scritti

 

Per gentile concessione di "MEDICI SENZA FRONTIERE"

l'intervista completa a
PADRE SHAY CULLEN

candidato al Premio Nobel per la Pace 2001.

(Una parte di questa intervista e' stata trasmessa nel corso del documentario "Uno, nessuno, duecentomila - Viaggio tra i Bambini di strada di Manila con Medici Senza Frontiere" in onda il 28 febbraio su RAI3 nella serie "C'era una volta")
 

PADRE SHAY CULLEN

Padre Shay:
Sono un missionario irlandese, sono arrivato nelle Filippine nel 1969 ed ho iniziato a lavorare a Olongapo che e' a circa 130 chilometri a nord di Manila ed e' situata accanto alle basi militari USA. E' li' che ho scoperto i problemi sociali legati allo sfruttamento di donne e bambini in night-club e bar. C'era una grande industria del sesso che procurava piacere ed intrattenimento ai marinai americani che combattevano la guerra del Vietnam. E' cosi' che ho iniziato a vedere i mali della societa' ed ho sentito in qualche modo dentro di me che dovevo fare qualcosa per questa gente: e' cosi' che ho iniziato a fare questo lavoro.
 

Intervistatrice:
(...)
 

Padre Shay:
Preda (1) e' un'organizzazione che ho fondato nel 1974: l'ho fondata per aiutare gli adolescenti che si drogavano e venivano presi di mira dalle forze dell'ordine e venivano minacciati di morte. Gli abbiamo dato asilo e poi Preda e' diventata una casa per i bambini di strada e per i bambini molestati: diamo ai bambini la possibilita' di guarire e di superare gli abusi sessuali, di essere educati e di cominciare una nuova vita. Abbiamo anche una forte dedizione alla causa e cerchiamo di risvegliare la consapevolezza della gente riguardo il traffico di donne e bambini non solo qui nelle Filippine ma anche in Europa e nel mondo.
 

Intervistatrice:
E' interessante che tutto sia iniziato con la presenza degli americani li' e si arrivi ad oggi, quando si tratta di un'industria legata al turismo. Ce ne puo' parlare?
 

Padre Shay:
Il nostro lavoro e' iniziato con il tentativo di capire le cause originarie delle condizioni economiche che hanno portato cosi' tanta gente povera ad essere sfruttata nell'industria del sesso. Eravamo convinti che la presenza delle basi americane peggiorasse questo problema, ma non solo: i Filippini dovevano lavorare per sostenere la macchina militare che stava uccidendo la gente in Vietnam.
Iniziammo a studiare la prostituzione minorile approfonditamente e scoprimmo che nella citta' c'era una grande industria di prostituzione che vendeva bambini ai marinai. Ci siamo accorti che anche se possiamo salvare i bambini, fare appello a tanta gente in ogni parte del mondo, nelle Filippine, in Italia, dovunque  e chiedere di portare avanti campagne contro questo orrore che sfrutta le donne e i bambini, dobbiamo estirparne le radici.
 

La poverta' e' una di queste radici e la poverta' che vediamo oggi e' provocata dalla globalizzazione, ma nei tempi in cui abbiamo iniziato era causata dalla presenza delle basi militari americane, percio' allora iniziammo una campagna per far chiudere le basi militari.

Ha funzionato. Iniziammo nel 1982 ed entro il 1992, esattamente 10 anni dopo, con l'aiuto di tanta altra gente, le basi militari vennero chiuse.
Il nostro progetto era di mettere su una zona economica nelle basi militari, trasformando le armi in aratri, come si dice, cosi' oggi negli stabilimenti militari ci sono fabbriche, servizi educativi e belle strutture ricreative al posto delle basi militari. Quando furono chiuse le basi, dopo qualche anno, arrivo' il turismo sessuale internazionale, turisti dalla Germania, dall'Inghilterra, dall'Italia, che venivano nelle Filippine in cerca di bambini per avere rapporti sessuali con loro.
Alcuni si stabilirono a (.....), dove siamo noi, ed iniziarono ad aprire night-club e bar, ed iniziammo a vedere che sfruttavano bambini e donne e lanciammo di nuovo una campagna, contro questa industria.

