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LA
PEDOFILIA FEMMINILE
Non se ne parla
ma esiste
Su questo argomento se ne sa veramente poco e poco e' stato scritto
in merito.
Parlare di donne pedofile non e' ne' comune ne' semplice in quanto,
nell'immaginario collettivo, il termine "pedofilia" viene
associato al sesso maschile, al quale e' stato sempre affidato un ruolo
"attivo": la pedofilia e' infatti "azione".
E' considerata quindi, come la maggioranza delle parafilie, una patologia
rara nel sesso femminile. Infatti, contrariamente a quanto si pensa,
complice la mancanza di informazione, la parafilia colpisce anche le
donne, contraddicendo il tradizionale giudizio clinico che ha sempre
sostenuto la
rarita' delle perversioni nelle donne.
Da esaurienti studi
clinici e' emerso che le dinamiche delle fantasie perverse femminili
sono piu' sottili ed imprevedibili rispetto alla sessualita' maschile
e quindi difficilmente identificabili e riscontrabili.
Infatti, gli esperti
hanno riscontrato che il vovyerismo, il frotteurismo, il feticismo,
sono riscontrabili quasi esclusivamente nei maschi; cosi' come il sadismo
sessuale e' raramente presente nei soggetti femminili, mentre il numero
dei masochisti di sesso maschile e' di gran lunga piu' alto di quello
relativo al sesso femminile.
Lo stesso si puo' dire della pedofilia. Invece, l'unica parafilia dove
i soggetti di sesso femminile sono in numero paragonabile a quelli di
sesso maschile e' la zoofilia.
Le
cause
Cause scatenanti la pedofilia femminile possono essere la separazione,
l'abbandono, la perdita. Alcune donne hanno subito abusi da bambine
e l'esasperazione nell'attivita' sessuale pedofila e' riconducibile
al tentativo di vendetta sugli uomini, per fare riemergere la propria
femminilita'. Dal ruolo "passivo" che l'ha vista vittima e
sottomessa -non avendo una propria autonomia economica e sociale fino
ad alcuni decenni fa e quindi costretta a nascondere tale aspetto perverso
della sessualita'- la donna tenta in tal modo il riscatto ed una propria
affermazione in un ruolo "attivo", grazie alla rivoluzione
sociale che la rende cosi' indipendente e libera.
Tenendo presente
che la pedofilia femminile intra-familiare ha caratteristiche differenti
dalla pedofilia femminile che si manifesta al di fuori delle mura domestiche,
preferendo mete lontane come luoghi di abbordaggio, si puo' affermare
con certezza che tale fenomeno e' comparso, all'incirca, intorno agli
anni '70. In quel periodo donne americane e canadesi, per lo piu' divorziate
e vedove, favorite dall'emancipazione economica, hanno iniziato a recarsi
verso spiagge lontane alla conquista dei "beach boys" soprattutto,
ma anche delle "beach girls" che potevano farle sentire, al
suono di 100 dollari, "regine per una notte".
Alcune indagini giornalistiche come quella del settimanale Panorama,
hanno messo in luce che oggi l'eta' di queste donne varia dai 25 anni
circa ai 50 anni, mentre le motivazioni che le spingerebbero ad alimentare
il desiderio di vivere una notte di sesso con bimbi di 6-7 anni o di
11-12, sono sempre le stesse: la soddisfazione sessuale e, ad un tempo,
l'appagamento materno.
Esse, tuttavia,
potendo difficilmente usufruire di infrastrutture organizzate al loro
servizio come i pedofili maschi, sono costrette ad abbordare i ragazzini
per strada e a viaggiare senza la protezione di un'articolata rete di
agganci.Infatti non hanno alle spalle la tutela di organizzazioni che
garantiscono loro la certezza di raggiungere il luogo di destinazione
avendo gia' tutto stabilito, come accade per la maggior parte dei pedofili
maschi.
Differenti sono
le mete. Le donne nordamericane si indirizzano, per la maggior parte,
verso i Caraibi; mentre le europee provenienti dai ricchi paesi occidentali
preferiscono come mete il Marocco, la Tunisia e il Kenya e per le destinazioni
piu' lontane la Giamaica e il Brasile. La Thailandiainvece, e' la meta
preferita dalle donne giapponesi che, con i voli charter, raggiungono
i centri specializzati in massaggi sadomaso di Bangkok. E a Marrakesh
trascorrono dei periodi le scandinave e le olandesi che consumano notti
d'amore in acconto, cioe' se la notte trascorsa non e' stata soddisfacente
la prestazione non viene pagata.
Gli
strumenti
Sulle donne che praticano la pedofilia all'estero, si e' saputo che
per permettere l'atto sessuale, vengono iniettati nei testicoli di bambini
di 6-7 anni degli ormoni e droghe. Poco si conosce sull'uso di tali
sostanze, a parte gli effetti collaterali estremamente sgradevoli per
il minore.
Dalla testimonianza di volontari dello Sri Lanka, si apprende che sono
le donne pedofile stesse (la maggior parte svizzere e tedesche) a portare
le droghe da iniettare nei bambini. Secondo il resoconto di una dottoressa
che ha visitato alcuni di quei bambini, il trattamento ormonale causa
l'abnorme
ingrossamento dell'organo sessuale ad un ragazzino di 11-12 anni che
non tollera piu' di 5-6 di tali iniezioni.
Conclusioni
E' difficile tracciare un quadro completo e ben delineato del fenomeno
"pedofilia femminile". Essa, come quella maschile, si cela
all'interno delle mura domestiche, tra segreti, sentimenti di amore-odio
e rapporti pericolosi. Ma esattamente come succede per i pedofili maschi,
le donne pedofile evadano dalla comune realta' ricercando altrove gli
oggetti dei loro spasmodici ed incomprensibili desideri: i meninos de
rua, i bambini di strada. Come di consueto, quindi, per chi pratica
la pedofilia, i soldi diventano lo strumento che compra il silenzio
e l'accondiscendenza dei piccoli. In questo senso, tra uomini e donne
- "pedofili" - non vi e' alcuna differenza.
Greta
con la collaborazione di Nicoletta Bressan
consulenza a cura del Dott. Sergio De Martino
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riferimenti bibliografici
1 S.Polo, I mercati della pedofilia in Europa e le politiche di prevenzione
e controllo penali e sociali, Tesi di Laurea in Giurisprudenza, Universita'
degli Studi di Trento - Transcrime, Facolta' di Giurisprudenza, Anno
accademico 1998-1999, pag. 23, in N. Bressan, "Quando un bambino
piange al buio", relazione presentata al Convegno di Novara "Perche'
i bambini non piangano al buio. Riflessioni sulla pedofilia", 27
Gennaio 2001, pag. 9.2 Per ulteriori approfondimenti si veda N. Bressan,
Sulla loro pelle, IL SEGNO, Gabrielli Editori, Verona, 1999, pag. 48-493
B. Demartin, Turismo sessuale e prostituzione infantile, Tesi di Diploma
in Sociologia del turismo, Unviersita' degli Studi di Trieste, Facolta'
di Economia, Corso di Diploma in Economia e Gestione dei Servizi Turistici,
Anno accademico 1998-1999, in N. Bressan, "Quando un bambino piange
al buio", relazione presentata al Convegno di Novara "Perche'
i bambini non piangano al buio. Riflessioni sulla pedofilia", 27
Gennaio 2001, pag. 10.
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