scritti

 

QUELLE MADRI
Aquilone Blu affronta il tema dell'omerta' materna in casi di abusi intrafamiliari


"Io madre faccio l'accoglienza.
Raccolgo nel mio grembo le lacrime e il dolore e ne gioisco.
Uno scenario spaventoso.
In queste storie non c'e' niente di bello. Fino a che gli attori le mettono in scena sono teatrini di morte, terre desolate. Alle volte non basta una vita per scrollarsele di dosso".
(da "SOS Pedofilia - Parole per uccidere l'orco" di Claudio Camarca e Maria Rita Parsi, Baldini & Castoldi)


COMPLICE IL SILENZIO
La piu' alta percentuale delle violenze sessuali sui bambini avviene tra le mura domestiche proprio ad opera di quelle persone nelle quali i piccoli ripongono la propria fiducia. Incredibile, impensabile ma vero.
Come vero e' che, all'interno di una famiglia, ci sono madri che vedono, percepiscono e sentono l'odore dell'abuso ma tacciono, e silenziosamente acconsentono con orribile ed assolutamente ingiustificata complicita'.
Scacciano dalla memoria gesti, parole e sensazioni come per restarne fuori, pulite, estranee ai fatti, per non ammettere neppure a se stesse la verita', quella tremenda e terribile verita' che diviene cosi', gradualmente, un segreto non condivisibile, respinto ogni qualvolta torna a galla.

Occhi chiusi, bocca chiusa.

Sono madri consapevoli dell'opera distruttiva che si sta operando attorno a loro ma reputano necessario comprare la solidita' familiare, la posizione sociale ed il rispetto con l'omerta'. Il prezzo da pagare, pero', e' troppo
alto, anzi: non vi e' prezzo, i figli non si vendono, i figli non sono oggetto di scambio.
Gli psicologi interpretano tale comportamento adducendo ad una sorta di paura di vendetta da parte del marito, ad una ipotetica violenza cui sono state vittime da bambine che rivivono oggi nelle vesti di madri, al timore
di aver immaginato male o di sbagliare.
Il loro "fare finta di non vedere" e' una ulteriore violenza ai danni dei figli i quali, abusati e non protetti da coloro che invece dovrebbero amarli ed educarli, vengono lasciati soli a se stessi, piccoli corpi martoriati, piccole coscienze distrutte. Il tradimento avviene su tutti i fronti, e non vi e' danno peggiore.

Il fattore "cultura" e "ceto sociale", qui, non entra in gioco come attenuante del caso: le madri "lavano in casa i panni sporchi" sia nelle culture piu' arretrate come negli agiati ceti sociali dove, si pensa, la buona educazione ed il benessere sono alla base dell'esistenza. Solo un terzo dei casi di abuso sono denunciati dalle madri: il restante e' complice
del marito, viscido seduttore, un nemico difficile da annientare.

Uno dei fattori che concorrono a determinare l'incesto e' la situazione di incomprensione e di ostilita' tra i coniugi e la conseguente incapacita' ad avere rapporti sessuali normali e regolari. Anche la presenza della figlia come figura femminile centrale e' fondamentale ed il padre, molto spesso, opera l'incesto per contrastare il disgregarsi della famiglia, per evitare la ricerca di una partner fuori casa.
Difficile da concepire come concetto, ma l'atto sessuale del padre con la propria figlia viene vissuto proprio come tentativo di ristabilire l'equilibrio familiare.

In tale ottica si inserisce il tacito consenso materno il cui fine e' l'assunzione da parte della figlia di un ruolo dominante come figura femminile, in relazione alla crisi coniugale in atto.

La complicita' della madre può essere:
- PASSIVA, inesistenza di relazione materna nei confronti della figlia ed affettiva nei confronti del marito; proprio questo atteggiamento puo' indurre talvolta il marito a dedicare morbosa attenzione alla figlia
- ATTIVA, puo' variare da incoraggiamenti ambigui sino al vero e proprio aiuto fisico al coniuge che usa violenza alla figlia. In tal caso, oltre al distacco emotivo, sono presenti disturbi della personalita'. Tale comportamento si spiega nel fatto che la madre sente il suo ruolo centrale usurpato dalla figlia e, consapevole che le attenzioni del coniuge sono
concentrate altrove, desidera a tutti i costi vedere punita ed umiliata la figlia.

L'omerta' rende le madri nemiche dei proprio figli. Le rende complici dell'aggressivita' e della violenza di uomini che stuprano il cuore dei bambini, i sogni, la purezza dei loro pensieri e del loro essere.

LE STORIE
Nel libro della Dott.ssa Maria Rita Parsi, "Più furbi di Cappuccetto Rosso", sono riportate esperienze di abuso ai danni di bambine le cui madri, con il loro atteggiamento omertoso, non hanno saputo proteggerle ma, al contrario, hanno contribuito, con il loro silenzio-consenso, al perpetrarsi di tale orrore.

Lucia, all'eta' di otto anni, viene coinvolta in giochi erotici -insieme ad una bambina di un anno piu' piccola- con il portiere dello stabile in cui abitava. La madre ne era stata informata ma ha permesso che gli incontri avessero luogo, ricavandone un riscontro economico per assicurare "almeno il corredo" alla figlia.
Accertato poi il fatto, durante la perizia psichiatrica "la madre ammise d'aver intuito i fatti ma di averne sottovalutato l'importanza, poiche' anche lei da bambina aveva avuto analoghe esperienze con gli uomini. <Tutti
sanno> dice <che i vecchi hanno spesso questi desideri, ma non sono pericolosi perche' s'accontentano di vedere e toccare senza togliere la verginita'. In fondo e' come se Lucia avesse assistito un vecchio ammalato facendosi dare una piccola somma. Che male c'e'>".

Isa viene abusata dal padre il giorno in cui ha il menarca, nella stanza da letto dei genitori, nello stesso letto in cui, poco più in la', la madre dorme.
"Ad un tratto mi sono svegliata eppero' ero gia' sotto mio padre e lui mi teneva la mano sulla bocca e con l'altra mi teneva ferma. Io non ho potuto gridare e non lo avrei fatto per non svegliare mia madre che dormiva..."
"L'uomo non ha mai ammesso di aver violentato la figlia, favorito in questo dall'omerta' della moglie".
Scrive Isa: "La mattina io pensavo di aver sognato, che era un incubo.
Allora ne ho parlato con mia madre, a parte. Lei pero' ha detto niente. Solo era pallida. Alla fine ha scosso la testa, ha detto: <Sciocchezze>. Piu' tardi pero' l'ho vista piangere in cucina".

ABBATTERE IL MURO
Sono storie amare, che scavano buchi enormi nelle coscienze.
L'uomo deve contribuire alla nascita di una nuova cultura dell'esistenza, deve essere consapevole della necessita' di formare nuove generazioni che abbiano il coraggio che ora sembra mancare: il coraggio di dire definitivamente NO.
Il dovere di questa umanita' e' di educarsi per educare le future generazioni alla cultura del coraggio contro la prepotenza del silenzio.
Basta all'omerta', alla paura e alla tolleranza.
Basta al fingere di non vedere e di non sentire il bambino che piange di notte nelle nostre menti.

Greta
con la consulenza del Dott. Sergio De Martino


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Riferimenti bibliografici:
"S.O.S. Pedofilia - Le parole per uccidere l'orco" Claudio Camarca, Maria
Rita Parsi - Baldini & Castoldi
"Più furbi di Cappuccetto Rosso" Maria Rita Parsi - Arnaldo Mondadori
Editore