Ci siamo fatti tanti nemici, molto irritati contro di noi, che iniziarono a reagire, minacciandoci di morte: abbiamo ricevuto un fax che diceva: "Lo sai che abbiamo pagato 2000 dollari per farti uccidere?"
I nostri operatori iniziarono ad essere seguiti mentre andavano a casa, la sede venne messa sotto sorveglianza, ci furono diversi tentativi di farci chiudere: erano i politici locali che volevano fermare il nostro lavoro. Siamo riusciti a portare in tribunale molti casi di abuso sessuale. I (...) sono riusciti per la prima volta a stabilire nuove leggi e a intentare nuove cause che mettevano sotto processo i pedofili, che per la prima volta nelle Filippine sono stati condannati.

La mentalita' della gente iniziava a cambiare e la gente iniziava a mostrare interesse e preoccupazione per i diritti dei bambini. Il problema e' che la gente dappertutto ha questo brutto atteggiamento: pensa che i bambini siano loro proprieta' e pensano di possedere e controllare  i loro bambini e di poter fare tutto quello che vogliono.
Questo vogliamo cambiare: vogliamo mostrare che i bambini hanno uguali diritti, perfino piu' diritti, perche' sono tanto vulnerabili.
Questo e' piu' o meno quello che facciamo.
 

Intervistatrice:
Ha una storia a lieto fine per noi?
 

Padre Shay:
Si, uno di questi casi importanti che mi viene in mente e' il caso di Marlin e Pia, due ragazze rimorchiate da un pedofilo tedesco e uno olandese che erano venuti nelle Filippine per un viaggio sessuale: hanno trovato queste bambine attraverso un protettore a Manila, hanno portato le bambine in un hotel, le hanno violentate, hanno videoregistrato quello che facevano e il giorno dopo le hanno portate in una localita' di mare a (...)  nelle isole delle Filippine e le hanno stuprate anche li' e poi alcune brave persone hanno capito che le bambine venivano violentate e li hanno denunciati.
Sono stati arrestati ma in qualche modo sono riusciti a corrompere le autorita' e sono scappati e sono tornati in Germania e in Olanda.
Il caso e' arrivato fino a noi, hanno chiesto aiuto a Preda: abbiamo raccolto tutte le prove e la abbiamo mandate in Germania, sono andato in Germania in uno dei miei giri di conferenze e siamo riusciti a formulare un'accusa contro questi due pedofili in Germania ed anche in Olanda.
 

Alla fine abbiamo portato i bambini in Germania e loro hanno testimoniato e il pedofilo tedesco e' stato condannato e messo in carcere.
Le bambine ora vanno a scuola, si sono riprese dal trauma, stanno bene ed hanno una nuova vita. Percio', i risultati ci possono davvero essere, soprattutto quando i bambini seguono una terapia e riescono a tirare fuori tutte le loro sofferenze e i loro problemi. Cosi' superano tutti i problemi.
 

Intervistatrice:
Ma a volte I bambini non si riprendono, mentre i pedofili stanno in galera.
Ci puo' raccontare la storia del caso Fitgerald?
 

Padre Shay:
Possiamo raccontare il caso Fitzgerald.
E' un australiano che e' venuto nelle Filippine da solo, ha lasciato la famiglia a casa.
E' venuto in uno yacht ed un giorno ha lasciato il suo yacht vicino alla spiaggia, non lontano dal centro Preda, per cui potevamo guardare e vedere cosa succedeva e potevo spiare cosa succedeva sullo yacht con una videocamera e abbiamo visto dei bambini che giocavano sulla barca.
Abbiamo chiamato la polizia, andammo sulla barca e scoprimmo che c'erano tre bambini. In seguito questi bambini ed altri hanno detto che venivano 'usati' da questo australiano, il signor Fitzgerald.
Cosi' siamo andati in tribunale, e i bambini nel corso di due anni hanno testimoniato.

