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Il senso di colpa


Noto quotidianamente che la gente e' esterrefatta ogni qual volta la notizia di un nuovo caso di pedofilia rimbalza tra i media. Sui volti si legge sdegno ed incredulita', rabbia e schifo. Ma perche' queste reazioni?
Tanta meraviglia vien fuori perche' non si e' disposti ad ammettere che lo stupro, l'incesto, la pedofilia non sono un male dei nostri tempi, bensi' un comportamento legato alla storia stessa dell'uomo. L'unica sostanziale differenza sta nell'avere a disposizione i moderni mezzi di comunicazione che permettono ai pedofili di associarsi e scambiarsi favori, mentre in passato rimanevano per lo piu' isolati.
Non dobbiamo, pero', commettere l'errore di limitarci ai soli episodi di cui sentiamo parlare perche' sono solo una minima parte di cio' che realmente avviene.
Non sono in grado di fare un quadro completo della situazione, ma posso in ogni caso dare la voce a quel sicuro ottanta per cento di abusati di cui non si parla perche' non si dichiarano. Non hanno il coraggio di parlare, per vergogna, per un senso di colpa che ossessivamente li pone ai propri occhi diversi da tutti gli altri. La loro colpa sta nel non aver subito visibile costrizione e credono per questo di essere la causa di tutto. Secondo l'idea che si sono fatti non esiste nessun altro che si sia macchiato in ugual modo. Essi sono stati consenzienti e come tali colpevoli piu' del loro carnefice. Non sanno che, in realta', la loro mente e' stata manipolata e guidata fin dall'inizio.
Il senso di colpa, come un'ombra inesorabile li perseguitera' imprigionandoli in una visione distorta di quella che e' la realta'. Non sanno di essere vittime. Non sanno di non essere gli unici ad aver sbagliato "in quel modo". Non sanno di poter e dover chiedere aiuto per venirne fuori.
La vittima e' riluttante a parlare di quel che accade nella sua vita. Sicuramente e', a suo modo, consapevole che quel suo senso di colpa non e' dettato solo dalle proprie paure, ma e' alimentato anche dalle regole che la societa' ci impone. Sicuramente il minore e' in grado di stabilire a priori se verra' o no "perdonato". Solo quando avra' la certezza di essere compreso ed aiutato avra' la forza di raccontare tutto. Questo potra' avvenire quando sara' sicuro che quel che ha fatto non pregiudichera' il suo rapporto con gli adulti e se questi dimostreranno di accettare di ascoltare senza infierire su di lui.
I bambini sanno cosa possono fare o non fare, cosa possono dire o non dire. Lo scoprono dal quotidiano.
I nostri comportamenti sono ancora guidati da tabu' e da valori dietro i quali nascondiamo l'indecisione. Fin quando non ci sforzeremo di guardare oltre i nostri interessi l'abusato non sara' libero di vivere la sua sofferenza!
Credo che fin quando si parlera' solo della figura del pedofilo come malato, la gente pensera' di essere al sicuro perche' tra le sue conoscenze non ci sono elementi del genere o se ne sarebbe accorta.
Se, invece, si riesce a far capire che l'abusante puo' essere chiunque, allora forse si riuscira' ad avere una maggiore attenzione da parte di chi e' tenuto alla cura del minore, famiglie o istituzioni che siano.
Risvegliamo l'attenzione della gente su un rischio reale: la facile manipolazione mentale dei bambini ad opera di persone bisognose di far prevalere la soddisfazione delle proprie esigenze al di sopra di ogni atto d'amore.

Gli adulti padroni del Senso di Colpa

E' complicato per il bambino abusato liberarsi del senso di colpa. Non gli viene permesso. Si ritrova, solo, a combattere contro uno stato d'animo che lo pone di continuo in discussione. Ogni azione, desiderio, necessita' viene contestata se non conforme alle esigenze degli adulti. Questi fanno in modo che il bambino dimentichi i suoi sentimenti spingendolo a prestare
attenzione solo ai loro. Solo obiettivo per lui dovra' essere il favorire la felicita' degli adulti perche' unica e indispensabile. Se questa disponibilita' verra' a mancare egli perdera' l'occasione di potersi inserire nella societa' con un ruolo positivo.
All'adulto non fa comodo ammettere l'esistenza del senso di colpa. In quanto fautore di tale sentimento non puo' privarsene o perderebbero l'egemonia, il controllo sul bambino.
Con il senso di colpa si riesce a tenere sotto controllo le azioni del bambino, i suoi desideri, le sue necessita' fisiche o mentali.
Quotidianamente, con impegno certosino si procede all'annientamento della sua personalita'.
Troppo spesso anche i genitori "innocenti" si rifiutano di ammettere l'esistenza del senso di colpa nei loro figli abusati. Questo per evitare che venga messo in discussione il loro operato. Dovrebbero confessare la loro colpa, la loro disattenzione. Dovrebbero ammettere che per troppo tempo si sono visti piu' come proprietari del loro bambino che non come l'aiuto necessario nella fase della crescita. Dovrebbero vedere la loro sordita', la cecita'.
E' molto piu' semplice accollare al bambino il senso di colpa, che non guardare alle proprie responsabilita'.


Giulia Base