scritti

 

 

PICCOLI SCHIAVI NEL PIANETA GLOBALE
– Quarta Parte
tratto da “INFANZIA NEGATA – Piccoli schiavi nel pianeta globale” di LUCA LEONE
Prospettive Edizioni 2003

L’EUROPA DELL’EST: VIAGGIO SENZA RITORNO
[…] “Più di 8.000 donne albanesi sono costrette a prostituirsi in Italia, e più del 30 per cento hanno meno di 18 anni”. Il mercato italiano è ambito dalla criminalità albanese, che in patria non incontra ostacoli da uno stato allo sbando e che a “partire dal collasso del comunismo, avvenuto nel 1991, è divenuto quasi subito uno dei maggiori bacini di reclutamento di donne e di ragazze da finalizzare al commercio illecito della prostituzione”. Continua ad essere normale, a Tirana come nel nord del paese, essere avvicinati da protettori che offrono al cliente occidentale notti con giovani donne a bambini e genitori disposti a vendere le loro figlie al primo venuto. L’importante è pagare in valuta pregiata. “Le vittime del traffico […] sono reclutate informalmente da amici e parenti. C’è spesso un legame tra le ragazze vittime della tratta e i loro sfruttatori. I trafficanti sono spesso giovani criminali attratti dalla possibilità di fare soldi facilmente”. […]
Questa situazione [la prostituzione], già di per se’ critica, è complicata dalla crescita del turismo sessuale che vede un numero sempre più consistente di turisti del sesso tedeschi che si dirigono verso l’Europa dell’Est e le principali destinazioni asiatiche. “Filippine, Thailandia, Corea del Sud, Sri Lanka e Hong Kong sono le principali destinazioni asiatiche per i tour del sesso organizzati dalla Germania”. Ma senza andare così lontano, i turisti del sesso tedeschi hanno fondato una vera e propria colonia dell’Est Europa. […]

<Alcune cifre:

  • 200.000 turisti del sesso tedeschi, ogni anno, si spostano all’estero dei quali circa 10.000 hanno rapporti con bambini anche di età inferiore a 14 anni (la Germania nel 1993 ha varato una legge al fine di dissuadere i cittadini dall’avere rapporti sessuali con minori all’estero: raramente i colpevoli sono stati perseguiti)
  • 2.000 sono i bambini di strada in Romania, costretti a vivere prostituendosi e diventando così facili prede, soprattutto dai pedofili. Bucarest non è solo la città che fornisce prodotto per lo sfruttamento sessuale ma è diventata centro di addestramento e smistamento dei traffici di esseri umani verso mete quali il resto d’Europa, Asia, Medio Oriente e America.
  • 100.000 giovani e bambine albanesi, negli ultimi 10 anni, sono rimaste vittime del giro della prostituzione
  • dai 10.000 ai 15.000 dollari è il prezzo che i criminali russi intascano per vendere giovani del loro paese in Isreaele
  • 7 miliardi di dollari è l’introito che la mafia russa incassa, a livello mondiale, ogni anno dalla tratta delle schiave. La mafia russa è la più potente ed ha appoggi politici e potere di negoziazione tali che le permettono di agire indisturbata e di mercanteggiare schiavi, armi, droga e denaro sporco
  • 250 indagini sono attive (Federal Bureau of Investigation) e riguardano gang russe sparse in 27 stati americani. >


La storia della diciassettenne Lyubov riassume la tragedia di centinaia di ragazze schiavizzate e sfruttate: arrivò in Israele da una città mineraria russa solo per essere venduta al mercato della prostituzione. […] Un uomo, nella cittadina in cui viveva, le offrì un biglietto aereo, un visto e un lavoro all’estero. Lyubov entrò in Israele con un gruppo di turisti e incontrò il proprietario di un hotel che le dette un lavoro come donna delle pulizie. [Costui] le fece conoscere alcuni suoi amici […] e un giorno [mentre giravano in auto per la città] le disse di scendere dall’automobile e di salire su un’altra. Quindi se ne andò. “All’inizio non avevo capito di essere stata venduta. Poi il mio padrone mi disse di avermi comprata per 9.000 dollari”, ha raccontato Lyubov […]. Il suo nuovo proprietario le disse che da quel momento avrebbe dovuto lavorare come call girl. […] Trasportata da autisti fino dai clienti, e spesso controllata a vista, Lyubov fu costretta a rapporti sessuali con una media di 6 uomini al giorno in cambio di 75 dollari l’ora. […] Era costretta a lavorare 7 giorni la settimana, senza sosta, con l’eccezione dello Yom Kippur.

In Russia non esiste bambino o giovane appartenente agli strati medio-bassi –cioè la grande maggioranza della popolazione – che non sia a rischio di finire vittima della tratta degli schiavi. Anche perché la fame, l’ignoranza e la povertà sono dei pessimi consiglieri. […] Una bambina di 12 anni, a Saratov, raccontò alla polizia di aver accettato di prostituirsi in cambio del denaro per acquistare una bambola Barbie.