E' stata la prima grande condanna nelle Filippine e questa azione legale per la prima volta, in particolare  contro gli stranieri, ha avuto successo.
E i bambini si sono ripresi nel nostro centro. Il grande problema e' adesso che i pedofili si stanno organizzando su Internet, ottengono assistenza legale e riescono a progettare una contro-offensiva. E' quello che hanno fatto con il nostro centro: nonostante abbiamo un buon sistema di sicurezza, sono riusciti ad attirare i bambini fuori, mandando qualcuno all'interno con dei soldi, e li hanno portati fuori dal centro, hanno dato dei soldi ai loro genitori, alle loro madri...
I bambini poi sono stati convinti a cambiare la loro testimonianza e a dire che Fitzgerald era innocente.

Comunque la Corte Suprema delle Filippine non ha creduto a tutto questo e quella condanna fu confermata.
Ora questo e' il problema che ci troviamo davanti: questi pedofili sono organizzati, sono pericolosi e molto ben finanziati, hanno molti soldi e cosi' possono attaccare gli assistenti sociali che proteggono i bambini. Cercano di attirare fuori altri bambini dai centri di assistenza e queste due bambine del caso Fitzgerald ora sono diventate prostitute nei night-club di questi stranieri a (....).
Cosi', anche se il caso e' finito bene, dobbiamo constatare che i bambini possono venire presi di nuovo ed e' molto difficile per noi capire come li si puo' proteggere a lungo una volta che si sono ripresi.

Ma abbiamo altre storie a lieto fine, abbiamo salvato bambini dalla prostituzione minorile, riusciamo a tirarli fuori dai night, dai bar ...
In un caso andammo a (...), un'altra citta' dove ci sono questi bar, e vi trovammo due bambini che avevano solo 14 e 15 anni. Fingemmo di pagare e di essere clienti, pagammo il proprietario del bar per far uscire i bambini, e quando uscirono andammo in un ristorante e io gli spiegai che erano giovani e che dovevano avere una nuova vita, che in quel modo non c'era futuro e potevano prendersi malattie terribili come l'AIDS, che li avremmo aiutati ad andare a scuola e ad iniziare una nuova vita.
Erano entusiasti e dissero di si', che potevano farlo.
Li abbiamo fatti entrare nel nostro furgoncino e li volevamo portare a casa, al centro Preda, dove sarebbero stati al sicuro. Ma accadde che alcuni dei protettori del club uscirono e ci seguirono e ci inseguirono mentre ce ne andavamo: penso che avessero delle pistole, percio' avevamo molta paura e abbiamo dovuto correre e scappare con i bambini.

Ma li abbiamo portati al centro e hanno avuto una vita serena: hanno fatto la terapia, sono guariti, sono andati a scuola e ora sono tornati alle loro famiglie e vanno a scuola tutti i giorni.
Insomma possono succedere delle buone cose, se riusciamo ad avere aiuto e l'unico modo di avere aiuto contro le forze del male dei pedofili organizzati che ci attaccano (....) abbiamo bisogno dell'aiuto di tanta gente che ci sostenga.
E abbiamo bisogno di protezione secondo la dichiarazione delle Nazioni Unite (....) protegge i difensori dei diritti umani.

Cosi' io stesso e i miei collaboratori abbiamo diritto di essere protetti da tutte queste molestie e minacce. Abbiamo bisogno della comunita' internazionale, di gruppi di interesse in Italia che ci aiutino a convincere il governo delle Filippine a proteggere gli assistenti sociali e tutti quelli che lavorano per i diritti dei bambini.
Dobbiamo avere il loro aiuto e il loro sostegno.

Il male peggiore in realta' non sono solo i pedofili, ma quanti non fanno nulla, quanti sanno che c'e' il male ma guardano dall'altra parte e non fanno nulla per aiutare. Devono aprire la loro coscienza e devono capire che se restano in silenzio approvano il male. Non si puo' restare in silenzio, si deve parlare, si deve prendere una posizione per la giustizia e per la verita' e percio' voglio che tutti quelli che conoscono questo problema facciano qualcosa per la giustizia e per i bambini.
Devono agire, altrimenti sono parte del male.
 

