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L'INFERNO DEI NUOVI SCHIAVI CHI SONO, QUANTI SONO Sono stimati ventisette milioni gli individui nel mondo che lavorano a costo zero per il benessere e la ricchezza di pochi: sono detti "i nuovi schiavi" e, tra essi, i bambini. La maggior parte e' rappresentata dal "bonded labor", il lavoro vincolato, in India, Pakistan, Bangladesh e Nepal. Significa che una persona si consegna al "padrone" a garanzia di un prestito ricevuto, o per estinguere il debito contratto da un familiare. Pensate: si stima oggi la cifra degli schiavi maggiore di quella della tratta transcontinentale africana. Il valore di uno schiavo? Il suo sudore, la quantita' di lavoro (non la qualita') che produce, e la razza non significa nulla. Uno schiavo e' paragonabile ad un frutto che si spreme, si spreme.. Uno schiavo e' oggetto di violenza fisica e psicologica ed e' mantenuto tale contro la propria volonta' al solo fine dello sfruttamento. Un esempio? "… Dormivo per terra in una delle camere da letto dei bambini; mangiavo quello che loro avanzavano. Non mi era permesso prendere dal frigorifero come i bambini. Se lo facevo, lei mi picchiava. Mi picchiava spesso. Mi prendeva continuamente a botte. Mi batteva con la scopa, con gli strumenti di cucina, o mi frustava con i fili elettrici, Certe volte sanguinavo: ho ancora i segni sul corpo. … Mi spogliarono nuda, mi legarono le mani dietro la schiena e cominciarono a frustarmi con un filo elettrico attaccato al bastone della scopa. Mi picchiavano tutti e due insieme. Sanguinavo molto e urlavo, ma loro continuavano a battermi. Poi lei mi strofino' del peperoncino sulle ferite e me lo infilo' nella vagina. Persi conoscenza. … Per parecchi giorni rimasi sdraiata sul pavimento dove loro mi avevano lasciata. Il dolore era terribile, ma nessuno si prese cura delle mie ferite. Quando fui in grado di stare in piedi, dovetti ricominciare a lavorare, ma da quella volta venni sempre chiusa a chiave nell'appartamento. Continuarono a picchiarmi…" Il racconto di Seba, una ragazzina del Mali che un giorno lascia la nonna per seguire una famiglia di Parigi che le promette di mandarla a scuola in cambio di accudire ai figli. In realta' a scuola non ci e' mai andata. E' diventata una schiava, a Parigi. Seba fu liberata grazie all'intervento di una vicina che ebbe il coraggio di parlare. Oggi Seba e' ben accudita e vive con una famiglia di volontari. Oggi Seba ha ventidue anni ma ha tanta strada da fare: comprende il mondo come un bimbo di cinque anni, ha scarsa cognizione del tempo, l'idea di "scegliere" la disorienta, non ha mai disegnato una persona. Scioccante. Altro esempio degli schiavi usa e getta? "… In piu' di dieci occasioni, svegliandomi presto la mattina, ho trovato il cadavere di una ragazzina che galleggiava sull'acqua vicino alla barca. Nessuno si curava di seppellirle. Si limitavano a gettarne i corpi nel fiume perche' i pesci se li mangiassero." Il destino delle ragazzine schiave e costrette a prostituirsi nelle citta' delle miniere d'oro dell'Amazzonia. "Dopo averla decapitata con il machete, il minatore ha fatto un giro sulla sua barca a motore, mostrandone la testa agli altri minatori, che applaudivano e urlavano in segno di approvazione.". La fine toccata ad una bambina di undici anni quando ha rifiutato di fare sesso con un minatore.
LE FORME
LA DIFFERENZA In sintesi, per meglio comprendere, la differenza tra vecchia e nuova schiavitu': VECCHIA SCHIAVITU' 1. proprieta' legale accertata 2. alto costo d'acquisto 3. bassi profitti 4. scarsita' di potenziali schiavi 5. rapporto di lungo periodo 6. schiavi mantenuti a vita 7. importanza delle differenze etniche NUOVA SCHIAVITU' 1. proprieta' legale evitata 2. bassissimo costo d'acquisto 3. elevatissimi profitti 4. surplus di potenziali schiavi 5. rapporto di breve periodo 6. schiavi usa e getta 7. irrilevanza delle differenze etcniche "Nel profondo dell'Amazzonia trasformano in carbone il verde delle grandi foreste; nell'Africa musulmana vivono e muoiono nelle case dei mori; nei bordelli di Bangkok si consumano di Aids; nelle campagne del Punjab si sfiancano a costruire mattoni di creta; in insospettabili case di Parigi, Londra, New York, si piegano ai piu' degradanti mestieri domestici. Anch'essa frutto della nuova economia globale, la nuova schiavitu' del debito rimpiazza la schiavitu' di sangue: invece del colore della pelle, della religione, della razza, oggi e' la miseria a determinare la piu' terribile delle rapine, quella della vita stessa." Avere informazioni sulla schiavitu' e' molto difficile: viene negata l'evidenza, anche di fronte a documenti, a fotografie, a dati reali.
