testimonianze

 

Giovedi 11 Gennaio 2001
IL GIORNALE DI VICENZA

Gentile dottore, ....
 

Gentile dottore, sono stata molto colpita dalla lettera (5/11 scorso) inviata al direttore da una ragazza che ha dichiarato di avere subito una violenza sessuale ("Quando parenti ed amici non aiutano le molestate").
Ho apprezzato il suo coraggio di parlare, di chiedere aiuto, di denunciare, di pretendere giustizia, di uscire dal caso singolo per creare informazione, cultura, sensibilita' da parte di tutta la societa'.
Io non ho avuto questo coraggio.
Ho cinquantadue anni, sposata da ventiquattro, sono senza figli perche' evidentemente era meglio che non arrivassero.
Non ho proprio idea di che mamma avrei potuto essere; ho pero' la convinzione che avrei fatto pagare ad altri il mio dolore, la mia rabbia: ma a volte penso anche che avrei potuto essere una mamma meravigliosa.
Io sono stata stupida a tenermi dentro per una vita la mia vicenda; ho provato a parlarne, pero' mia mamma ha cambiato discorso e io mi sono sentita morire dentro, sola e abbandonata.
Non ho piu' trovato il coraggio di riparlarne.
Mia madre non mi ha piu' chiesto nulla.
Avevo sei anni: prima ho subito attenzioni sessuali da parte di mia zia, solo un paio di volte, successivamente per un periodo di circa tre anni, mio zio ha continuato a cercarmi sessualmente per fare sempre quello schifo di cose.
Brave persone i miei zii; si sono sposati, hanno avuto dei figli e hanno continuato a frequentare la mia famiglia, come se nulla fosse mai successo.
Sono riuscita a rimuovere tutto fino a quando mi sono sposata.
Li' e' ritornato fuori tutto.
Non potevo continuamente dire a mio marito che non ne avevo voglia, che aveva modi sbagliati.
L'ho fatto sentire in colpa per anni perche' non me la sentivo di avere rapporti sessuali con lui.
Pero' ogni volta erano per me pieni di fastidio o dolore: non so cosa sia l'orgasmo.
La mia vita affettiva e sessuale e' stata rovinata da quelle violenze che ho subito: e' stato tutto profondamente ingiusto.
Quante notti insonni ho passato; quanta angoscia ogni volta che i miei genitori mi lasciavano in compagnia degli zii perche' dovevano andare al lavoro.
Anche fisicamente non stavo mai bene e il dottore non ne capiva niente.
Ne parli, dottore di questa tragedia che capita ai bambini. Teresa
 
 

Grazie per questa sua drammatica e toccante testimonianza.
In queste vicende non esiste chirurgia estetica in grado di cancellare le ferite.
Anche la memoria, se il ricordo non viene anestetizzato, rimane intatta.
Io ricordo perfettamente, ed ero gia' adolescente, quando sono stato oggetto d'interesse sessuale da parte di omosessuali adulti e non mi e' successo in realta' niente perche' ho potuto difendermi.
Il problema sollevato da Teresa e' gravissimo, tant'e' che i servizi sociali delle nostre Ulss stanno attivando un servizio apposito denominato Unita' tutela minori.
Tale servizio ha il compito di accogliere tutte le richieste di aiuto da parte di minori, genitori ed educatori ed e' un gruppo di lavoro integrato composto da diverse professionalita' per una presa in carico piu' completa.
Il problema del desiderio sessuale rivolto al bambino e' antico; gia' la mitologia greca rappresentava Cupido come un bambino.
Gli "amorini", i putti sono bambini nudi; quindi la cultura stessa descriveva, pur in contesti fantastici, il bambino come oggetto sessuale.
In realta' la pedofilia e' un comportamento talmente ributtante per la comune sensibilita' che la gente tende a rimuoverlo, i genitori stessi non lo preventivano come evento che possa toccare il proprio figlio.
Quindi c'e' indignazione, ci sono le esternazioni per tutti quegli episodi di pedofilia violenta o killer che balzano alla cronaca dei media.
Finche' ci si limita a scandalizzarsi per cio' che capita altrove, non si sviluppa mai la coscienza di difendere i bambini; assurdamente si salvaguardano gli adulti.
Io ricordo un padre che aveva iniziato le sue tre figlie all'attivita' sessuale e che ha chiesto aiuto a me, quando le tre figlie non volevano piu' saperne di lui.
Ho scoperto che la moglie sapeva, la gente del paese mormorava e nessuno ha mai aperto bocca per fermare tale orrore e per denunciare l'orco.
Meglio tacere altrimenti si crea scandalo.
In realta' l'orco si presenta come uno che ama i bambini: difficile smascherarlo.
Il fenomeno pedofilia, come la violenza alla donna, si e' presumibilmente allargato perche' nella nostra epoca non esistono piu' i freni inibitori quindi ognuno tende a vivere desideri e fantasie, anche le piu' perverse o spregiudicate.
La morale non rappresenta per alcuni soggetti fonte interiore di valori e regole che orientano i comportamenti.
Quindi il bambino come oggetto sessuale passa nella testa del pedofilo dallo spazio inconscio o mentale al terreno del comportamento o dell'agito come se nulla fosse proibito.
Sto aiutando da molti anni un ragazzo che ha subi'to violenza sessuale da parte di un religioso che e' stato allontanato solo dopo molte proteste da parte dei genitori.
Seguo un giovane, che fa anche l'animatore, che ha tendenze pedofile e che fino ad ora e' riuscito abbastanza bene a frenarsi e che sta impegnandosi notevolmente per non scivolare dalla tenerezza all'abuso.
Tale patologia si annida ovunque.
La societa' deve ribadire fermamente i diritti dell'infanzia affinche' gli individui possano interiorizzare norme sane che servano anche ad arginare tendenze o impulsi che non sono accettabili da parte di una societa' civile.
A fianco delle norme serve anche l'educazione al rispetto e alla relazione tra gli individui.
L'educazione alla sessualita' va infatti proposta sistematicamente perche' rappresenta la cultura della conoscenza e del rispetto dell'altro.
Lino Cavedon