in carne ed ossa |
BAMBOLE IN CARNE
ED OSSA
Marta, Carla, Erika,
Lucilone sono soltanto alcune delle nuove bambole di Fortaleza, Brasile:
sono bambole in carne ed ossa che, un milione in più ogni anno,
diventano il nuovo gioco in risposta alle sempre più crescenti
e disgustose domande dei turisti del sesso. Hanno 14, 11, 10
anni. Sono “carne fresca”. Trascorrono le giornate ai bordi
delle strade facendo mosse e moine ai passanti e agli automobilisti. Erika ha 14 anni. La prima volta un’amica le ha chiesto di salire su una macchina. Lei ci è andata, e quell’uomo le ha chiesto di fare certe cose con lui. Lei non voleva ma quello era uno stupratore e l’ha presa lo stesso, anche se lei gridava con tutte le sue forze. “Mi ha detto che mi avrebbe ammazzata, ed io allora sono stata zitta. Piano piano mi sono abituata. Lo dovevo fare. A casa non c’era più nulla”. Erika sta zitta quando la madre afferma “in casa mia mai e poi mai è successo qualcosa …” . Le strade sono piene di bambine piccole così, che già fanno la vita. Le comprano con 2.000 lire, a volte 5.000, a volte anche 10.000 se sono in due. Sono così piccole e così bambine… Pensano che i clienti sono delle bestie. “Anzi, peggio delle bestie. Vanno con i bambini. Le bestie non lo fanno. Proprio così”. Si sentono sporche, hanno disgusto di ciò che fanno. Ne sono perfettamente consapevoli. Lungo le strade, si vedono i motel con la scritta “vietato l’ingresso ai minori di 18 anni”. Dicono che non si può, è vietato. Ma i compratori di carne fresca li portano sul lungo mare, i loro giocattoli, in macchina sotto i ponti o nelle case, come quel giapponese che le faceva sdraiare con lui, nel suo letto. Nega l’evidenza, poi chiede perdono: “giuro che non lo faccio più”. E’ pentito, non lo farà più. Ma quelle bambine non sanno che farsene delle sue scuse… Queste bambine affermano che i poliziotti le trattano molto male. A volte le picchiano e le minacciano perché loro si rifiutano di fare sesso. “Leonarda,
cosa fai qui?” L’idea che queste bambine hanno dell’amore è che non esiste: l’amore è “solo quelle cose” e la loro vita rimarrà sempre quella, non cambierà ne’ migliorerà. Il loro desiderio è quello di tutti i bambini: una casa, tanta roba buona da mangiare, dei giocattoli per giocare”. I giocattoli non li hanno. Marta, Carla, Erika, Leonarda sono loro, i giocattoli. A Fortaleza come in mille e mille altri posti del mondo. I bambini sono diventati merce e costano anche molto poco. (rif. “C’era una volta” – Rai 3 – 26.09.2002) Greta Blu |