SIRI SI SVEGLIA A MEZZOGIORNO Siri ha 15 anni. Si sveglia a mezzogiorno e il dolore che subito avverte le ricorda la quindicina di uomini con i quali ha dovuto fare sesso, la notte scorsa. Siri e' stata venduta un anno prima dai genitori ed e' ormai rassegnata, ubbidiente ai comandi che le vengono imposti nel bordello in cui vive e lavora, nel sud della Thailandia, con altre ventiquattro ragazze e donne costrette alla sua stessa condizione. La stanza della "selezione" ha i muri intrisi di odore rancido di birra, vomito e sudore. E' li' che gli uomini, seduti ai tavoli, osservano la carne delle giovani e fanno la loro scelta. Orribile. Gli uomini scelgono e pagano. Le stanze sono fatte di un letto e poco altro. Il ritratto del re di Thailandia sopra il letto. Un bidone di latta per l'acqua. Piu' in la', alcuni indumenti piegati. A mezzogiorno Siri si lava con l'acqua fredda del lavatoio in comune a tutte. Dopo, vestita e truccata, l'aspettano i clienti. Il suo corpo passera' tra le mani di dieci-diciotto uomini in media. Lei viene scelta perche' sembra una bambina acerba, venduta ad un prezzo piu' alto (quindici dollari, il doppio delle altre) perche' dimostra meno della sua eta'. Sembra "nuova". La paura di Siri? Prendere l'Aids. Ha visto troppe sue coetanee tornare a casa dai bordelli per morire. E per questo prega il Buddha affinche' tenga lontana la malattia: verrebbe sbattuta subito fuori e morirebbe di fame. Teme anche di rimanere incinta, difficilmente i clienti usano il preservativo. Per questo le vengono continuamente somministrate iniezioni di Depa-Provera. Siri ha 15 anni ed e' consapevole di essere diventata una prostituta. Al suo primo cliente e' scappata. Ripresa, e riportata al bordello, e' stata picchiata e stuprata, obbligata a soddisfare clienti fino all'alba, senza sosta. Si e' piegata a forza di botte e stupri Cosa pensa? Di essere una poco di buono, una persona spregevole che merita cio' che le e' successo. "Sono solo una puttana, tutto qui", dice. Thailandia. Un campo di concentramento per Siri e le altre. La prostituzione e' illegale eppure i bordelli lavorano incessantemente e rappresentano soltanto una minima parte dell'industria del sesso. Raccapricciante. E Siri continua a svegliarsi a mezzogiorno, mentre il denaro circola per favorire il boom economico thailandese, mentre la societa' rimane immobile, mentre la vita di una bambina vale quanto un televisore. (1)
IL LIBRO "Talvolta straziante. Talvolta dolce. Talvolta cinico. Sempre, comunque, scomodo, polemico, ferocemente ironico. Perche' convinto che la <verita' e' scandalosa. Ma senza, non c'e' nulla che abbia valore>" Cosi' viene descritto dal giornalista Bruno Ventavoli di "La Stampa" lo scrittore francese Michel Houellebecq, amato-odiato padre del nuovo romanzo-provocazione sul turismo sessuale in Thailandia, "Plateform", in uscita il 6 settembre. Racconta, ma non e' fantasia, di bambine oggetto di perversioni, di giochi indescrivibili. Lo stile e' crudo, vero, realistico, "al limite della connivenza". Come dire: fuori dal cassetto i tabu', le vergogne, gli orrori che riguardano ogni angolo della terra laddove vi e' poverta', miseria, fame. E racconta di un garbato funzionario ministeriale francese, tal Michel, che prende a frequentare sale massaggi, gogos bar, cercando di soddisfare ogni sua piu' bieca fantasia erotica, convincendosi -poi- che il turismo sessuale sara' il "futuro del mondo", che il sesso a pagamento e' "una cosa bella e giusta". Dito contro al ricco occidente, dunque, che cerca -e trova- sfogo in quella parte di mondo -che non si chiama solo Thailandia- usando chi non possiede nulla, solo il proprio corpo. Il governo thailandese non e' all'oscuro di cio' che succede: "schiavitu' sessuale", bambine catturate con un sorriso, con una manciata di monete, un pezzo di pane. (2)
TRISTE CONCLUSIONE La schiavitu' e' in aumento ed ovunque ha un punto in comune: lo sfruttamento sul piano economico. In ogni angolo della terra gli schiavi vengono minacciati con la violenza, a volte continua ed incessante come nel caso di Siri, nel bordello thailandese. Due elementi, profitto e violenza, che insieme all'esplosione demografica, la rivoluzione della globalizzazione economica e l'avida' dell'uomo, determinano il triste e vergognoso evolversi di sempre nuove forme di schiavitu'. Il business della schiavitu'.
Greta rif. (1): "I nuovi schiavi- la merce umana nell'economia globale", di Kevin Bales, G.Feltrinelli editore Milano rif. (2): "La Stampa", pagina 20, "Cultura e Spettacolo" - MICHEL a caccia di bambine - lunedi 20 agosto 2000
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