testimonianze

 

Rivoluzione morale contro la pedofilia

Cari amici e care amiche,
genitori e non, vorrei presentarmi ed esporre un mio pensiero, rivolto a tutti coloro che pensano che i bambini sono il bene piu' prezioso che abbiamo.
Sono il papa' di una ragazza, ora sedicenne, che ha subito abusi dai 5 ai 12 anni.
Quando, per caso, con quelle indagini che io chiamo "genitoriali" ci siamo accorti (finalmente) che qualcosa non andava in nostra figlia, la ragazza aveva 15 anni.
Mia moglie, madre della ragazza, non riusciva a spiegarsi un comportamento "strano" della ragazza e "trovo'" un biglietto di mia figlia indirizzato all'amichetto del cuore, dove c'era una frase scritta inequivocabile: "QUEL PORCO MI MOLESTA DA QUANDO AVEVO 5 ANNI, ED E' UNO DI FAMIGLIA" (scoprimmo poi trattarsi di un parente acquisito, denunciato e condannato anche per abusi su una altra vittima, cugina di mia figlia).
Analizzeremo in seguito il percorso ed i segnali che ci hanno portato a tale scoperta.
Ora vorrei riassumere i motivi di questo mio scritto diretto per questo sito.
Come e' successo per l'ecstasy, i sassi dal cavalcavia, ora per la pedofilia ci si indigna, si propongono castrazioni o, peggio ancora, soluzioni estreme, sintomo questo di profondo disagio e di inadeguatezza alla risoluzione del problema.
Non e' il caso di questo sito che si prefigge obiettivi diversi.
L'essere umano e' fatto cosi': quando non sa, per ignoranza o per schizofrenia, come uscire da una situazione, si spaventa, e cosi' non riuscendo a trovare una soluzione adeguata, evita il problema oppure, disperati costoro, lo elimina.
Altri, piu' razionali, propongono leggi piu' severe, sospinti dalla campagna del momento, pronti a cogliere il consenso della folla, per chissa' quale risultato.
E cosi', ogni volta che un caso di abusi su minori viene alla ribalta, quando il fenomeno diventa cosi' enorme nella sua configurazione si cerca la personalizzazione del reato, senza pero' approfondire il problema, forse perche' troppo misterioso e complesso.
Si capisce allora perche' il legislatore, il politico, non sa che fare.
Di fronte alle marce, di fronte ai mostri, di fronte allo stereotipo continuato del fenomeno, di fronte all'allarme crescente deve intervenire ?
E perché mai lo dovrebbe fare ?
Non esistono delle leggi in Italia, un codice penale che, secondo gli esperti, sono tra le piu' severe degli stati democratici del mondo ?
Oppure la giustizia deve intervenire solo sui problemi che a furor di popolo sono piu' sentiti ?
Intendiamoci, io non ho una buona considerazione di questi "personaggi".
Non si possono nemmeno paragonare agli animali, poiche' questi non compiono simili gesti.
Non esiste tra la specie animale una qualsiasi razza che si accoppi con i cuccioli.
Credo pero' che al di la' di tutte le soluzioni proposte in questi giorni serva una rivoluzione morale.
E' noto (fonti Eurispes e telefono azzurro) che in Italia negli ultimi quattro anni sono aumentate del 90% le denunce di violenza sui minori; e' altrettanto assodato che il 70% degli abusi si verificano in ambito familiare e parentale.
Stiamo parlando di 2 bimbi al giorno.
Allora, forse, piu' che preoccuparci di educare i bambini nelle scuole, alcuni di essi gia' vittime, ci dovremmo preoccupare di educare gli insegnanti, i genitori, i parroci, e tutti coloro che hanno a che fare con l'educazione dei nostri figli.
Troppo spesso, e chi scrive ne e' stato testimone diretto, i bambini abusati vengono ulteriormente violentati psicologicamente da chi dovrebbe dare loro ascolto, conforto, solidarieta'.
Frequentemente sono gli stessi parenti ad isolare le vittime e a sconsigliare loro una denuncia, per il "buon nome" loro o della "famiglia", in virtu' di arcaici ed obsoleti concetti di famiglia.
Dagli insegnanti ti senti rispondere che se i fatti non sono accaduti all'interno dell'istituto, non sono affari loro !
Alla fine di un anno scolastico drammatico, a causa di numerose assenze per ovvi tragici motivi psicologici a seguito della denuncia, ti senti dire da alcuni docenti che il disagio giovanile e' diffuso; che tra chi marina la scuola per disagi vari, chi soffre di anoressia, chi si droga, chi e' stato violentato da piccolo, tutti avrebbero una "scusa" per essere promossi. Ma la scuola e' una cosa seria e quel che conta sono i risultati!
