Le
domande di una mamma al dott. Sergio De Martino, pedagogista clinico
“Sono
una mamma desiderosa di far crescere mia figlia di sei anni serena, fiduciosa
e rispettosa. Non è facile essere genitore, di questi tempi meno
che mai: ogni giorno ci attendono sfide sempre più impegnative,
confronti con realtà differenti che ci spaventano.
Non mi pongo delle domande perché voglio cambiare il mondo ma per
capire ed aiutare, con le risposte che otterrò, tante altre mamme
che, come me, vivono con il timore che fuori dalla sicurezza della casa
i nostri figli possano incontrare persone “sbagliate”.
Non è facile spiegare ad un figlio che non tutti gli adulti si
comportano allo stesso modo: non sempre si hanno risposte alle sue domande,
ai suoi tanti e giustificati “perché?”.
Io posso insegnare a mia figlia, nella nostra piccola realtà quotidiana,
ad essere buona e rispettosa, ad aiutare i suoi amici e chi è in
difficoltà, a non emarginare chi è meno fortunato. A voler
bene, indistintamente. Ma le insegno anche a non dare confidenza a chi
non si conosce, a non allontanarsi da mamma e papà, a non accettare
regali da sconosciuti. E lei mi risponde: “perché?”.
“Perché, mamma, non posso prendere una caramella che mi viene
offerta? Perché non posso parlare con chi mi dice di essere vostro
amico, anche se non l’ho mai visto? Che male vuoi che mi faccia
una persona che mi sorride così! Ma come, mamma, prima mi dici
che dobbiamo volerci tutti bene e poi mi fai essere maleducata con gli
estranei?”.
Poi
crescerà e capirà da sola come va la vita. Intanto io sono
la sua mamma e mi preoccupo di oggi, di domani, del giorno che verrà
ed incomincerà ad avere interessi, passatempi che la porteranno,
come tutti, fuori casa. Ed inizieranno le nostre paure…
Allora
io mi domando:
-
Come si può fare a far capire ai nostri figli che non si devono
fidare di “certe” persone, apparentemente buone e gentili
e, soprattutto, come riconoscere chi vuol fare loro del male, avvicinandoli
con un sorriso?
- Come posso io, genitore, prevenire tutto ciò ed impedire che
accada?
- Quali sono gli atteggiamenti dei bambini violati, che ci possono far
capire che hanno vissuto e vivono una situazione di disagio? Ho letto
che il più delle volte i bambini non raccontano nulla ai genitori.
- Come ci dobbiamo comportare qualora nostro figlio ci confidi o ci
faccia capire che è stato avvicinato da qualche estraneo o anche
di aver ricevuto particolari attenzioni da un parente o conoscente che
lo hanno messo in difficoltà ed imbarazzo?
Una mamma
Risponde
il dott. Sergio De Martino, pedagogista clinico
“Se
avessi le risposte giuste… Cara mamma, ogni giorno cerchiamo di
capire ciò che succede ed ogni giorno è un giorno diverso,
ed ogni caso è un caso diverso e richiede un approccio sempre differente.
Non esiste mai una formula magica o un metodo infallibile che ci garantisca
di fare le cose giuste e di sapere se quello che stiamo percorrendo è
il sentiero esatto.
Nell’ambito del mio lavoro avrei tantissime cose da dire, da spiegare
e da raccontare…
Il mio lavoro è fatto di intuito, di piccole percezioni, di capacità
di lettura di un gesto, di una intonazione, di “antenne” tese
a captare ogni più piccola sfumatura nel timbro della voce…
Certo, è fatto anche di esperienze e di professionalità,
di sapere (a monte), di studio (costante), di aggiornamento (perenne).
Non basterebbero solo e soltanto la buona volontà, questo è
sicuro.
Si pensi che, soltanto per un primo approccio a quelle che sono le conoscenze
di base del problema, ho tenuto due incontri di 40 ore ciascuno ad un
gruppo di addetti ai lavori (circa 40 tra psicologi, pedagogisti, assistenti
sociali e referenti di scuole e di polizia), il tutto avvalendomi della
consulenza super specialistica di esperti nei vari settori (per esempio
il Capo della Mobile ed altri ancora, con anni di esperienza sulle spalle).
Mi piacerebbe molto saper dare le risposte giuste alle tue domande, che
poi sono le domande che continuamente ci vengono poste durante i corsi:
“Ma quando ci date gli strumenti per capire?”… “Ma
come facciamo ad individuare il pedofilo?”… “Ma come
si fa ad interrogare un minore e a capire che non sta mentendo?”.
Il guaio è che non ci sono risposte standard. Ogni volta è
una prima volta e si ha sempre paura di sbagliare, in un senso o nell’altro.
Poi la notte ti porti dentro gli incubi e le insonnie e stai a rigirarti
per ore con la paura di non aver capito nulla e di aver fatto la cosa
sbagliata. Come si fa a spiegare ad un bimbo quello che è giusto
e quello che è sbagliato? Ogni bimbo è un soggetto diverso
con una propria maturità, la sua intelligenza, la sua cultura,
la sua ingenuità e la sua fiducia nel mondo. Tocca ai genitori
trovare la strategia giusta, saper scegliere le parole precise che il
bambino possa capire ed accettare.
Consiglio di “scappare” da chi chiede formulette facili facili:
puoi solo aprire le braccia e dire in tutta onestà “Io non
lo so”, che poi è ciò che rispondo io ogni volta.”
Sergio De Martino
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