UN SUPERMERCATO CHIAMATO CENTROAMERICA
In America centrale e latina sono almeno 40 milioni i bambini di strada. Di questi, “più di 2 milioni sono vittime dello sfruttamento sessuale”. Se è vero che il grosso di questo dramma si svolge in Brasile e in Colombia, non esiste tuttavia paese nel continente che non sia toccato dai fenomeni dei bambini di strada e dei piccoli schiavi del sesso. Al di la’ delle realtà brasiliana, colombiana e messicana, vive in America centrale un numero crescente di bambini di strada, figli di società allo sbando, di politiche sociali inesistenti o grossolanamente sbagliate, della peggior corruzione politica e della più impenetrabile indifferenza planetaria rispetto a un problema di questa rilevanza. In America centrale […] i bambini hanno nella strada l’unico rifugio dalle violenze familiari. Qui, questo esercito di affamati e sbandati diventa merce nelle mani di scaltri sfruttatori, in un rapporto di dipendenza violenta che vincola i poveri ai ricchi e i deboli ai forti. […] Piccole madri di 10, 12, 14 anni mettono al mondo figli che venderanno o getteranno a loro volta sulla strada, in un orrore senza fine.

[…] in America centrale è aumentato il numero delle bambine sulla strada e di quelle di strada. Le bambine sono le vittime preferite dei turisti sessuali e dei pedofili, sebbene rimangono a rischio anche i bambini. Le cause di questo massiccio afflusso di minori nel mercato dello sfruttamento sessuale vanno ricercate nello spirito di emulazione, che spinge bambine e bambini a seguire fratelli e amici nel loro destino, nella violenza familiare subita nella prima infanzia, nella disintegrazione della famiglia, nella fuga da casa, nella dipendenza alla droga dei loro genitori o dei loro tutori, nell’esercizio della prostituzione da parte della madre. […]

<Alcune cifre:

  • 300.000 i minori di età compresa tra i 10 e i 17 anni vittime dello sfruttamento sessuale negli Stati Uniti (abuso sessuale, pornografia, prostituzione, viaggi in Messico o in America centrale per girare film pornografici o reperire fotografie di piccoli del posto
  • 25.000 sono le piccole vittime nella Repubblica Dominicana
  • 2.000 baby prostitute a San Josè, in Costa Rica
  • 40.000 piccoli dediti alla prostituzione in Venezuela
  • 25.000 i minori che si prostituiscono in Honduras
  • 5.000 i minori coinvolti nella prostituzione, pornografia e turismo sessuale in Messico
  • 5.000 i bambini che vivono sulla strada a Città del Guatemala di età compresa tra i 7 e i 14 anni, più di 2.000 dei quali vengono sfruttati negli oltre 600 bordelli attivi nella sola capitale. >

Una ricerca svolta nel 1991 su un campione di 143 bambini tra i 7 e i 17 anni dal guatemalteco Centro di orientamento, diagnosi e trattamento delle malattie a trasmissione sessuale e da Casa Alianza ha rilevato i pericoli cui si espongono i bambini nei rapporti sessuali con gli adulti. Dal rapporto emerge che “nessuno dei bambini intervistati usava contraccettivi o protezioni. Circa il 70 per cento aveva uno o 2 rapporti al giorno; i 4,2 per cento 3 o 4 e il 25, 1 per cento (il 92,31 per cento delle bambine) più di 4. Il 93 per cento ha ammesso di avere sofferto alcune volte di malattie trasmesse sessualmente. I bambini, al momento dell'intervista, presentavano inoltre: herpes genitale nel 78,3 per cento dei casi; gonorrea (46,65 per cento); […] rogna (69,9 per cento). La totalità dei bambini usava solventi come droga preferita. Il 96,5 per cento faceva uso di droghe quotidianamente, il 3,5 per cento settimanalmente. Inoltre, […] tutti i bambini intervistati erano stati oggetto di abusi sessuali. Tra di loro, più del 53 per cento disse di avere subito abusi da un membro della famiglia; il 5,95 per cento da amici; il 2,7 da vicini di casa; il 46 da sconosciuti. Il 64,1 per cento delle bambine disse che la prima persona con la quale avevano avuto rapporti sessuali era stata il padre o la madre; il 10,2 per cento, uno zio o una zia; il 2,6 un amico; il 5,1 il nonno o la nonna; il 7,7 altri.