Bella educazione, bell'esempio di civilta' !
E questi sono gli educatori dei nostri figli, e questi sarebbero gli esempi che dovrebbero seguire ?
L'assessore ai servizi sociali della mia citta' si e' preoccupato a suo tempo di correggere un'inesattezza di cronaca del giornale cittadino: era stato riportato che un caso di abuso era stato scoperto dall'usl e invece il "primato" andava ai servizi sociali.
Dimenticava pero' l'assessore di dire una cosa piu' importante: dopo che il caso e' stato "scoperto" le famiglie hanno verificato quanto inadeguato sia il servizio di assistenza sociale.
Carenze di organico e professionali hanno contribuito ad accrescere invece di affievolire, il disagio di quei drammatici giorni seguiti alla denuncia.
Credo che i piccoli maltrattati, abusati, violentati o peggio ancora uccisi, abbiano il diritto di avere un mondo di adulti, professionalmente, moralmente migliore.
Forse, solo quelli che hanno avuto il coraggio di denunciare, hanno il diritto di spiegare, informare e denunciare la codardia degli adulti.
Come vedete, non mi sono soffermato sul "mostro", poiche' sono convinto che il vero problema non e' tanto il pedofilo, ma chi ci vive assieme, attorno, nell'ambiente di lavoro, nello svago, nello sport.
Una madre, una moglie, una suocera, quasi sempre lo sanno.
Quando poi viene scoperto la prima volta anche tutti gli altri lo sanno.
Quindi, il piu' delle volte, non servono gli elicotteri della polizia per scovarli.
Vi prego di capirmi, non ho scritto queste righe per desiderio di vendetta.
Per fortuna qui in Italia siamo dotati d'organi di polizia, procuratori, gip, che, per esperienza personale, alcuni di essi, vi posso garantire sono ottimi professionisti.
Ma questi purtroppo devono intervenire quando il danno e' gia' stato fatto.
La mia triste esperienza spero possa essere d'aiuto ad altre persone, ed invito tutti quelli che l'hanno vissuta a fare altrettanto.
Solo cosi' riusciremo a dare un aiuto concreto alla societa'.
Non a parole, ma con i fatti.
Facendo di fatti tragici un bagaglio di esperienza per trovare soluzioni positive.
Mai contro qualcuno o qualcosa, ma per qualcuno e per qualcosa.
Anche la denuncia deve essere intesa in tal senso: non contro il pedofilo, ma a tutela delle vittime.
Per dar loro, alle vittime, il giusto senso di giustizia, di legalita'.
Per far capire all'abusante la sua responsabilita'.
Lo stesso per la condanna: non per essere contro l'uomo, ma per l'uomo, affinche' assuma la consapevolezza che cio' che ha commesso e' di per se' sbagliato, del reato commesso, e, dopo un percorso che gli specialisti dovrebbero individuare, anche del suo ipotetico recupero.
Quello che ho provato io vorrei che in futuro non accadesse ad altri genitori.
Non vorrei che un padre ascoltando, in lacrime, la descrizione dei fatti accaduti a sua figlia quando era bambina, si vergognasse di fronte a questa di essere un uomo.
Vorrei che nell'era in cui viviamo non ci fossero persone colte ed intelligenti che ti rispondono che fatti del genere sono sempre accaduti e sempre accadranno.
Certo, lo so benissimo che in termini cosi' assoluti e' un'utopia, io non pretendo di cambiare il mondo.
Da quando ho scoperto cosa aveva subito mia figlia, dopo la denuncia, la condanna del pedofilo, ho capito quanto vera sia la definizione che nulla accade per caso.
Questa vicenda mi ha aperto gli occhi, ora sono piu' "vigile", piu' conscio delle miserie umane, dei danni causati dall'ignoranza, dai saccenti di turno, dai benpensanti, dai buonisti, dai vigliacchi.
A tutti questi e a tutti quelli che non si schierano dalla parte di chi ha subito violenza di qualsiasi tipo, ma soprattutto perpetrata sui bambini, io non ho nulla da dire.
Chi se ne vuole andare per la sua strada lo puo' fare in nome di quella liberta' che ad ogni essere umano divinamente gli e' concessa.
D'ora in poi la mia missione sara' quella di cercare di aiutare le persone ragionevoli coinvolte in questi casi, e solo quelle, anche attraverso questo sito, cosi' saggiamente concepito, considerato che alcune sono raggiungibili solo in questo modo, direttore permettendo.
Raccontiamoci le nostre storie, cerchiamo di capire assieme dove abbiamo sbagliato, aiutiamoci, tentiamo di migliorare il mondo degli adulti, per salvaguardare i bambini, tutti.

Un genitore che ha denunciato un pedofilo.