Intervistatrice:
Lei ha un modo molto forte di dire (....) delle persone che non sono pedofili ma probabilmente vedono qualcosa che non dovrebbe succedere.
Ha una buona opinione (...) ?
 

Padre Shay:
Su quello che dovrebbero fare?
 

Intervistatrice:
Voglio dire ...qualcuno che la guarda 'sta sera alla televisione italiana e dice "Si', si' davvero, ma che cosa posso fare?"
 

Padre Shay:
Le persone che conoscono il problema e si accorgono di come i bambini vengono molestati, prostituiti, messi in commercio come la verdura, devono prendere una posizione e quello che possono fare e': prima di tutto possono sostenere i gruppi delle agenzie che lavorano in Italia, possono aiutarli con il loro sostegno finanziario, aderendo alle petizioni e alle manifestazioni, alle organizzazioni non governative, partecipando attivamente all'interno delle loro comunita', far nascere qualcosa nelle loro chiese, perche' la Chiesa deve essere coinvolta in tutto questo perche' non si tratta solo di diritti umani ma dei diritti di donne e bambini.

Quindi la Chiesa deve prendere una posizione ed ogni parrocchia dovrebbe avere i suoi gruppi d'azione sui diritti dei bambini, anche se composti solo di 2, 3 o 4 persone. Possono fare molto, scrivere petizioni, fare pressione, promuovere campagne, non solo per noi qui nelle Filippine (che vorremmo davvero molto che voi ci aiutaste), ma per tutto il mondo, in Italia, in Europa: alzarsi e parlare perche' le cose cambieranno se alziamo la voce.
La verita' ci liberera', ma se la gente non dice la verita', gli altri come sapranno?
E se non parliamo abbastanza ad alta voce, gli altri come sentiranno?

Per quanto riguarda i diritti delle donne e dei bambini -  e voglio aggiungere che si tratta proprio di "donne e bambini" perche' i bambini vengono prostituiti nei bordelli, che sfruttano anche le donne, e quindi devono essere considerati come una cosa sola quando si pensa al traffico internazionale di donne e bambini.
Percio' anche i gruppi femminili devono unirsi alle ONG e lavorare con i governi e i gruppi ecclesiali per combattere questo male.
Possono agire nelle loro comunita' e nelle loro parrocchie.
 

L'intervistatrice e i collaboratori parlano in italiano
 

Intervistatrice:
La domanda e' questa: dal momento che il documentario e' incentrato sui bambini di strada, puo' dirci qualcosa sul legame fra i bambini di strada e la pedofilia e perche' un bambino di strada e' molto piu' debole?
Certo possiamo immaginare perche', ma se lei lo dice... lei ha l'esperienza per poter dire perche' vivendo per strada un bambino e' da considerarsi vittima piu' degli altri.

Padre Shay:
Allora... un bambino di strada e' molto vulnerabile da parte dei pedofili.
Perche' quando i bambini magari sono scappati di casa, hanno fame, chiedono l'elemosina, i protettori li avvicinano, gli offrono dei soldi e cosi' i bambini vengono attirati nella ragnatela, nell'organizzazione criminale o in operazioni di stampo mafioso in cui fondamentalmente la loro vita dipende totalmente dal protettore ... Il protettore li fa entrare in questo mondo mostrandogli dei video porno, dandogli cibo e vestiti e poi li vende per sesso ai pedofili.

Li prendono per strada, li portano in un albergo o in un motel ed e' li che inizia la molestia, e dopo un po' il bambino viene usato come reclutatore di altri bambini e viene facilmente plagiato a credere che questa sia una vita normale.
In questo abbiamo bisogno di un intervento diretto sulle strade, cosi' i bambini avranno aiuto ed avranno un'alternativa. Percio' e' molto importante per noi avere un contatto diretto con la vita di strada.
 

Intervistatrice:
Molto bene
 
 

(1) People's Recovery, Empowerment and Development Assistance Foundation
 



 

Un esercito di dimenticati: i bambini di strada di Manila