<L’Honduras è divenuta la meta preferita dei pedofili europei a causa della eccessiva permissività della legislazione che permette ad una persona che abusa di un bambino di età inferiore ai 12 anni di farla franca se non denunciato da qualcuno. Se l’età del minore abusato è tra i 12 e i 18 anni e se lo stesso o la famiglia non vuole denunciare il fatto o la famiglia ha ricevuto un compenso dalla prostituzione non è possibile perseguire penalmente nessuno. >

INTERNET, IL PAESE DELLE MERAVIGLIE
Per decenni il materiale pornografico scattato o ripreso ai danni dei minori ha girato il mondo trasportato da navi, treni e aerei, sigillato in buste e plichi accuratamente oscurati. Nella maggior parte dei casi si trattava e si tratta di immagini e filmati che si concludono con lo stupro di uno o più bambini i quali, tuttavia, restano in vita, pronti a subire l’affronto successivo. Non è detto che i bimbi oggetto di violenza siano già introdotti nel mondo della prostituzione minorile. Foto e video sono acquistabili per poche decine di dollari. Basta conoscere i canali giusti. In altri casi, il prezzo può lievitare, e anche di molto, fino a 40-50.000 dollari per filmato. Si tratta di pellicole maledette, di video “necros”, che si concludono, dopo terribili torture imposte con la più bestiale perversione, con la morte violenta del bambino.
Oggi, accanto a questa gigantesca rete degli orrori invisibilmente tessuta da pedofili dell’intero pianeta – una vera e propria organizzazione criminale mondiale a scopo di lucro – fatta di rullini, videocassette e fotografie, poi dischetti e cd-rom, contrabbandati nel modo più fantasioso pur di fuggire alle maglie, spesso larghe, dei controlli di polizia, ne è sorta un’altra, molto più pericolosa ed estesa. Da molti anni la pornografia infantile è approdata sul Web, e lo ha fatto in silenzio, sfruttando le più sofisticate tecnologie. Il numero crescente dei collegamenti Internet, l’evoluzione tecnologica che ha reso il mezzo sempre più veloce, economico e affidabile, la riduzione del costo dei personal computer, l’effetto tam tam e la diffusione silenziosa dei siti dedicati alla pornografia infantile on line hanno reso Internet un formidabile mezzo d’offesa nella mani dei pedofili. Il che non vuol dire che, cercando nel Web, si possa facilmente incappare nel pedofilo informatizzato. Questo perché “il livello tecnologico è alto, implica una serie di particolari passaggi informatici, l’uso di protocolli di trasferimento di dati con computer remoti, frequentazione di linguaggi di programmazione e conoscenza dello slang” usato dai pedofili per riconoscersi e scambiare file on line. […]
Ha detto a proposito della pornografia infantile su Internet Ron O’Grady, presidente di Ecpat Interntational:
“Il numero di persone che utilizzano la rete è esploso negli ultimi anni ed essa è stata ampiamente utilizzata da pornografi e pedofili. Si tratta di persone che hanno ora la possibilità di mettersi in contatto coi loro simili sparsi per il mondo , scambiandosi informazioni, materiale pornografico e suggerimenti. Abbiamo notizia di alcuni casi in cui i pedofili hanno sedotto i bambini “incontrandoli” prima su una chat line. Stiamo solo iniziando a vedere le implicazioni di questa nuova tecnologia. Recentemente la polizia ha trovato piccole reti di pedofili legate tra di loro da computer. Per appartenere a questi club, i partecipanti devono abusare sessualmente di un bambino mentre gli altri membri del club assistono in tempo reale alla scena. Possono fare commenti o dare consigli persino mentre assistono all’abuso. Tali sviluppi fanno parte del nuovo mondo dei pedofili e offrono vere sfide a tutti coloro che intendono proteggere i bambini.”

<Nel 2000, l’abuso sessuale sui minori di anni 14 è aumentato del 54,1 per cento. Lo scandalo pedofilia su web è iniziato però nel 1998, quando l’organizzazione belga Morkhoven, che combatte la pedofilia e la porgnografia infantile, recapitò un pacco alla redazione della rete televisiva olandese “Vara”, contenente floppy disk con circa 10.000 fotografie di bambini e istantanee di violenze subite da piccoli di 12-15 mesi, corredate da circa 3.000 documenti che confermavano l’esistenza della rete pedofila internazionale. Nel 2001 la polizia ha effettuato controlli sulla rete Internet di 22 Stati, 53 arresti di presunti pedofili in 14 paesi appartenenti al cosiddetto “Club del paese delle meraviglie”. Le indagini sono durate 4 anni e la sinergia degli inquirenti ha portato alla luce più di un milione di fotografie di bambini, di cui 100.000 in Europa e Canada; 11 sospetti pedofili arrestati e numerosi i siti Internet cancellati. >

[…] E’, del resto, questo uno dei grandi poteri di Internet: far diventare centro del mondo anche il più sperduto villaggio del globo, o viceversa, far perdere tra le pieghe del Web le tracce di impulsi partiti dalle più grandi città del mondo.
Un terzo aspetto riguarda l’inquietante parallelo tra l’enorme diffusione di Internet nel mondo e l’aumento della presenza di immagini pornografiche di bambini nella Rete.

a cura di Greta Blu
Aquilone Blu O.n.l.u.s.