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EMERGENZE DIMENTICATE: AIUTARE I PIU' DISPERATI
L'UNICEF lancia un appello urgente: servono 207 milioni di dollari per aiutare i bambini che si trovano nelle zone di crisi piu' acuta, vittime di emergenze dimenticate. Per proteggere i bambini delle zone di crisi dalle malattie, dall'inedia e dallo sfruttamento, provvedere alla loro istruzione e dare loro una possibilita' di vita migliore, l'UNICEF ha lanciato un appello per raccogliere 207 milioni di dollari allo scopo di aiutare i bambini piu' vulnerabili del mondo durante tutto il 2001. "Lanciamo questo appello nell'interesse dei bambini che si trovano nelle condizioni peggiori: bambini che cercano di sopravvivere a conflitti brutali e poverta' disumana, bambini che sono stati spinti sul gradino piu' basso della scala dell'esistenza," ha affermato il Direttore Generale dell'UNICEF Carol Bellamy, la quale ha anche fatto notare che questa cifra e' una "valutazione minima e prudente" delle reali necessita'. L'appello dell'UNICEF comprende i bambini a rischio di 19 zone di crisi umanitaria, tra cui alcuni dei luoghi del mondo in cui e' piu' difficile vivere. Nell'ambito degli sforzi coordinati delle Nazioni Unite, l'UNICEF chiede 207 milioni di dollari per provvedere alla vaccinazione contro le malattie, all'istruzione di base, all'acqua pulita e a servizi igienici decenti, all'informazione sull'AIDS, alla sensibilizzazione sul rischio mine e alla protezione dagli abusi e dallo sfruttamento (compreso il reclutamento dei bambini come combattenti). I fondi verranno utilizzati per aiutare e mobilitare i genitori, i leader delle comunita', le autorita' locali e nazionali, oltre ovviamente ai bambini stes Carol Bellamy sottolinea che la natura apparentemente irresolubile di molti dei conflitti non puo' giustificare l'incapacita' di raggiungere i bambini colpiti. "L'essenza stessa delle azioni umanitarie consiste nel proteggere chi ne ha piu' bisogno", ha affermato "I bambini nati o allevati sotto la minaccia della guerra, dell'AIDS, della poverta' e della discriminazione meritano i nostri sforzi maggiori." L'appello e' a favore dei seguenti paesi e regioni: Afghanistan, Africa occidentale, Angola, Burundi, Repubblica del Congo, Repubblica democratica del Congo, Repubblica democratica popolare di Corea, Eritrea, Etiopia, Europa sudorientale (Balcani), Federazione Russa (Caucaso del Nord), Indonesia (Isole Maluku), Kenya, Regione Africana dei grandi laghi, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Tagikistan, Uganda. L'UNICEF sottolinea che i paesi e le regioni compresi nell'appello sono tra quelli che hanno i tassi piu' bassi di sopravvivenza infantile e di sviluppo. Per esempio: In Angola, quasi 3 bambini su 10 muoiono prima di compiere 5 anni. In Afghanistan, solo un bambino su tre, e quasi nessuna bambina, frequenta la scuola In Kenya, la siccita' ha messo in grave pericolo 80.000 bambini. In Sierra Leone, soltanto un terzo della popolazione ha accesso all'acqua pulita. Nel Caucaso del nord, soltanto il 25% circa dei bambini in eta' scolare va a scuola. "Per affrontare queste sfide c'e' bisogno di un reale impegno politico da parte della comunita' internazionale e degli enti nazionali per creare lo spazio umanitario necessario a raggiungere questi bambini," ha aggiunto il Direttore dell'UNICEF. "Le agenzie umanitarie sono spesso costrette ad entrare nelle zone di conflitto per fornire i servizi essenziali. Per far cio' e' indispensabile un impegno politico inflessibile affinche' gli operatori umanitari - sia locali sia internazionali - possano lavorare in condizioni di sicurezza." Carol Bellamy ha fatto rilevare che se il mondo puo' immunizzare 47 milioni di bambini contro la poliomielite in piena guerra, come sono riusciti a fare quest'anno gli operatori UNICEF in Angola, nella Repubblica Democratica del Congo, in Sierra Leone, in Sudan e in altri paesi, e' anche possibile istruire questi stessi bambini, garantire loro i servizi sanitari di base e proteggerli dallo sfruttamento e dalla violenza. |
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